Giustizia tributaria, Uncat al Consiglio Presidenza Giustizia Tributaria: favorire best practice per gestione udienze tributarie

Nella giornata di oggi una delegazione della Unione nazionale delle Camere degli avvocati tributaristi è stata ricevuta dalla presidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria, Carolina Lussana.
Per Uncat erano presenti il presidente Gianni Di Matteo, i consiglieri segretario e tesoriere, Silvia Siccardi e Raffaella D’Anna, il vicepresidente Angelo Cuva e i consiglieri Anita Russo, Michele Tiengo, e Ida Pansini.

Tra i temi dell’incontro, anche l’andamento delle udienze tributarie e la prossima operatività del Massimario nazionale.
Uncat ha avanzato alcune proposte migliorative della organizzazione e dell’andamento delle udienze tributarie; ha proposto iniziative di collaborazione tra Giudici Tributari e gli Avvocati tributaristi di Uncat, quali la programmazione di eventi di confronto e di formazione condivisi; e il rilancio degli Uffici regionali del Massimario per coinvolgere sul territorio i giudici ed i difensori sotto il coordinamento dell’Ufficio del Massimario nazionale (art. 24-bis D.Lgs. 545/92), anche al fine di individuare le sentenze contenute nella banca dati della giurisprudenza tributaria di merito che meritino priorità nella massimazione.

Tra le proposte migliorative in ordine alla organizzazione del servizio Giustizia Tributaria si citano, a titolo di esempio, la richiesta di anticipare la tempistica di fissazione delle udienze, con più termine per la preparazione della documentazione ai fini del suo deposito e di esplicite e chiare informazioni sull’orario effettivo di chiamata della causa, tenendo anche conto del fatto che, se l’udienza è da remoto, spesso la schermata vuota può lasciare i difensori in un limbo per diverse ore.
Quello che Uncat ha rilevato sul campo è che, nelle Corte tributarie, vigono diverse prassi organizzative che rendono il lavoro dei difensori più difficoltoso, fuori e dentro l’udienza.

Da Uncat è venuta anche la richiesta di sensibilizzare i Giudici alla corretta applicazione della normativa sullo svolgimento delle udienze in modalità mista (remoto-presenza), che richiede la presenza in aula del collegio giudicante.

La Presidente Carolina Lussana ha dichiarato: “Molto importante il confronto con le associazioni da sempre impegnate, come l’Uncat, nella valorizzazione della giustizia tributaria. La nostra giurisdizione è ad un punto di svolta con l’introduzione del giudice professionale ed il contributo di tutti gli operatori del settore è fondamentale”.

“Ringraziamo la presidente Lussana e i consiglieri Ferri e Tenaglia: ad un anno dall’insediamento e dal primo incontro con Uncat non è mancata la disponibilità all’ascolto e, da parte nostra, la disponibilità alla collaborazione sin dal primo documento consegnato” commenta il presidente Gianni Di Matteo. “Abbiamo appreso che il Consiglio di presidenza ha aperto un tavolo tecnico con il Mef e con Sogei sul processo telematico e che la commissione di concorso per i nuovi giudici professionali si è insediata”.
Nel corso dell’incontro si è parlato anche di formazione dei giudici professionali come presupposto di terzietà e potranno essere valutati progetti sinergici con l’avvocatura specialistica.
Il consigliere Lanfranco Tenaglia ha annunciato che  sarà emanata una circolare sui piani organizzativi delle corti di giustizia a livello territoriale e che saranno tenuti in considerazione gli spunti di Uncat.
Il vicepresidente Cosimo Ferri ha evidenziato gli spazi per una collaborazione fattiva con l’avvocatura specialistica, apprezzando i rilievi che Uncat ha formulato sulla Banca dati della Giustizia Tributaria.


