13 Marzo 2025 - Attualità

L’Europa in ritardo sull’AI: l’allarme del Governatore della Banca d’Italia

Fabio Panetta: «Dobbiamo colmare il gap tecnologico per evitare un nuovo declino economico»

L’Europa rischia di perdere il treno dell’intelligenza artificiale e, con esso, la possibilità di restare competitiva nello scenario economico globale. È l’allarme lanciato da Fabio Panetta, Governatore della Banca d’Italia, nel corso della presentazione del libro AI Impact. La cooperazione persone-tecnologie per affrontare le sfide contemporanee, svoltasi presso l’Università Luiss.

Panetta ha sottolineato come i centri di innovazione più avanzati si trovino negli Stati Uniti e in Cina, lasciando l’Europa in una posizione di svantaggio. «Abbiamo già accumulato ritardi significativi. Le Big Tech americane hanno saputo sfruttare al meglio il potenziale di internet, mentre l’Europa ha perso terreno», ha dichiarato.

L’impatto dell’AI sulla produttività e il mercato del lavoro

Secondo il Governatore, l’intelligenza artificiale avrà un impatto profondo sulla produttività del lavoro, soprattutto se utilizzata in combinazione con nuove metodologie di innovazione aziendale. Tuttavia, ha precisato che non sarà l’AI in sé a far scomparire i posti di lavoro, bensì l’incapacità del sistema produttivo di adattarsi ai cambiamenti tecnologici.

«Come sempre, quando si verifica uno shock tecnologico, il suo impatto dipenderà da quanto saremo in grado di cogliere le opportunità offerte dall’innovazione», ha spiegato Panetta. «Dobbiamo preoccuparci di avere lavoratori con le competenze tecniche adeguate e garantire che questi strumenti siano accessibili a tutte le componenti del sistema produttivo».

Due visioni a confronto: quale sarà il vero impatto dell’AI?

Esistono due principali correnti di pensiero sugli effetti dell’intelligenza artificiale sulla produttività. La prima, sostenuta dal premio Nobel per l’Economia 2024, Daron Acemoglu, prevede un impatto limitato, con un aumento della produttività dello 0,66% in dieci anni.

La seconda, che Panetta ritiene più realistica, ipotizza un effetto molto più marcato: un incremento della produttività tra lo 0,7% e l’1,3% annuo. Su un orizzonte di dieci anni, ciò significherebbe un aumento complessivo del 14%, mentre su vent’anni si potrebbe arrivare a un +30%.

L’AI nelle istituzioni e il futuro dell’Europa

Panetta ha poi descritto come l’uso dell’intelligenza artificiale sia già una realtà nelle istituzioni economiche e finanziarie internazionali. «Quando si partecipa a riunioni del G7, G20 o del Financial Stability Board, è necessario analizzare enormi quantità di documenti in tempi ristretti. Fino a qualche anno fa, gli economisti della Banca d’Italia si occupavano di leggere e sintetizzare migliaia di pagine. Oggi utilizziamo l’AI per ottimizzare il processo, pur mantenendo una supervisione umana per la fase strategica e diplomatica».

Il monito del Governatore è chiaro: senza una strategia precisa per l’innovazione, l’Europa rischia di perdere il vantaggio competitivo in settori chiave. Investire in competenze e accessibilità tecnologica sarà essenziale per colmare il divario e sfruttare appieno le potenzialità della rivoluzione digitale.

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