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Bozzoli condannato e latitante, Caiazza: “Eppure si rispetti la regola dell’imputato libero”

Una caccia all’uomo è in corso in tutta Italia e all’estero per rintracciare Giacomo Bozzoli, condannato per l’omicidio dello zio Mario Bozzoli, l’imprenditore 52enne titolare delle fonderie Bozzoli, scomparso l’8 ottobre 2015. Nonostante due condanne all’ergastolo in primo e secondo grado, Bozzoli è rimasto in libertà durante il lungo iter processuale. Tuttavia, dopo la conferma definitiva della sentenza da parte della Corte di Cassazione due giorni fa, l’uomo è sparito nel nulla.

Il 39enne, sposato e padre di un bambino, si è sempre dichiarato innocente, ma le prove raccolte dalla procura e confermate dai giudici in tutti i gradi di giudizio non hanno lasciato dubbi sulla sua colpevolezza.
Secondo le ricostruzioni, Giacomo avrebbe ucciso lo zio gettandolo in un forno della fonderia. Questa teoria, che ha scioccato l’opinione pubblica, è stata suffragata da indagini dettagliate e confermata dalle sentenze di tribunale. Tuttavia, nonostante le gravi accuse e le successive condanne, Bozzoli ha goduto della libertà fino alla conferma definitiva della sentenza.

L’avvocato Giandomenico Caiazza ha commentato la situazione sottolineando un punto fondamentale di civiltà giuridica:

“Una latitanza disperata e senza alcuna plausibile prospettiva di successo non faccia perdere di vista il punto della questione. La regola basilare di civiltà, salvo motivate eccezioni, è che i processi penali, soprattutto quando durano anni, debbano svolgersi con l’imputato libero. Tutta la mia ammirazione per quei magistrati che hanno saputo e voluto rispettare quella regola.”

 


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Nuove misure urgenti in ambito penitenziario e giudiziario: approvato il decreto-legge

Roma, 4 luglio 2024 – Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni e del Ministro della Giustizia Carlo Nordio, ha approvato un decreto-legge che introduce una serie di misure urgenti in materia penitenziaria, giustizia civile e penale, e di personale del Ministero della Giustizia. Queste norme sono state progettate per affrontare criticità persistenti e migliorare l’efficienza del sistema giudiziario e penitenziario italiano.

Sicurezza e Efficienza negli Istituti Penitenziari

Tra i principali interventi, il decreto prevede l’assunzione di mille unità di personale del Corpo della polizia penitenziaria. Inoltre, saranno scorse le graduatorie per l’assunzione di vice-ispettori e vice-commissari della polizia penitenziaria, al fine di rafforzare la sicurezza e l’operatività degli istituti di pena.

Miglioramento del Funzionamento degli Istituti di Pena

Per garantire un miglior funzionamento degli istituti di pena, è previsto un incremento del personale operante in ambito penitenziario e minorile. Questa misura mira a ottimizzare la gestione delle strutture detentive e a migliorare le condizioni lavorative del personale.

Reinserimento Sociale dei Detenuti

Un aspetto centrale del decreto riguarda il reinserimento sociale dei detenuti. Sarà istituito un elenco delle strutture residenziali idonee ad accogliere e reinserire nella società coloro che hanno i requisiti per accedere alle misure penali di comunità, ma che non dispongono di un domicilio idoneo e sono in condizioni socio-economiche precarie.

Introduzione di Nuove Fattispecie di Reato

Il decreto introduce una nuova fattispecie di reato per chiarire definitivamente la punibilità delle condotte di peculato per distrazione da parte di pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio. Questo intervento mira a eliminare le incertezze interpretative in materia.

Procedure Esecutive nei Confronti degli Stati Esteri

Sono state eliminate le incertezze interpretative relative alle procedure esecutive nei confronti degli Stati esteri, garantendo maggiore chiarezza e efficienza nei procedimenti.

