depressione grave carcere

Carceri: Nordio, emergenza suicidi, stanziati 5 milioni di euro aggiuntivi per il 2024

“Al fine di prevenire e contrastare il drammatico fenomeno dei suicidi nell’ambito della popolazione detenuta, ho firmato un decreto che prevede per il corrente anno l’assegnazione di 5 milioni di euro all’Amministrazione penitenziaria per il potenziamento dei servizi trattamentali e psicologici negli istituti, attraverso il coinvolgimento di esperti specializzati e di professionisti esterni all’amministrazione” così il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio.

“Più che raddoppiato lo stanziamento annuale di bilancio destinato alle finalità di prevenzione del fenomeno suicidario e di riduzione del disagio dei ristretti, a conferma dell’impegno da parte del governo nella pronta adozione di misure necessarie per migliorare le condizioni detentive negli istituti penitenziari, anche in vista di un intervento più strutturato e duraturo nel tempo da proporre come priorità nella prossima legge di bilancio”.


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Contributo unificato per il procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo proposto con rito semplificato di cognizione

Contributo unificato per il procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo proposto con rito semplificato di cognizione

La circolare 27 marzo 2024 – Contributo unificato per il procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo proposto con rito semplificato di cognizione – artt. 281-decies e seguenti del c.p.c. chiarisce come si calcola il contributo unificato per le opposizioni a decreto ingiuntivo presentate con il rito semplificato di cognizione.

  • Prima: in alcuni tribunali si pagava il contributo unificato intero, come per un giudizio ordinario.
  • Adesso: si paga la metà, come per un’opposizione normale.

Perché è importante?

Significa che si risparmia denaro se si fa un’opposizione con il rito semplificato.

Come funziona?

  • Il rito semplificato è un modo più veloce e meno costoso per fare un’opposizione, si può usarlo per cause fino a 5.000 euro.
  • Per fare un’opposizione con il rito semplificato, si deve compilare un modulo e presentarlo al tribunale.

Per approfondire:

https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_8_1.page?contentId=SDC466008


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Mafie, un sistema predittivo dell’Università di Padova per identificarle

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Mafie, un sistema predittivo dell’Università di Padova per identificarle

Un team di ricerca dell’Università di Padova ha sviluppato un algoritmo predittivo in grado di identificare aziende con probabili legami alla mafia. L’algoritmo analizza dati finanziari e segnala anomalie come aumenti improvvisi di fatturato, giovani dirigenti o amministratori legati a fallimenti. Lo strumento non fornisce prove definitive, ma aiuta gli operatori economici a valutare il “grado di mafiosità” di un potenziale partner. L’algoritmo è già utilizzato da diverse aziende italiane e straniere, tra cui un importante gruppo svizzero.

Sfide e limiti

Come ogni sistema di intelligenza artificiale, l’algoritmo può generare falsi positivi e negativi. La decisione finale sull’infiltrazione mafiosa spetta sempre alle autorità competenti. L’utilizzo di questi strumenti richiede cautela e una formazione adeguata da parte delle forze dell’ordine.

Evasione e contrasto

Le mafie si stanno adattando, diventando più elusive e mimetizzandosi nel mondo legale. Le autorità sottolineano l’importanza di una cooperazione internazionale e di uno scambio di informazioni più rapido ed efficiente. È necessario un “cambiamento di pensiero” da parte delle forze dell’ordine e della magistratura per contrastare le nuove strategie mafiose.

Per approfondire il tema, clicca qui


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Atti processuali sintetici, al via l’Osservatorio Permanente

Nasce l’Osservatorio sulla chiarezza e sinteticità degli atti. Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha firmato il decreto il 29 marzo 2024.

L’istituzione dell’organismo era stata inserita nel dm del 7 agosto 2023 relativo al regolamento sui criteri di redazione, limiti e schemi informatici degli atti giudiziari: all’art. 10 è prevista la costituzione di un “osservatorio permanente sulla funzionalità dei criteri redazionali e dei limiti dimensionali stabiliti dal presente decreto al rispetto del principio di chiarezza e sinteticità degli atti del processo. L’osservatorio ha anche il compito di raccogliere elementi di valutazione ai fini dell’aggiornamento del presente decreto con cadenza almeno biennale”.

L’Osservatorio, costituito presso l’Ufficio Legislativo del Ministero della Giustizia, avrà il compito di raccogliere e verificare i dati forniti da ciascun distretto di Corte d’Appello e suddivisi per tipologia di ufficio giudiziario, avvalendosi della collaborazione della Direzione generale di statistica e analisi organizzativa e della Direzione generale per i servizi informativi automatizzati.

