29 Novembre 2024 - Avvocatura

Giudici di Pace e compensi degli avvocati: l’appello dell’UNCC

In una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Nazionale Forense viene evidenziata l’urgenza di un adeguamento dei parametri relativi ai compensi degli avvocati.

L’Unione Nazionale delle Camere Civili, per voce del suo Presidente Alberto Del Noce (in foto), ha lanciato un allarme sulla sostenibilità economica della professione forense a seguito delle recenti modifiche normative che hanno ampliato le competenze per valore delle cause trattate dai Giudici di Pace. In una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Nazionale Forense, Avv. Francesco Greco, viene evidenziata l’urgenza di un adeguamento dei parametri relativi ai compensi degli avvocati.

Secondo Del Noce, i parametri attualmente in vigore, aggiornati con il D.M. 147/2022, risultano già oggi insufficienti a remunerare in maniera adeguata il lavoro professionale svolto. La situazione rischia di peggiorare ulteriormente con l’ulteriore estensione delle competenze dei Giudici di Pace, prevista per ottobre 2025.

La disparità dei compensi
Un esempio concreto citato nella lettera mostra la disparità di trattamento tra cause di pari valore economico: per una controversia da 8.000 euro, il compenso minimo per l’intero procedimento davanti al Tribunale ammonta a 2.540 euro, mentre lo stesso procedimento davanti al Giudice di Pace vale appena 1.046 euro, meno della metà.

Tre priorità per l’azione del CNF
L’Unione ha individuato tre punti chiave su cui è urgente intervenire:

  1. Adeguamento dei compensi: proporzionalità tra il lavoro svolto e il compenso liquidabile, adeguata alle mutate competenze dei Giudici di Pace.
  2. Dignità professionale ed equità economica: considerare la crescente complessità delle cause, spesso non rispecchiata dal valore economico.
  3. Accesso alla giustizia per i cittadini: evitare che la minore remuneratività di certe cause le renda poco appetibili per gli avvocati, compromettendo il diritto di difesa.

Una questione di diritto e di qualità del servizio
“Questa richiesta non è un semplice adeguamento formale, ma una necessità concreta per garantire che il sistema di liquidazione dei compensi sia allineato alle attuali esigenze della professione e dei cittadini,” ha dichiarato Del Noce.

L’Unione Nazionale delle Camere Civili si affida al Consiglio Nazionale Forense affinché si faccia promotore di un intervento normativo presso il Ministero della Giustizia, a tutela della professione legale e del diritto di difesa.


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