Valditara sui femminicidi: “Mai detto che sono colpa degli immigrati”

Al Salone dello Studente di Roma, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha chiarito le sue dichiarazioni sui femminicidi, respingendo le accuse di aver attribuito il fenomeno all’immigrazione. “Non ho mai detto che il femminicidio è colpa degli immigrati. Ho parlato di un aumento delle violenze sessuali, legato anche alla marginalità e devianza derivanti dall’immigrazione irregolare”.

Valditara ha inoltre criticato la visione ideologica che attribuisce il problema femminile al patriarcato, affermando che giuridicamente questo è superato dal 1975 con la riforma del diritto di famiglia.

A smorzare le polemiche è intervenuto Gino Cecchettin, padre di Giulia, la giovane uccisa un anno fa dall’ex fidanzato. In un incontro a Bologna, ha invitato la premier Giorgia Meloni a contribuire al dibattito sul maschilismo: “Come donna e presidente del Consiglio, può offrire consigli utili a tutte le donne italiane”.

Trapani, 25 agenti penitenziari indagati per torture e abusi

Venticinque poliziotti penitenziari del carcere Pietro Cerulli di Trapani sono stati colpiti da misure cautelari nell’ambito di un’inchiesta per torture, abuso d’autorità e falso ideologico. Undici sono finiti agli arresti domiciliari, mentre 14 sono stati sospesi dal pubblico ufficio.

L’indagine, avviata nel 2021 dopo denunce di detenuti, ha portato a un totale di 46 indagati. Secondo le accuse, i maltrattamenti avvenivano in aree del penitenziario non coperte da telecamere; successivamente, i dispositivi installati avrebbero registrato violenze reiterate.

L’operazione è stata condotta dal nucleo investigativo regionale della polizia penitenziaria di Palermo, con il supporto di reparti territoriali, su ordine del Gip di Trapani e su richiesta della Procura.

CSM a tutela dei giudici di Bologna: primo intervento in 15 anni

Con 26 voti favorevoli, 5 contrari e nessun astenuto, il plenum del Consiglio superiore della magistratura (CSM) ha approvato una delibera a tutela dei giudici di Bologna, criticati per aver rinviato alla Corte di giustizia europea il decreto legge “Paesi sicuri”. Questo decreto, varato dal governo, punta a facilitare i trasferimenti di migranti in Albania.

La delibera, pur senza effetti giuridici, rappresenta una posizione ufficiale del CSM e condanna le dure reazioni governative e mediatiche che hanno colpito i magistrati, arrivando a esporre aspetti privati del presidente del collegio giudicante.

“Le critiche hanno superato i limiti della cronaca e della legittima critica, compromettendo l’autonomia e l’indipendenza della funzione giudiziaria”, si legge nel testo, che richiama al rispetto tra le istituzioni.

Si tratta della prima pratica a tutela che approda a una risoluzione del plenum dal 2009, anno del caso Raimondo Mesiano, legato al lodo Mondadori.

Sanità in sciopero: adesioni all’85%, rischio per 1,2 milioni di prestazioni

Alta adesione allo sciopero nazionale di 24 ore di medici, infermieri e dirigenti sanitari, con punte fino all’85%, secondo i dati diffusi da Anaao Assomed, Cimo-Fesmed e Nursing Up. La protesta, che ha portato i sanitari in piazza a Roma, denuncia condizioni di lavoro insostenibili, contratti inadeguati e insufficienti risorse per la sanità pubblica.

Tra le rivendicazioni principali figurano l’aumento delle indennità, la depenalizzazione dell’atto medico, l’assunzione di personale e la richiesta di eliminare il vincolo di esclusività per gli infermieri. Delusione anche per il testo della Manovra, giudicato “insufficiente” dai sindacati, che criticano l’esiguo aumento delle indennità e il rinvio del piano di assunzioni al 2026.

Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, si è detto disponibile al dialogo per affrontare le questioni ancora irrisolte, inclusa la defiscalizzazione delle indennità e un piano pluriennale di assunzioni, ma i sindacati restano compatti nella protesta, definendo “tampone” l’arrivo di infermieri stranieri.