A far parte dell’Osservatorio, presieduto dal Capo Ufficio Legislativo, Antonio Mura, anche esperti della linguistica giudiziaria e avvocati indicati dal consiglio nazionale forense, insieme a magistrati.

L’Osservatorio è composto da:

  • Federigo Bambi, professore associato di Storia del diritto medievale e moderno presso il Dipartimento di scienze giuridiche dell’Università degli studi di Firenze;
  • Giampiero Cassi, del Foro di Firenze;
  • Giuseppe Fichera, Vice Capo del Dipartimento per la transizione digitale della giustizia, l’analisi d) Prof. Riccardo Gualdo, professore ordinario di Linguistica italiana presso il Dipartimento di studi linguistico-letterari, storico-filosofici e giuridici dell’Università degli studi della Tuscia;
  • ssa Paola Romana Lodolini, magistrato addetto all’Ufficio legislativo del Ministero della giustizia;
  • Riccardo Massera, giudice presso la Corte d’appello di Roma;
  • Paolo Moro, professore ordinario di Filosofia del diritto e informatica giuridica presso la Scuola di giurisprudenza dell’Università degli studi di Padova;
  • ssa Ilaria Pagni, professore ordinario di Diritto processuale civile presso il Dipartimento di scienze giuridiche dell’Università degli studi di Firenze;
  • Alessandro Patelli, del Foro di Como;
  • Francesco Pizzuto, del Foro di Patti;
  • Pietro Spera, giudice presso il Tribunale di Genova;
  • ssa Jacqueline Visconti, professore ordinario di Linguistica italiana presso il Dipartimento di italianistica, romanistica, antichistica, arti e spettacolo dell’Università degli studi di Genova.

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Quarta area, i ministeri cercano 200 super-funzionari. Ecco quanto guadagneranno

La pubblica amministrazione italiana sta creando una nuova categoria di dipendenti, chiamata “quarta area”, con stipendi fino a 100.000 euro annui. Questi “super-funzionari” saranno figure altamente qualificate, a metà tra funzionari e dirigenti.

I primi 205 super-funzionari saranno assunti nei ministeri, con il Ministero dell’Economia che ne assumerà 60 e il Ministero della Cultura 100. Alcune posizioni saranno assegnate tramite concorso, altre tramite selezione interna tra i funzionari esistenti.

L’obiettivo è di dare ai funzionari meritevoli nuove opportunità di carriera e di attrarre nuovi talenti nella pubblica amministrazione.

Lo stipendio base per i super-funzionari varierà a seconda del ministero, ma in media sarà di circa 70.000 euro annui, con la possibilità di arrivare a 98.000 euro al Ministero dell’Economia.

Il Ministero della Difesa sta ancora definendo il numero di super-funzionari che assumerà, mentre altri ministeri sono ancora in ritardo.


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Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo ha appreso con profonda indignazione delle gravissime minacce rivolte all’Avv. Eugenio Losco durante l’udienza del processo a carico di Ilaria Salis, in corso a Budapest.

Il Consiglio ha espresso piena solidarietà al collega Losco e ha deliberato di invitare il Consiglio Nazionale Forense (CNF) a valutare l’opportunità di inviare osservatori internazionali durante tutte le fasi del processo.

Tale deliberato sarà comunicato al CNF, all’Organismo Congressuale Forense (OCF), nonché a tutti gli Ordini e alle Unioni forensi d’Italia.


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Compenso ridotto all’avvocato che non descrive gli allegati

Il tribunale di Verona ha stabilito che un avvocato può avere il suo compenso ridotto se non descrive correttamente gli allegati nel ricorso per decreto ingiuntivo.

Secondo il decreto del 27 febbraio 2024, l’avvocato non ha rispettato le disposizioni del decreto ministeriale 110/2023, che richiede che gli allegati siano denominati in modo chiaro e corrispondente al loro contenuto.

Il giudice ha sostenuto che questa prescrizione è importante per facilitare la consultazione dei documenti da parte del giudice, della controparte e di chiunque altro sia interessato al caso.

Nel caso specifico, gli allegati al ricorso erano identificati solo con un numero progressivo e l’indicazione del formato, senza alcuna descrizione del loro contenuto.

Il tribunale ha quindi deciso di ridurre il compenso dell’avvocato di 100 euro, in base all’articolo 46 delle disposizioni attuative del codice di procedura civile.


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I corsi di formazione per avvocati erogati da una scuola privata riconosciuta dal CNF sono esenti da Iva

I corsi di formazione per avvocati, obbligatori per l’abilitazione alla professione, sono esenti da Iva se erogati da una scuola privata riconosciuta dal Consiglio Nazionale Forense (CNF).

L’esenzione si applica perché:

  • I corsi sono di natura didattica e di formazione professionale.
  • Il CNF è un ente pubblico non economico a carattere associativo che ha il potere di riconoscere le scuole forensi.