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Il Ministero attiva i primi servizi sulla piattaforma digitale nazionale dati (PDND) per l’ANAC

Roma, 23 ottobre 2024 – Il Ministero della Giustizia ha attivato negli scorsi mesi i primi servizi tramite la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND), destinati all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC). Questa iniziativa, allineata con il nuovo Codice degli Appalti, rappresenta un passo iniziale verso un futuro più trasparente, rapido ed efficiente per il Fascicolo Virtuale dell’Operatore Economico (FVOE) ed è anche un passo in avanti significativo verso la digitalizzazione dei processi amministrativi e la semplificazione delle procedure che rientra fra le priorità dell’azione di Governo.

In questa prima fase i servizi chiave messi a disposizione sono rappresentati da due certificati disponibili attraverso la PDND, fondamentali per verificare la legalità e l’affidabilità degli operatori economici:

  1. Certificato del Casellario Giudiziale ex art 28 D.P.R. 313/2002: Una certificazione completa e dettagliata dei precedenti penali di chi partecipa alle gare d’appalto.
  2. Certificato Sanzioni Amministrative ex art 32 D.P.R. 313/2002: Un documento essenziale per verificare l’integrità degli operatori economici sottoposti a verifica, inclusivo delle sanzioni amministrative ricevute.

La fattiva collaborazione tra il Dipartimento per l’innovazione tecnologia della Giustizia ed il personale del Casellario Giudiziale del Dipartimento degli Affari di Giustizia, unitamente al personale ANAC per le attività di competenza, ha reso tali certificati facilmente accessibili, riducendo drasticamente i tempi e i costi delle procedure amministrative. L’integrazione tra Ministero della Giustizia e ANAC, resa possibile grazie alla PDND, punta a rinnovare profondamente il modo in cui le informazioni vengono condivise e utilizzate nella gestione degli appalti pubblici.

Questo primo passo è solo l’inizio di un percorso di innovazione della Pubblica Amministrazione in Italia. L’obiettivo, fra le altre cose, è quello di arrivare a consentire ai cittadini di ottenere il casellario giudiziario accedendo online attraverso lo spid, senza doversi recare presso gli uffici giudiziari.


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Nuove regole sui dati sanitari: semplificazioni per la ricerca scientifica e chiarimenti per gli IRCCS

La recente riforma dell’art. 110 del Codice privacy, introdotta con la legge 29 aprile 2024, n. 56, ha segnato un importante passo in avanti nel trattamento dei dati sanitari per finalità di ricerca scientifica, semplificando le procedure e riducendo gli ostacoli che ne limitavano l’utilizzo secondario. Le novità riguardano soprattutto i casi in cui è impossibile o sproporzionato raccogliere il consenso degli interessati, come per soggetti deceduti o non contattabili, eliminando l’obbligo di un preventivo passaggio dal Garante, pur garantendo alcune misure di protezione.

Le nuove Regole deontologiche e le garanzie per la ricerca scientifica

L’intervento del legislatore ha spinto il Garante per la protezione dei dati personali a intervenire, individuando delle garanzie da rispettare nei casi di trattamento di dati sanitari per finalità di ricerca. Nelle Regole deontologiche, attualmente in fase di aggiornamento, il Garante ha evidenziato l’urgenza di nuove misure, considerando anche l’uso crescente delle tecnologie digitali nella ricerca medica.

In attesa dell’adozione delle nuove Regole deontologiche, il Garante, nel provvedimento n. 298 del 9 maggio 2024, ha specificato che i motivi che impediscono la raccolta del consenso possono essere di natura etica o organizzativa. Tra quelli etici, rientra ad esempio il caso in cui l’interessato ignori la propria condizione clinica e l’informativa comporterebbe un danno psicologico. I motivi organizzativi, invece, riguardano situazioni in cui gli interessati risultano deceduti o non contattabili nonostante ogni ragionevole sforzo.

In questi casi, il titolare del trattamento è tenuto a:

  1. Documentare accuratamente le ragioni etiche o organizzative;
  2. Svolgere e pubblicare una valutazione d’impatto, come previsto dall’art. 35 del GDPR;
  3. Comunicare tali attività al Garante.

