Entro il 2028, le imprese e le pubbliche amministrazioni italiane avranno bisogno di reclutare tra 3,4 e 3,9 milioni di lavoratori, secondo il rapporto del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere. A contribuire al fabbisogno saranno principalmente la sostituzione di risorse in uscita e le nuove assunzioni legate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), che potrebbe generare fino a 970mila posti di lavoro aggiuntivi.
I settori con la maggiore richiesta
Tra i settori con la domanda più alta di manodopera, commercio e turismo sono in testa, con un fabbisogno stimato fino a 713mila unità. Seguono i servizi di supporto a imprese e Pubblica Amministrazione (563mila), il settore sanitario (fino a 465mila risorse), finanza e consulenza (454mila), e infine il comparto della formazione e cultura con un fabbisogno massimo di 445mila unità.
Pubblico e privato: le figure richieste
Il settore pubblico avrà bisogno di oltre 800mila nuove risorse entro il 2028, con particolare attenzione al turnover e agli obiettivi del Pnrr. La sanità e l’istruzione vedranno una crescita con circa 22mila nuove assunzioni ciascuna.
Nel settore privato, la richiesta di figure di alto profilo, come dirigenti, specialisti e tecnici, rappresenterà il 39% del totale, seguita da impiegati e professionisti commerciali (36%) e operai specializzati (17%). In particolare, si stima che fino a 122mila nuovi specialisti saranno richiesti nel campo delle scienze gestionali, commerciali e bancarie, di cui 64mila ingegneri.
Le professioni emergenti
Tra le professioni emergenti, spiccano gli insegnanti e i formatori, con un fabbisogno stimato di 100mila unità, e i medici, con 52mila nuovi posti previsti. Anche il settore legale avrà bisogno di specialisti, in particolare nel campo delle scienze giuridiche (30mila unità).
Il report segnala inoltre un forte fabbisogno di addetti all’assistenza clienti e alla segreteria, con circa 96mila nuovi impieghi nei prossimi cinque anni. Anche gli operai specializzati, in particolare nel settore delle costruzioni e dell’industria metalmeccanica, saranno richiesti.
Competenze green e digitali
La transizione energetica influenzerà la domanda di competenze “green”, con 2,4 milioni di lavoratori richiesti per mansioni con competenze intermedie e 1,5 milioni per competenze avanzate. Sul fronte digitale, si stima un fabbisogno di 960mila lavoratori con competenze informatiche avanzate, capacità di utilizzare linguaggi matematici e di gestire soluzioni innovative.
Formazione e territorio
Il 48% delle nuove assunzioni richiederà una formazione tecnico-professionale di livello secondario, mentre il 38% richiederà una formazione terziaria (laurea o diploma tecnico superiore). Solo il 4% sarà destinato a profili con diploma liceale.
A livello territoriale, la domanda sarà maggiore nel Sud e nelle Isole, con la Campania in testa (310mila unità), seguita da Sicilia e Puglia. La Lombardia, nel Nord-Ovest, guiderà le richieste con 710mila posti da coprire entro il 2028.
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