L’Agenzia delle Entrate ha confermato l’esenzione con la risposta n. 82 del 28 marzo 2024.

Per beneficiare dell’esenzione, la scuola privata deve:

  • Essere riconosciuta dal CNF.
  • Erogare corsi di formazione obbligatori per l’abilitazione alla professione forense.

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Nordio: “Interventi su affettività in carcere e separazione delle carriere”

Foggia, al via la costruzione del nuovo Palazzo di Giustizia: firmato l’atto di cessione del terreno

È stato sottoscritto l’atto di cessione del terreno che sancisce l’avvio ufficiale della costruzione del nuovo Palazzo di Giustizia di Foggia. Il Comune di Foggia ha ceduto gratuitamente allo Stato il diritto di superficie, per 99 anni, delle aree su cui sorgerà l’edificio destinato ad ospitare il nuovo tribunale della città.

Un nuovo polo giudiziario per Foggia

La firma odierna, avvenuta presso la sede comunale, concretizza quanto previsto dal Protocollo di Intesa di giugno 2023 tra il Ministero della Giustizia, l’Agenzia del Demanio, il Comune di Foggia, la Procura Generale presso la Corte di Appello di Bari, il Tribunale di Foggia e la Procura della Repubblica. Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo edificio con parcheggio nell’area esterna dell’attuale tribunale, consentendo l’accorpamento di tutti i presidi in un unico “polo giudiziario”.

Riduzione dei costi e rifunzionalizzazione dell’esistente

L’operazione prevede inoltre la rifunzionalizzazione dell’edificio già esistente, attraverso una completa ristrutturazione. L’obiettivo è anche quello di ridurre la spesa pubblica grazie alla chiusura di locazioni passive: attualmente le attività giudiziarie di Foggia sono infatti svolte, in parte, all’interno del palazzo in viale Primo Maggio (di proprietà del Comune e in comodato d’uso al Ministero della Giustizia) e, in parte, presso quattro immobili privati in affitto con una spesa annuale di circa 564 mila euro a carico del Ministero.

Un iter complesso per un risultato importante

L’assessore al Bilancio del Comune di Foggia, Davide Emanuele, ha commentato: “Con la firma di oggi si è conclusa una procedura complessa e al tempo stesso si sono poste le basi per una nuova stagione per un territorio vasto e caratterizzato dalla presenza della criminalità. La nuova Cittadella è di importanza fondamentale per avvicinare ancora di più i cittadini alle istituzioni, limitando i disagi e migliorando la qualità e quantità complessiva della risposta dello Stato in un ambito così delicato”.

L’Agenzia del Demanio curerà i lavori

L’Agenzia del Demanio, sulla base di una convenzione sottoscritta con il Comune di Foggia, curerà le attività di progettazione, affidamento, esecuzione e collaudo dei lavori tramite la Struttura per la Progettazione.


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E’ stato pubblicato, nel sito della Giustizia, un avviso riguardante il concorso pubblico, per titoli ed esame orale, su base distrettuale, per il reclutamento di complessive 400 unità di personale non dirigenziale a tempo indeterminato per il profilo di Direttore, da inquadrare nei ruoli del personale del Ministero della giustizia – Amministrazione giudiziaria.

Con Provvedimenti del Direttore Generale è stata disposta l’assunzione degli idonei, mediante scorrimento delle graduatorie dei Distretti di Corte di Appello di Catanzaro, Firenze, Lecce, Messina, Perugia, Potenza e Reggio Calabria.

I candidati assunti dovranno partecipare alla procedura di scelta della sede, riscontrando la mail che verrà loro recapitata.

L’elenco delle sedi e del numero di posti da assegnare è allegato all’avviso.

Ogni candidato dovrà indicare l’ordine di preferenza delle sedi e potrà scegliere la sola sede di servizio, mentre l’assegnazione ai singoli Uffici sarà attività di competenza dell’Amministrazione.

E’ necessario comunicare, improrogabilmente entro e non oltre il 29 marzo 2024 ore 12:00, la documentazione circa l’eventuale possesso dei benefici previsti dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104, specificamente in relazione all’art. 21, comma 1, nonché all’art. 33 comma 6, al seguente indirizzo di posta elettronica uff3assunzioni.dgpersonale.dog@giustizia.it.

In riferimento alle fattispecie di cui all’articolo 33, comma 5, potrà essere trasmessa, esclusivamente la documentazione attestante la condizione di disabile in stato di gravità di un figlio minore assistito dal candidato.

La presa di servizio è fissata presso gli uffici di assegnazione l’11 aprile 2024.

Gli elenchi rimarranno in linea fino all’11 maggio 2024.


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