Razionalizzazione dei Benefici e Trattamenti per i Detenuti

Il decreto razionalizza i benefici e le regole di trattamento applicabili ai detenuti, con particolare riferimento ai colloqui telefonici e alla liberazione anticipata. Queste modifiche intendono migliorare la gestione dei detenuti e favorire un loro più efficace reinserimento sociale.

Funzioni del Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo

Per assicurare l’effettività delle funzioni di impulso e coordinamento del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, sono stati rafforzati i poteri di avocazione del procuratore generale presso la corte d’appello.

Differimento del Tribunale per Minori e Famiglie

Il termine per l’entrata in vigore del tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie è stato differito, permettendo così l’adozione degli interventi necessari per la sua effettiva operatività.

Dettagli Operativi sul Reinserimento dei Detenuti

In materia di reinserimento, il pubblico ministero dovrà indicare espressamente nell’ordine di esecuzione della pena le detrazioni previste dalle norme sulla liberazione anticipata. Questo per rendere chiaro al detenuto il termine finale della pena in caso di ottenimento di tutte le detrazioni.

Inoltre, il magistrato di sorveglianza sarà obbligato ad accertare d’ufficio la sussistenza dei presupposti necessari per la concessione di benefici come la semilibertà, l’affidamento in prova e la detenzione domiciliare.

 


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Palmi, fuga dall’Ordine. Il presidente COA Rossi: “E’ un fenomeno nazionale”

Nel periodo dal 2021 al 2023, ben 155 avvocati su 890 iscritti all’Ordine degli avvocati di Palmi hanno deciso di cancellarsi dall’albo. Questo trend preoccupante non risparmia neanche i professionisti con oltre quindici anni di esperienza.

Angelo Rossi, presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Palmi, ha analizzato le cause di questa emorragia professionale, individuando tre motivi principali:

  1. Situazione economica sfavorevole: Molti avvocati lasciano la professione a causa della difficile situazione economica. I clienti, anche quando necessitano dei servizi legali, sono meno propensi a rivolgersi agli avvocati o cercano prestazioni a costi ridotti.
  2. Aumento delle spese: Le spese per mantenere uno studio legale sono aumentate significativamente. Gli avvocati devono affrontare i costi delle iscrizioni e dei contributi alla Cassa Forense, oltre alle spese vive per la gestione dello studio.
  3. Concorrenza dei concorsi pubblici: L’accesso ai concorsi pubblici offre una via d’uscita attraente per molti, soprattutto giovani, che vedono nel posto fisso una possibilità di indipendenza economica immediata e sicura.

Secondo Rossi, questa crisi non è limitata al territorio di Palmi, ma è diffusa a livello nazionale. Il basso reddito, l’aumento delle spese e la prospettiva del posto fisso stanno rendendo la carriera sempre meno sostenibile per molti professionisti.


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Cassa Forense: 2,5 milioni per facilitare l’accesso al credito degli avvocati

Cassa Forense ha annunciato un’importante iniziativa per supportare i suoi iscritti, stanziando 2,5 milioni di euro a favore della Sezione speciale del Fondo di garanzia per le PMI. Questo fondo, gestito da Mediocredito Centrale (MCC), mira a facilitare l’accesso al credito per avvocati e società tra avvocati, riducendo le tradizionali barriere attraverso la concessione di garanzie pubbliche.

Dal 28 giugno 2023, il Fondo di garanzia ha esteso la sua operatività grazie all’attivazione delle Sottosezioni Professionisti, finanziate con 5,4 milioni di euro da sette casse professionali aderenti all’Associazione degli Enti Previdenziali Privati (ADEPP). Queste sottosezioni offrono coperture del fondo fino al 90% per la riassicurazione e fino all’80% per la garanzia diretta sui finanziamenti.

Come Fare Domanda

Gli avvocati iscritti a Cassa Forense, individualmente o in forma associata, compresi i pensionati attivi, possono beneficiare di questi finanziamenti. Anche le società tra avvocati e tra professionisti (Sta e Stp) possono accedere, a condizione che tutti i soci siano avvocati. Gli interessati devono essere in regola con gli adempimenti contributivi e di iscrizione presso Cassa Forense e presentare un’attestazione richiedibile online tramite il sito dell’ente.