Accordo sulla nuova Commissione Ue: Popolari, Socialisti e Liberali trovano l’intesa, ma i Verdi si oppongono

Fonti dei gruppi di maggioranza al Parlamento europeo confermano l’accordo sulle nomine della nuova Commissione europea, guidata da Ursula von der Leyen. L’intesa prevede lo scorporamento di alcune deleghe per Oliver Varhelyi, candidato al ruolo di commissario alla Sanità, e il via libera per i sei candidati vicepresidenti, tra cui Teresa Ribera e Raffaele Fitto, con i due terzi dei voti nelle commissioni competenti.

I Verdi, però, esprimono il loro dissenso. “Voteremo contro Fitto e Varhelyi”, ha dichiarato il co-presidente Bas Eickhout, criticando la mancanza di cambiamenti nei portafogli assegnati. “Questa scelta crea una situazione molto instabile per l’Unione”, ha aggiunto, rimandando a lunedì la decisione sul voto finale per la nuova Commissione.

Avvocati penalisti contro Delmastro: “Nordio gli revochi la delega alle carceri”

L’Unione delle Camere Penali Italiane (UCPI) chiede al ministro della Giustizia Carlo Nordio di ritirare la delega alle Carceri al sottosegretario Andrea Delmastro, dopo le dichiarazioni di quest’ultimo alla cerimonia per le nuove auto della Polizia Penitenziaria. Delmastro, esponente di Fratelli d’Italia, ha definito una “intima gioia” l’idea di “non lasciare respirare” i detenuti in alta sicurezza e al 41-bis, parole che hanno sollevato un’ondata di polemiche.

“La gravità di queste affermazioni, connotate da un disprezzo umano inaccettabile, è evidente, tanto che lo stesso Delmastro ha cercato di rettificare goffamente il loro significato,” scrivono i penalisti. La UCPI denuncia inoltre il mancato intervento politico per chiedere le dimissioni del sottosegretario, nonostante la gravità dell’accaduto.

Meloni difende Delmastro: “Non vogliamo far respirare la mafia”

Dal Brasile, durante il G20, la premier Giorgia Meloni ha respinto le critiche: “Non mi scandalizzo se qualcuno dice che il governo non vuole far respirare la mafia,” ha dichiarato, generando una spaccatura con il mondo forense, finora incline a sostenere alcune riforme del governo.

Opposizione in campo

Da +Europa, Riccardo Magi ha definito le parole di Delmastro una conseguenza della “cultura giuridica” del governo, accusandolo di immobilismo di fronte alle 80 morti per suicidio in carcere registrate quest’anno. Per Debora Serracchiani del PD, la difesa di Meloni rappresenta una “toppa peggio del buco,” chiedendo un intervento deciso per le dimissioni del sottosegretario.

G20: Tassazione globale per i super-ricchi, addio alla tassa digitale

Il G20 di Rio de Janeiro si è concluso con un focus sulla tassazione dei super-ricchi come nuova strategia per combattere le disuguaglianze e sostenere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs). Niente tassa minima per i miliardari, come proposto dal presidente brasiliano Lula, ma un cambio di rotta rispetto alla tassazione digitale, ora in stallo.

La svolta fiscale

Nel comunicato finale, i leader del G20 hanno sottolineato l’importanza della tassazione progressiva come strumento per ridurre le disuguaglianze, migliorare la sostenibilità fiscale e finanziare politiche di sviluppo ambiziose. “La tassazione dei patrimoni estremamente elevati è cruciale per garantire equità e sostenibilità”, si legge nel documento.

Fine dell’era della tassa digitale

L’accordo OCSE/G20 sulla tassazione digitale, firmato nel 2021, è in fase di stallo, con il Pilastro Uno – che avrebbe dovuto introdurre regole globali per tassare i giganti del web – bloccato dalla mancanza di consenso, in particolare degli Stati Uniti. Con il possibile ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, lo scenario si complica ulteriormente.

