La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che la richiesta di compensi eccessivi o sproporzionati da parte di un professionista costituisce un illecito istantaneo, che si consuma nel momento stesso in cui la richiesta viene formulata al cliente.
Con la sentenza n. 33554 del 20 dicembre 2024 (pres. Cassano, rel. Bertuzzi), la Suprema Corte ha chiarito che l’atto stesso di avanzare una pretesa economica non dovuta integra la violazione dell’art. 29, comma 4, del Codice Deontologico Forense, configurando una lesione immediata dell’interesse protetto dalla norma.
Questa decisione conferma l’orientamento secondo cui il comportamento scorretto del professionista si perfeziona con la semplice richiesta indebita, senza che sia necessario il successivo pagamento da parte del cliente.
Iscriviti al canale Telegram di Servicematica
Notizie, aggiornamenti ed interruzioni. Tutto in tempo reale.
LEGGI ANCHE
Torino, Ministero giustizia: denunciati e trasferiti i giovani coinvolti nelle rivolte
I disordini nascono dalla notizia diffusasi di un arresto in flagranza di reato nei confronti del fratello maggiorenne di un detenuto, trovato in possesso di…
Fisco, 156 giorni di lavoro per lo Stato: il “tax freedom day” arriva solo a giugno
Tra scadenze fiscali e oltre 2,5 milioni di evasori, gli italiani hanno lavorato fino al 5 giugno solo per onorare le tasse. Dal 6 giugno…
Estensione del deposito telematico nel processo penale
Il Decreto del Ministero della Giustizia del 13 gennaio 2021 offre le istruzioni per il deposito di atti, documenti e istanze durante l’attuale stato di…
