Redazione 16 Dicembre 2024

Riforma fiscale: il rapido aggiornamento dei decreti attuativi e l’evoluzione della compliance

Negli ultimi mesi, l’implementazione della riforma fiscale ha accelerato, con l’introduzione di una serie di decreti ministeriali e provvedimenti delle Entrate che stanno trasformando il panorama della gestione fiscale e della compliance in Italia. A distanza di un anno dall’approvazione della legge delega (Legge 111/2023), i numeri sono in costante crescita, segnando un +37% rispetto al 26,5% iniziale. Tuttavia, la piena attuazione delle disposizioni prevede ulteriori passaggi.

Nel dettaglio, il mese di novembre ha visto l’emanazione di tre decreti legislativi fondamentali, accompagnati da numerosi provvedimenti di seconda livello. Tra questi, il decreto 139/2024 sulle successioni e le imposte indirette, quello sulle dogane (141/2024), e il decreto finalizzato a regolare l’Irpef-Ires. Questi provvedimenti, ancora in attesa di pubblicazione ufficiale in Gazzetta Ufficiale, promettono di semplificare e rendere più trasparente il sistema fiscale, ma sollevano anche interrogativi sulla loro effettiva implementazione.

Tra i cambiamenti più significativi, il Digs (Digitale Interattivo Gestione Successioni) ha introdotto una serie di modifiche che mirano a migliorare la compliance, con l’introduzione di nuovi criteri per l’attestazione dell’efficacia del ravvedimento speciale. Inoltre, il recente provvedimento sui compensi per i componenti della commissione di gara per la gestione automatizzata dei lotti ha avuto un grande impatto. Tuttavia, il percorso non è esente da difficoltà burocratiche. Il decreto sulla riscossione, ad esempio, ha dovuto affrontare il rinvio di molte delle sue disposizioni, con i termini di dilazione delle imposte ancora in fase di perfezionamento.

Un altro ambito in evoluzione riguarda la gestione dei rappresentanti fiscali. Il decreto ministeriale firmato il 31 luglio 2023, che definisce l’identikit del rappresentante fiscale, ha visto la sua attuazione rallentata dal mancato allineamento delle modalità operative da parte delle Entrate. Un altro esempio emblematico di rallentamento riguarda il codice di condotta per le imprese aderenti al regime di compliance, introdotto nel decreto Mef del 29 aprile 2024, che però richiederà ulteriori aggiustamenti in futuro.

Nonostante questi rallentamenti, il ritmo delle modifiche normative è stato accelerato nelle ultime settimane. A ottobre, il decreto sulla riscossione ha finalmente definito le modalità di applicazione per i cittadini e le imprese. Questo, insieme a nuove misure in ambito fiscale e con l’introduzione di modalità di compliance più stringenti, sta dando un impulso significativo all’attuazione della riforma.

Il passo successivo sarà la gestione della “silver economy”, un altro importante capitolo che riguarda la transizione dei professionisti più anziani verso la pensione. Le modifiche normative, infatti, hanno un impatto diretto anche su questo segmento, poiché alcuni professionisti che hanno raggiunto l’età pensionabile preferiscono continuare a lavorare per integrare la propria pensione. Questo fenomeno sta portando alla definizione di nuove strategie previdenziali, come il recente aumento dell’aliquota contributiva per gli avvocati pensionati.


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