Verso una patrimoniale globale

Il G20 punta ora a una collaborazione internazionale per tassare i super-ricchi in modo efficace, contrastando l’uso di paradisi fiscali e strumenti di elusione. Secondo il World Inequality Report 2022, l’1% più ricco detiene il 45% della ricchezza globale, mentre il 50% più povero controlla meno del 2%. Il G20 intende promuovere meccanismi di scambio di buone pratiche e strumenti anti-elusione, rafforzando il Quadro BEPS.

Cooperazione fiscale internazionale

Novità anche sul fronte della cooperazione globale: il G20 ha aperto alla possibilità di una Convenzione Quadro dell’ONU sulla fiscalità internazionale, un progetto mirato a coordinare le politiche fiscali globali e combattere le disuguaglianze economiche. “La cooperazione fiscale deve essere inclusiva ed efficace”, conclude la Dichiarazione del G20, evidenziando l’importanza di una governance globale più equa e coordinata.

Pagelle ai magistrati: via libera ai nuovi criteri di valutazione

Arrivano le pagelle per giudici e pubblici ministeri, previste dalla riforma Cartabia. Il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) ha approvato a maggioranza i nuovi criteri di valutazione, introdotti dal decreto legislativo n. 44 del 28 marzo 2024, attuativo della legge delega n. 71 del 17 giugno 2022. Il sistema combina parametri statistici e qualitativi, limitando il peso gerarchico dei dirigenti.

Come funzionano le valutazioni

I magistrati saranno giudicati con voti come «discreto», «buono» o «ottimo» in base alla capacità di organizzare il lavoro. Tra i parametri considerati ci sono l’indice di smaltimento (affari risolti rispetto al totale) e quello di ricambio (affari definiti rispetto ai nuovi). Inoltre, una “grave anomalia” scatta se il tasso di annullamento o riforma dei provvedimenti supera i due terzi, salvo casi episodici o fisiologici, come lievi modifiche di pena nel penale o variazioni nel civile.

Un equilibrio delicato

Il CSM ha scelto un approccio bilanciato: parametri oggettivi per garantire meritocrazia, ma con clausole di salvaguardia che permettono di valorizzare anche elementi soggettivi. Le nuove regole si applicheranno alle valutazioni quadriennali successive all’approvazione della delibera, segnando un passo verso una maggiore trasparenza e responsabilità nella magistratura.

Codice della Strada: ecco tutte le nuove regole per automobilisti e non solo

Sanzioni più severe per chi usa il telefono alla guida, obbligo di targa e assicurazione per i monopattini, restrizioni per i neopatentati e misure drastiche contro l’abbandono degli animali. Questi sono solo alcuni dei principali interventi contenuti nel nuovo Codice della Strada, che domani dovrebbe ricevere il via libera definitivo in Senato. Ecco nel dettaglio le novità più rilevanti.

Uso del cellulare alla guida: pene più dure

Chi viene sorpreso al volante con il telefono in mano rischia una multa tra 250 e 1.000 euro e una sospensione della patente per una settimana, oltre alla decurtazione di 10 punti. In caso di recidiva, la multa sale fino a 1.400 euro e la sospensione può arrivare a tre mesi. Se l’utilizzo del cellulare provoca un incidente, le sanzioni diventano ancora più severe.

Guida in stato di ebbrezza e “alcolock” obbligatorio

Le nuove norme inaspriscono anche le pene per chi guida dopo aver bevuto:

  • Tasso alcolemico tra 0,5 e 0,8 g/l: multa fino a 2.170 euro e sospensione della patente da 3 a 6 mesi.
  • Tasso tra 0,8 e 1,5 g/l: ammenda doppia e arresto fino a 6 mesi.
  • Oltre 1,5 g/l: arresto da 6 mesi a 1 anno, multa tra 1.500 e 6.000 euro e sospensione della patente da 1 a 2 anni.

Per chi supera il limite di 0,8 g/l sarà obbligatorio l’installazione dell’alcolock, un dispositivo che permette di avviare il veicolo solo dopo aver verificato l’assenza di alcol nel respiro del conducente.