FAQ per gli IRCCS: chiarimenti sul trattamento dei dati per ricerca scientifica

Il Garante ha inoltre fornito chiarimenti in merito all’art. 110-bis del Codice privacy, che consente agli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) di trattare i dati personali raccolti per finalità di cura, utilizzandoli anche per finalità di ricerca senza dover ottenere un nuovo consenso. Le FAQ pubblicate a giugno 2024 chiariscono che questo trattamento non costituisce uso secondario dei dati clinici, estendendo le possibilità di ricerca.

Un punto centrale di queste FAQ è che anche gli IRCCS sono tenuti a svolgere una valutazione d’impatto, che può essere pubblicata sui siti web degli istituti. La norma trova applicazione per ogni tipo di ricerca medica, biomedica, epidemiologica, inclusi gli studi multicentrici, e permette la comunicazione di dati anche a istituti non riconosciuti come IRCCS, ampliando così le possibilità di collaborazione.


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Accettazione della proposta di acquisto via PEC e validità del contratto: precisazioni giuridiche

Con l’ordinanza del 24 luglio 2023, n. 22012, la Corte di Cassazione ha ribadito l’importanza della forma scritta nei contratti aventi ad oggetto diritti reali immobiliari, facendo chiarezza sull’efficacia delle accettazioni di proposte contrattuali trasmesse via PEC senza l’allegazione di un contratto debitamente firmato.

Nel caso di specie, la questione riguardava una proposta irrevocabile d’acquisto, che il proponente rifiutava di considerare conclusa per l’assenza di un contratto controfirmato e per la mancata trasmissione di un documento conforme alla normativa vigente.

Il contesto normativo: art. 1350 c.c. e il Codice dell’Amministrazione Digitale

L’art. 1350 del Codice Civile prescrive che i contratti relativi a diritti reali su immobili richiedono la forma scritta a pena di nullità. Ciò implica che tanto la proposta quanto l’accettazione debbano avvenire mediante un documento che soddisfi i requisiti di validità formale stabiliti dalla legge.

Nello specifico, il Codice dell’Amministrazione Digitale (D.lgs. 82/2005), all’art. 20, impone l’utilizzo di una firma elettronica qualificata o digitale per garantire la validità dei contratti aventi ad oggetto beni immobili. La PEC, pur essendo uno strumento di comunicazione certificato, non sostituisce l’obbligo della firma digitale o qualificata se il testo non è accompagnato da un allegato conforme.

Il caso: email e telegramma insufficienti per la validità contrattuale

In questo scenario, il venditore aveva trasmesso l’accettazione della proposta via PEC e telegramma, ma nessuna delle due comunicazioni conteneva un documento allegato firmato digitalmente. Tale mancanza ha impedito il perfezionamento del contratto.

L’email PEC, infatti, non può sostituire un documento firmato digitalmente o qualificato. Secondo la normativa italiana, la semplice trasmissione di un messaggio elettronico certificato, privo della necessaria sottoscrizione elettronica, non soddisfa il requisito formale previsto per i contratti di compravendita immobiliare. Lo stesso vale per il telegramma, che, sebbene costituisca un documento scritto, non era munito della firma del mittente, e dunque non ha potuto produrre effetti giuridici validi ai fini della conclusione del contratto.

Le conseguenze giuridiche: inefficacia dell’accettazione e provvigione dell’agente

L’inefficacia dell’accettazione tardiva ha generato ulteriori implicazioni per l’agente immobiliare, il quale non ha potuto esigere la provvigione. Infatti, la Cassazione ha stabilito che, in assenza di un contratto valido concluso tra le parti intermediate, l’affare non può considerarsi perfezionato e quindi non sussiste il diritto alla provvigione per il mediatore.


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Resilienza dei soggetti critici: attuata la direttiva CER con il decreto legislativo n. 134/2024

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 223 del 23 settembre 2024 il decreto legislativo n. 134/2024, che recepisce la direttiva europea 2022/557 sulla resilienza dei soggetti critici (CER – Critical Entities Resilience). Questa normativa segna un importante passo avanti nella protezione dei soggetti pubblici e privati che forniscono servizi essenziali per la società.

