Il Consiglio Nazionale Forense, con la sentenza n. 262 del 16 giugno 2026 (presidente facente funzioni Corona, relatore Germanà Tascona), pubblicata il 26 ottobre 2026 sul portale ufficiale del Codice Deontologico Forense, ha confermato la sanzione disciplinare a carico di un avvocato che aveva ideato, costituito e gestito un articolato sistema di società cartiere, formalmente intestate a prestanome, finalizzato alla commissione di una pluralità di operazioni illecite in materia fiscale. Il legale aveva riportato, per questi fatti, condanna penale in primo grado per il reato di autoriciclaggio.
Il Consiglio Nazionale Forense è l’organo di vertice della giurisdizione disciplinare forense: decide in seconda istanza sui ricorsi avverso le sanzioni irrogate dai consigli distrettuali di disciplina, e le sue decisioni sono a loro volta impugnabili dinanzi alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione. Le sanzioni disciplinari previste dall’ordinamento forense vanno, in ordine crescente di gravità, dall’avvertimento alla censura, dalla sospensione fino alla radiazione dall’albo nei casi più gravi.
Secondo il CNF, la condotta dell’incolpato integra una grave violazione dei doveri di probità, dignità, decoro e indipendenza sanciti dall’articolo 9 del Codice Deontologico Forense. Il Collegio ribadisce, richiamando le Sezioni Unite della Cassazione (sentenza n. 4994/2018), che l’avvocato risponde disciplinarmente anche per condotte che non riguardano in senso stretto l’esercizio della professione, quando queste ledano comunque i doveri fondamentali della categoria e, riflettendosi negativamente sull’attività professionale, ne compromettano l’immagine quale entità astratta, con conseguente perdita di credibilità dell’intera avvocatura agli occhi dei cittadini e delle istituzioni.
Nella stessa pronuncia il CNF ribadisce un principio di carattere generale e di frequente applicazione: l’illecito disciplinare forense è “a forma libera”, o atipico. A differenza di quanto accade nel diritto penale, dove vige il principio di stretta tipicità, nell’ordinamento disciplinare forense non esiste un catalogo tassativo delle condotte vietate: l’articolo 9 del Codice Deontologico Forense funge da norma di chiusura, che consente di contestare l’illecito anche quando il comportamento specifico non sia stato preventivamente tipizzato in una norma puntuale, senza che la mancata descrizione dettagliata di uno o più comportamenti generi alcuna immunità per l’incolpato. Il CNF precisa inoltre che non sussiste, in questa materia, un rigido principio di corrispondenza tra addebito contestato e decisione, dal momento che ciò che conta non è la qualificazione giuridica formale dell’incolpazione, bensì l’effettiva garanzia del contraddittorio sul nucleo fattuale della contestazione.
Sul piano probatorio, il Collegio fissa due principi operativi destinati a orientare l’attività dei consigli disciplinari territoriali. Il primo: l’istruttoria non può fondarsi esclusivamente sulle dichiarazioni dell’esponente, cioè di chi presenta l’esposto, o di altri soggetti portatori di un interesse personale nella vicenda, ma deve essere irrobustita da riscontri documentali acquisiti agli atti, che costituiscono il criterio logico-giuridico di riferimento per la completezza dell’istruttoria. Il secondo: una condanna penale non ancora passata in giudicato, se inserita in un quadro probatorio arricchito da altre circostanze gravi, precise e concordanti, è comunque idonea ad affievolire, fino a superare, la presunzione di non colpevolezza dell’incolpato nel giudizio disciplinare, che segue regole autonome e indipendenti rispetto a quelle del processo penale.
Articoli simili
L’auto dell’avvocato non si può fermare: lo dice il Tribunale di Salerno
Il giudice annulla il fermo amministrativo sulla vettura di una legale di Battipaglia, qualificandola bene strumentale indispensabile alla professione. Ma la Cassazione resta rigorosa: la…
Sentenze in vendita a Lecce: un avvocato tra i sei indagati
Chiuse le indagini della Guardia di Finanza: pagamenti in cambio di decisioni giudiziarie favorevoli, legami con la criminalità organizzata e richieste di custodia cautelare per…