Nuove Opportunità dal 2024

Dal 24 giugno 2024, in base alla circolare 11/2024 del Fondo PMI, sono entrati in vigore nuovi limiti e modifiche alle condizioni di intervento delle Sottosezioni, tra cui quella CIPAG. Queste modifiche ampliano ulteriormente i finanziamenti disponibili, semplificando l’accesso al credito per le piccole e medie imprese e i professionisti, sostenendo così la crescita e l’innovazione nel settore legale.


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Roma, 3 luglio 2024 – Il Consiglio nazionale forense ha confermato con la sentenza n. 52/2024 la sospensione per sei mesi dall’esercizio della professione per un avvocato che non ha partecipato a diverse udienze in qualità di difensore di fiducia e non ha adempiuto all’obbligo formativo continuo.

La Corte ha respinto il ricorso dell’avvocato, che aveva sostenuto di non aver arrecato alcun pregiudizio ai propri assistiti e di non aver agito con dolo o negligenza. Inoltre, l’avvocato aveva addotto come giustificazione per il mancato aggiornamento professionale l’impegno di assistenza alla madre anziana e malata.

Tuttavia, la Corte ha precisato che la mancata partecipazione alle udienze da parte del difensore è un comportamento deontologicamente scorretto, anche in assenza di conseguenze negative per il cliente. Inoltre, per integrare un illecito disciplinare è sufficiente la volontarietà dell’azione, non essendo necessaria la prova del dolo o della colpa. Infine, la Corte ha chiarito che l’obbligo formativo è inderogabile e che le eventuali difficoltà personali del professionista non possono essere considerate una giustificazione per il mancato assolvimento dello stesso.


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immagine di mano su tablet

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Roma, 2 luglio 2024 – Presto pronta la piattaforma referendum, per la raccolta delle sottoscrizioni digitali dei cittadini delle proposte di legge di iniziativa popolare, i referendum abrogativi o costituzionali.

Ottenuto il parere del garante per la protezione dei dati personali, la Direzione Generale dei sistemi informativi automatizzati del Ministero della Giustizia è pronta a verificare la funzionalità del sistema informatico con degli specifici test, che riproducano tutte le fasi della raccolta delle sottoscrizioni.

Le prove, realizzate insieme al personale della corte di Cassazione, dovrebbero concludersi entro 2 settimane.

Sarà poi un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del titolare della Giustizia, ad attestare l’operatività della piattaforma.


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Con la sentenza n. 105 del 27 marzo 2024, il Consiglio Nazionale Forense ha fatto chiarezza sul divieto per gli avvocati di assumere incarichi professionali contro ex clienti.

Il CNF ha stabilito che tale divieto è assoluto e inderogabile, a tutela del rapporto fiduciario che si instaura tra avvocato e cliente. L’avvocato, infatti, nel corso del suo incarico, acquisisce informazioni riservate e sensibili che non possono in alcun modo essere utilizzate a favore di una parte avversa.

Il divieto opera non solo nel caso in cui il nuovo incarico riguardi la stessa materia del precedente, ma anche quando vi sia un rischio concreto che le informazioni acquisite possano essere comunque utilizzate a danno dell’ex cliente.

La sentenza ha inoltre precisato che il divieto non è soggetto ad alcun limite temporale se l’oggetto del nuovo incarico non sia estraneo a quello espletato in precedenza. In tali ipotesi, il divieto è assoluto e permanente.