L’obiettivo della direttiva CER è garantire che questi soggetti critici siano in grado di prevenire, gestire e riprendersi da incidenti che potrebbero interrompere i servizi essenziali che offrono. La nuova disciplina amplia l’ambito di applicazione rispetto alla precedente direttiva 2008/114/CE, includendo settori chiave come l’energia, la produzione di alimenti, il settore bancario, la salute, l’acqua e i mercati digitali. Questo aggiornamento è fondamentale per rafforzare la resilienza di settori vitali che svolgono un ruolo cruciale nel garantire la continuità delle funzioni fondamentali della società.

Settori coinvolti e nuove responsabilità La direttiva CER riconosce come critici numerosi settori che vanno ben oltre i trasporti e l’energia, precedentemente considerati nell’ambito delle infrastrutture critiche. L’elenco dei soggetti critici include ora anche fornitori di servizi cloud, reti di comunicazione elettronica, data center e alcuni enti della pubblica amministrazione. La loro identificazione avverrà sulla base di parametri specifici, come il numero di utenti serviti, l’impatto geografico e il potenziale effetto di un’interruzione dei servizi sull’economia e la società.

Con questo nuovo quadro normativo, i soggetti critici devono adottare misure che li rendano in grado di “prevenire, proteggere, rispondere, mitigare e ripristinare le proprie capacità operative” in caso di incidenti che possano perturbare la fornitura di servizi essenziali.

Il decreto attuativo Il decreto attuativo attribuisce al Presidente del Consiglio la responsabilità di elaborare la strategia nazionale per la resilienza dei soggetti critici entro luglio 2025. La strategia dovrà indicare gli obiettivi principali, le priorità e le modalità con cui i soggetti critici verranno sostenuti. Inoltre, la Presidenza del Consiglio coordinerà due nuovi organismi: il Comitato Interministeriale per la Resilienza (CIR), che si occuperà di indirizzare le politiche di resilienza, e il Punto di Contatto Unico (PCU), che garantirà il collegamento con la Commissione europea e la cooperazione internazionale.

Le autorità settoriali competenti (ASC), come il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e il Ministero della Salute, avranno il compito di vigilare sull’attuazione delle misure di resilienza nei settori di loro competenza.

Il ruolo del Garante per la protezione dei dati personali Uno degli aspetti più delicati riguarda la protezione dei dati personali. Il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso pareri durante l’iter legislativo, chiedendo chiarimenti su come i soggetti critici potranno richiedere certificati del casellario giudiziale europeo per i ruoli sensibili legati alla resilienza. Il Garante ha inoltre raccomandato l’integrazione delle misure previste dal GDPR in caso di violazioni dei dati personali.


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Morelli: “6 miliardi del PNRR per digitalizzare la PA, ma serve una politica industriale che favorisca la competitività”

Alessandro Morelli, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al CIPE, ha sottolineato l’importanza di un utilizzo efficiente dei fondi del PNRR destinati alla trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione, durante il suo intervento alla terza edizione dell’Ai&Vr Festival Multiverse World, tenutasi al Museo Nazionale del Cinema di Torino.

Nel corso dell’evento, Morelli ha dichiarato che oltre 6 miliardi di euro sono stati assegnati al processo di digitalizzazione della PA, un passo fondamentale per modernizzare il settore pubblico. Tuttavia, ha evidenziato come l’efficienza nell’uso di questi fondi rappresenti solo l’inizio: “Serve una politica industriale che promuova la competitività delle imprese, ne aumenti la produttività e rafforzi la collaborazione all’interno della filiera”, ha spiegato.

Morelli ha inoltre indicato la necessità di interventi regolatori che favoriscano la concorrenza e spingano l’innovazione. “Sono necessari interventi di regolazione pro-concorrenziali che sostengano la formazione del capitale umano e la collaborazione tra imprese, permettendo di aumentare scala e durabilità degli investimenti. Solo così il mercato digitale potrà crescere e le tecnologie potranno diventare veri abilitatori della trasformazione”.

