Il settore dell’influencer marketing è in rapida espansione e, con esso, crescono anche le questioni giuridiche e contributive legate alla gestione dei rapporti tra brand e creator digitali. A partire dal 1° gennaio 2025, infatti, sono cambiate le regole per l’inquadramento di influencer e content creator, con importanti ricadute per le aziende committenti.
Attualmente, la maggior parte di questi rapporti viene inquadrata come lavoro autonomo, ma la mancanza di una disciplina normativa dedicata ha lasciato spazio a dubbi e contenziosi. Non è raro, infatti, che le modalità di collaborazione possano assumere caratteristiche tali da far ricadere il rapporto sotto altre tipologie contrattuali, con conseguenze economiche e contributive rilevanti.
La questione è tornata di stretta attualità dopo una recente sentenza del Tribunale di Roma (n. 3615/2024), che ha condannato un’azienda al pagamento di contributi previdenziali arretrati, riconoscendo l’esistenza di un vero e proprio rapporto di agenzia tra il brand e un influencer, sulla base di elementi come il pagamento di provvigioni, l’associazione di codici sconto e la stabilità della collaborazione.
In linea generale, i rapporti con influencer possono assumere forme diverse:
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lavoro autonomo tradizionale, inquadrato nella Gestione Separata o, in alcuni casi, nella Gestione Commercianti INPS;
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collaborazioni coordinate e continuative, qualora le modalità operative siano concordate ma il creator mantenga una certa autonomia;
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rapporti assimilabili al lavoro subordinato o etero-organizzato, se l’azienda esercita un controllo significativo sulle attività del creator (stabilendo, ad esempio, contenuti, tempistiche, canali di pubblicazione e approvazioni preventive).
Alla luce di questi scenari, il contratto stipulato con l’influencer diventa uno strumento essenziale per regolare correttamente il rapporto, sia sotto il profilo commerciale che giuslavoristico. È opportuno definire in modo preciso:
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frequenza e contenuto delle pubblicazioni;
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canali social e hashtag da utilizzare;
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modalità di approvazione dei contenuti;
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determinazione del compenso e regole di pagamento.
L’obiettivo è duplice: garantire coerenza rispetto agli obiettivi di marketing e prevenire rischi legati a riclassificazioni contrattuali, richieste contributive e sanzioni.
Il valore del mercato italiano dell’influencer marketing è stimato intorno ai 370 milioni di euro e destinato a crescere ulteriormente. Per questo motivo, aziende e professionisti sono chiamati a definire con attenzione i propri rapporti di collaborazione, adeguando contratti e procedure interne alla nuova realtà digitale e normativa.
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