Ecco i principali punti della sentenza:

  • L’avvocato non può assumere incarichi professionali contro ex clienti, se non dopo il decorso di almeno due anni dalla cessazione del rapporto professionale.
  • Il divieto è assoluto e inderogabile, anche se l’ex cliente acconsente.
  • Il divieto opera anche quando il nuovo incarico non riguarda la stessa materia del precedente, ma vi sia un rischio concreto che le informazioni acquisite dall’avvocato possano essere utilizzate a danno dell’ex cliente.
  • Il divieto non è soggetto ad alcun limite temporale se l’oggetto del nuovo incarico non sia estraneo a quello espletato in precedenza.
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ANM: gli appuntamenti della prima settimana di luglio

Giovedì 4 luglio

  • Evento: Convegno “Pnrr e Giustizia. Ufficio per il processo: criticità e prospettive”
  • Luogo: Roma, Palazzo Ripetta, via di Ripetta 231
  • Ora: 15:00
  • Organizzatori: Associazione Nazionale Magistrati (ANM)
  • Interventi:
    • Presidente ANM Giuseppe Santalucia
    • Segretario ANM Alfonso Casciaro
    • Componenti ANM:
      • Poniz
      • Sapio
      • Filippelli
    • Senatrice Monica Varchi (Fratelli d’Italia)
    • On. Enrico Gianassi (Partito Democratico)
    • Capo Dipartimento Ministero Giustizia Edoardo Campo
    • Consigliere CSM Mario Marchianò

Sabato 6 luglio

  • Evento: Comitato direttivo centrale ANM
  • Luogo: Roma, Sede ANM, Corte di Cassazione
  • Ora: 10:00

Domenica 7 luglio

  • Evento: Comitato direttivo centrale ANM
  • Luogo: Roma, Sede ANM, Corte di Cassazione
  • Ora: 10:00

Note:


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Sardegna, Tribunale unico per minori a rischio, magistrati e avvocati chiedono una proroga

Cagliari, 1 luglio 2024 – Forte preoccupazione in Sardegna per l’entrata in vigore, prevista per il 17 ottobre prossimo, del nuovo tribunale unico per le persone, le famiglie e i minori. In un documento congiunto, i presidenti dei tribunali di Cagliari, Oristano, Sassari e Lanusei, insieme ai presidenti dei tribunali per i minorenni di Cagliari e Sassari, ai procuratori della Repubblica presso i tribunali per i minorenni e ai presidenti delle Camere minorili di Cagliari e Sassari, hanno sollecitato una proroga della riforma.

La richiesta nasce da una serie di criticità legate all’organizzazione del nuovo tribunale. I firmatari del documento lamentano la mancanza di risorse adeguate, sia in termini di organico di magistrati che di personale amministrativo. Mancano inoltre, a loro giudizio, criteri chiari per la nomina dei giudici coordinatori e la definizione del ruolo della nuova procura.

“L’avvio del tribunale unico, senza un’adeguata organizzazione e valutazione delle parti della riforma già in vigore”, scrivono i magistrati e gli avvocati, “crea vuoti di tutela a svantaggio dei minori, delle famiglie e delle persone vulnerabili”.

Tra le principali preoccupazioni c’è il rischio che il sovraccarico di lavoro, derivante dalla confluenza di diverse competenze in un unico tribunale, possa rallentare e ostacolare il corretto svolgimento dei procedimenti, soprattutto quelli relativi ai minori. Si teme inoltre che la mancanza di personale qualificato possa compromettere la qualità dei servizi offerti.

Per queste ragioni, i firmatari del documento chiedono al Ministero della Giustizia di posticipare l’entrata in vigore del tribunale unico, concedendo il tempo necessario per una sua riorganizzazione più efficace. L’obiettivo è quello di garantire una tutela dei minori e delle persone fragili davvero adeguata e in linea con i principi costituzionali.


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E’ attiva, in via sperimentale, la Banca Dati della Giurisprudenza Tributaria di merito gestita dal MEF-Dipartimento della Giustizia Tributaria, per la consultazione delle sentenze native digitali, pseudoanonimizzate, emesse dal 2021. Il servizio, finanziato parzialmente con fondi europei nell’ambito di un progetto partecipato dal Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria e dal MEF, è liberamente accessibile e intende rappresentare un valido strumento di consultazione pubblica della giurisprudenza tributaria di merito per finalità di studio e ricerca.

Per accedere al servizio cliccare al link: https://bancadatigiurisprudenza.giustiziatributaria.gov.it/ricerca


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