L’evento, organizzato dall’ANGI (Associazione Nazionale Giovani Innovatori), ha riunito alcuni dei più grandi player del settore big-tech e rappresentanti delle istituzioni, favorendo un dibattito attivo sulle sfide future legate alla digitalizzazione e all’innovazione.


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Consulenze gratuite: i professionisti contro la delibera della Giunta comunale di Lecce

I Consigli Nazionali delle principali professioni e la Fondazione Inarcassa si sono schierati apertamente contro la delibera della Giunta comunale di Lecce, che prevede la creazione di una short list di professionisti disponibili a fornire prestazioni e consulenze a titolo gratuito. La decisione ha sollevato numerose critiche, con il ricorso al TAR della Puglia già avviato dagli Ordini provinciali di Lecce.

Tra gli enti coinvolti ci sono i Consigli Nazionali dei Dottori Agronomi e Forestali, degli Architetti PPC, degli Avvocati, dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, degli Ingegneri, dei Geologi, dei Geometri e Geometri Laureati, dei Periti Industriali e Periti Industriali Laureati, oltre alla Fondazione Inarcassa. Tutti hanno espresso il proprio dissenso, definendo la delibera un attacco alla dignità del lavoro professionale e in palese contrasto con la Legge sull’Equo Compenso e con l’articolo 36 della Costituzione.

In un comunicato congiunto, i presidenti degli otto Consigli Nazionali e della Fondazione Inarcassa hanno dichiarato: “Un provvedimento fortemente lesivo della dignità del lavoro dei professionisti e in evidente contrasto con la normativa vigente in materia di equo compenso. Chiediamo che la Giunta comunale ritiri o almeno sospenda l’efficacia della delibera, oppure la modifichi per garantire il giusto compenso per le prestazioni professionali, come previsto dalla legge”.

I rappresentanti delle professioni hanno inoltre sottolineato l’assenza di dialogo con l’amministrazione comunale, criticando la mancanza di confronto con gli Ordini professionali locali. La decisione della Giunta, definita approssimativa nella definizione delle condizioni per affidare incarichi professionali gratuiti, rappresenta una preoccupante deviazione dall’applicazione della Legge 49 del 2023, minando la certezza del diritto e la coerenza nell’azione delle stazioni appaltanti.


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Pacchetto sicurezza, Foglieni (AIGA): “Ricorso a diritto penale sia extrema ratio”

L’intervento legislativo, formulato in risposta alle istanze di tutela dell’ordine pubblico e rafforzamento della sicurezza collettiva, prevede l’introduzione di nuovi reati e l’inasprimento del trattamento sanzionatorio di reati già esistenti, configurando in taluni casi un’anticipazione della soglia di rilevanza penale a condotte anteriori al tentativo. Pur comprendendo le questioni di sicurezza pubblica, la nostra convinzione è che il ricorso al diritto penale debba costituire una “extrema ratio” nel rispetto delle garanzie e dei canoni costituzionali del nostro ordinamento”. Lo afferma Carlo Foglieni, presidente AIGA, Associazione Italiana Giovani Avvocati che, lunedì 21 ottobre 2024, ha inviato alla Commissione Giustizia del Senato le proprie osservazioni al Ddl AS-1236, cd. Pacchetto Sicurezza, evidenziando i profili di maggior criticità del disegno di legge, anche con riguardo alla tenuta costituzionale del testo normativo.

Al di là delle riserve sulla concreta efficacia repressiva di alcune modifiche legislative proposte, permangono in via generale perplessità sulla tenuta costituzionale del testo normativo e in relazione ai fondamentali principi di offensività, materialità e ragionevolezza che ispirano il diritto penale”, sottolinea Foglieni. “Diviene quindi auspicabile valutare l’opportunità di apporre dei correttivi al testo, non solo nell’ottica di garantire una maggior coerenza sistematica del DDL con l’impianto codicistico già vigente ma, altresì, al fine di ridurre al minimo l’intervento penale in favore della valorizzazione di ulteriori strumenti per la tutela della sicurezza individuale e collettiva”.