Monopattini: targa, casco e assicurazione obbligatori

I monopattini elettrici saranno equiparati a mezzi motorizzati: dovranno avere una targa, un’assicurazione e indicatori luminosi per svolta e frenata. L’uso del casco diventa obbligatorio, e le multe per chi non rispetta le regole vanno da 100 a 800 euro. Inoltre, questi mezzi non potranno circolare al di fuori dei centri urbani.

Restrizioni per i neopatentati

Chi ha appena conseguito la patente non potrà guidare veicoli con una potenza superiore a 75 kW/t o autovetture con più di 105 kW.

Nuove regole per autovelox

Gli autovelox potranno essere posizionati solo su tratti di strada in cui il limite massimo non è inferiore di oltre 20 km/h rispetto a quello stabilito dal Codice. Dovranno essere segnalati almeno 1 km prima, e tra due dispositivi dovrà esserci una distanza minima di 3 km sulle strade extraurbane principali e di 1 km su quelle secondarie.

Se un conducente accumula più multe sullo stesso tratto di strada, emesse nello stesso arco di tempo e dallo stesso ente, sarà tenuto a pagare solo la multa più grave, aumentata di un terzo.

Parcheggi e tutela dei disabili

Sanzioni inasprite per chi parcheggia nei posti riservati ai disabili (da 330 a 990 euro) o nelle fermate degli autobus (da 165 a 660 euro).

Protezione degli animali

Chi abbandona animali lungo le strade rischia la sospensione o la revoca della patente per un periodo fino a un anno, una misura che punta a scoraggiare comportamenti irresponsabili e pericolosi.

Confintesa FP: “Il personale giudiziario non può essere il capro espiatorio del fallimento del Processo Penale Telematico”

Ancora una volta, il personale del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria si trova a fronteggiare accuse che puntano a individuare un capro espiatorio per i problemi del sistema. Confintesa Funzione Pubblica denuncia come, anche in questa occasione, la responsabilità venga scaricata su lavoratori già provati da anni di insufficienze strutturali e demansionamento.

Secondo il sindacato, il personale vive una condizione di disagio cronico: progressioni di carriera promesse ma mai realizzate, collocazioni inadeguate e accordi siglati, spesso disattesi. Nonostante ciò, viene ora additato dall’avvocatura come principale responsabile delle criticità legate al Processo Penale Telematico (PPT), un sistema che non funziona come dovrebbe.

Formazione inesistente e strategie lacunose

Confintesa punta il dito contro una gestione ministeriale priva di programmazione. “La mancanza di una formazione adeguata è lampante. In molti casi, non si è mai avuta una preparazione concreta e mirata”, denuncia il comunicato, evidenziando come il Ministero abbia dato priorità al lancio del PPT, trascurando aspetti fondamentali come la formazione del personale.

È legittimo, si chiedono i sindacalisti, imputare ai dipendenti la responsabilità di un progetto male impostato sin dall’inizio?

Il personale: dedizione silenziosa ma senza riconoscimenti

Il comunicato riflette anche sull’atteggiamento del personale, spesso caratterizzato da uno stoicismo che rischia di diventare un’arma a doppio taglio. “I dipendenti continuano a lavorare con professionalità, sopportando difficoltà crescenti e abbassando la testa, senza mai reagire in modo costruttivo,” osserva Confintesa. Questo atteggiamento, pur encomiabile per la tenacia dimostrata, potrebbe aver contribuito a perpetuare una situazione di immobilismo.

Riforme e valorizzazione per un sistema efficiente

Per il sindacato, il punto di partenza per superare l’attuale impasse è il riconoscimento dell’impegno e della dedizione del personale giudiziario. “Non si può continuare a scaricare le colpe su chi lavora nel sistema, ma occorre affrontare le vere problematiche con una visione di insieme”, sottolinea il comunicato.

La strada per il miglioramento passa da riforme radicali, che comprendano una reale valorizzazione delle risorse umane, il rispetto degli accordi, e una formazione mirata e coerente. Solo così, conclude Confintesa, sarà possibile garantire l’efficienza del Processo Penale Telematico e il buon funzionamento dell’intera organizzazione giudiziaria.

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