L’avvocato americano Steven Schwartz ha trovato un alleato in ChatGpt, il chatbot più famoso del mondo, che l’ha aiutato nella stesura di un documento legale per la difesa di un suo cliente.
Quest’ultimo ha citato in giudizio Avianca, compagnia aerea colombiana, poiché è stato ferito al ginocchio durante un volo di linea da un carrello di servizio. Purtroppo, il documento scritto da ChatGpt era pieno di informazioni completamente inventate.
L’avvocato avrebbe chiesto all’intelligenza artificiale di aiutarlo per convincere il giudice federale a non procedere all’archiviazione del caso, e per questo ChatGpt ha effettuato una ricerca approfondita su casi simili a quello del cliente.
Nel documento scritto dall’intelligenza artificiale sono stati riportati almeno una dozzina di esempi di casi simili, anche se nessuno di questi è risultato essere avvenuto realmente.
L’avvocato avrebbe chiesto esplicitamente al bot se stesse dicendo la verità. ChatGpt ha risposto che tutti i casi riportati erano veri, in quanto presenti su database legali affidabili come LexisNexis e Westlaw. Ma l’avvocato della difesa ha dimostrato che nessun caso era realmente esistente.
Dunque, il chatbot avrebbe rilasciato informazioni false, costringendo l’avvocato ad andare incontro a sanzioni legali. Schwartz ha cercato di giustificarsi affermando che non era «a conoscenza della possibilità che il contenuto di ChatGpt potesse essere falso», senza però convincere il giudice.
È evidente, quindi, che l’intelligenza artificiale non può lavorare in autonomia, e che è ancora necessaria la piena supervisione umana per permettere il suo funzionamento corretto.
LEGGI ANCHE:
Possiamo risparmiare sull’assicurazione con l’Intelligenza Artificiale?
Articoli simili
Una frase generata dall’IA rimasta in una sentenza non basta a dimostrare che il giudice abbia delegato alla macchina la decisione. Intanto l’Organismo Congressuale Forense…
Avvocati italiani 2026: più redditi, più intelligenza artificiale, e una riforma ancora da scrivere
Il Rapporto Censis-Cassa Forense fotografa una professione che cresce nei numeri ma resta divisa per genere e generazioni, mentre il governo ha fino a fine…
Tutti dicono che bisogna rallentare l’intelligenza artificiale. Perché allora nessuno lo fa davvero?
Amodei, Altman e Musk concordano pubblicamente sui rischi di un'IA capace di autopotenziarsi oltre il controllo umano, ma la corsa competitiva e l'avanzata cinese rendono…