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Roma, 22 ottobre 2024 – Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha firmato oggi il decreto di nomina dei 599 neo-magistrati vincitori del concorso indetto con D. M. del 1° dicembre 2021, che verranno immessi in servizio entro la prima metà di novembre.

Si tratta di un risultato straordinario, in termini qualitativi e numerici, mai raggiunto prima di oggi, che costituisce solo il primo dei tasselli dell’attività avviata dalla Direzione Generale dei Magistrati per colmare le carenze di organico della magistratura ordinaria, in linea con gli obiettivi di Governo più volte ribaditi dal Ministro Nordio.

Sono infatti in corso altre tre procedure concorsuali, per la complessiva assunzione di altri 1.200 magistrati ordinari. Il Ministro Nordio ha espresso ringraziamento per il proficuo lavoro portato a compimento dal Capo dipartimento e dai dirigenti che hanno consentito di realizzare in tempi celeri tutte le fasi del concorso fino all’assunzione dei nuovi magistrati.


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Codice dei contratti pubblici: le nuove modifiche del governo

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, ha approvato in esame preliminare un decreto legislativo contenente disposizioni integrative e correttive al Codice dei Contratti Pubblici, emanato con il decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36. Le modifiche mirano a semplificare la normativa vigente, risolvendo criticità emerse in fase di applicazione, e rispondendo a richieste di adeguamento a livello europeo.

L’intervento normativo è inoltre strettamente connesso al raggiungimento di alcune milestone del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), in particolare nella riforma del quadro legislativo per appalti pubblici e concessioni.

Equo compenso e qualità negli appalti

Una delle novità principali riguarda l’applicazione dell’equo compenso nel settore dei contratti pubblici. Le nuove regole stabiliscono criteri chiari per gli affidamenti di servizi di ingegneria, architettura e altre prestazioni tecniche superiori ai 140.000 euro, garantendo una maggiore trasparenza e valorizzando la qualità delle offerte. Sarà possibile presentare ribassi, ma solo su una parte limitata del prezzo di gara, preservando così il principio dell’equo compenso.

Tutele per i lavoratori e digitalizzazione

Nel campo delle tutele lavorative, si introducono nuovi criteri per la scelta dei contratti collettivi applicabili e per la verifica della loro equivalenza, con l’obiettivo di garantire un livello adeguato di protezione per i lavoratori coinvolti negli appalti.

Un altro tema centrale è la digitalizzazione. Il nuovo decreto punta a semplificare l’uso del fascicolo virtuale per gli operatori economici e a chiarire le regole sulla certificazione delle piattaforme che interagiscono con la Banca dati nazionale dell’ANAC. Viene inoltre incentivato l’utilizzo del Building Information Modeling (BIM) nelle opere pubbliche, innalzando a 2 milioni di euro la soglia per l’obbligatorietà del suo impiego dal 2025.

Revisione prezzi e qualificazione delle stazioni appaltanti

Il decreto introduce nuovi criteri per la revisione dei prezzi, basati su indici che consentiranno di aggiornare gli importi contrattuali. Sul fronte della qualificazione delle stazioni appaltanti, le modifiche mirano a migliorare l’efficienza delle procedure di gara, con monitoraggi periodici e incentivi per le stazioni non qualificate che si avvalgono di quelle qualificate.

Sostegno alle PMI e partenariato pubblico-privato

Per favorire la partecipazione delle micro, piccole e medie imprese (PMI) agli appalti pubblici, si prevede una suddivisione più attenta dei lotti e l’introduzione di misure che facilitano il loro accesso alle gare. Inoltre, una parte dei contratti di subappalto dovrà essere affidata alle PMI.

Infine, sul tema del partenariato pubblico-privato (PPP), vengono riviste le procedure della finanza di progetto, introducendo nuove fasi preliminari e una maggiore trasparenza, al fine di garantire una concorrenza effettiva tra i partecipanti.


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