Lezioni di sci con agevolazioni fiscali: Iva al 5% e fattura solo su richiesta
Il fisco strizza l’occhio ai maestri di sci. Grazie a un recente decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef), per le lezioni di sci e di altre discipline sportive invernali sarà applicata l’Iva agevolata al 5%. Inoltre, la fattura dovrà essere emessa solo se il cliente la richiede. La misura, che mira a semplificare gli adempimenti fiscali del settore, è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 4 dicembre 2024 e ha immediatamente riacceso il dibattito sulle categorie di beni e servizi meritevoli di agevolazioni fiscali.
Cosa prevede il decreto Mef
Il provvedimento, datato 22 novembre 2024, si applica alle prestazioni legate agli sport invernali riconosciuti dalle Federazioni di settore e dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (Coni). Rientrano tra i beneficiari maestri di sci, snowboard e slittino, purché iscritti negli albi regionali o nazionali.
L’agevolazione fiscale prevede due novità di rilievo:
- Iva al 5%: le lezioni di sport invernali saranno soggette a un’imposta ridotta, analogamente a quanto stabilito dall’articolo 5, comma 1, del Decreto Omnibus (Dl n. 113/2024).
- Fattura solo su richiesta: la fattura non è più obbligatoria, salvo espressa richiesta del cliente, a patto che la prestazione non rientri tra quelle esenti. Questa disposizione si inserisce nel solco dell’articolo 22, comma 1, del Dpr n. 633/1972, che prevede deroghe simili per alcune categorie di contribuenti.
Un trattamento di favore che fa discutere
L’introduzione di questo regime agevolato ha sollevato alcune perplessità. Da un lato, si sottolinea la necessità di sostenere un settore che opera in un contesto stagionale e con costi elevati. Dall’altro, non mancano le critiche per la disparità di trattamento con altre categorie di prodotti e servizi, ritenuti altrettanto essenziali.
Un esempio simbolico è quello degli assorbenti e dei tamponi per l’igiene femminile, esclusi dall’Iva agevolata al 5% dopo essere stati inseriti per breve tempo tra i prodotti meritevoli di attenzione fiscale. Stessa sorte è toccata a latte per neonati e pannolini, la cui esclusione ha scatenato un acceso dibattito.
Chi può beneficiare dell’Iva agevolata?
Il caso dei maestri di sci si inserisce in una più ampia tendenza di “privilegi fiscali” che tocca diversi settori. La lista dei beni e servizi che possono accedere all’Iva ridotta o esentata è lunga e variegata. Tra i beneficiari figurano:
- Prodotti agricoli: basilico, rosmarino, salvia e origano (se destinati all’alimentazione).
- Prestazioni di trasporto urbano: i servizi di trasporto pubblico locale godono di aliquote ridotte.
- Beni sanitari: ventilatori polmonari, mascherine Ffp2 e Ffp3, dispositivi medici essenziali.
- Alcune prelibatezze culinarie: i tartufi freschi o refrigerati, considerati beni “di lusso”, ma comunque agevolati dal Fisco.
- Cavalli vivi: purché destinati a scopi non alimentari.
Le richieste inascoltate
Se i maestri di sci possono ritenersi fortunati, altre categorie continuano a rivendicare l’accesso a un trattamento analogo. In questo senso, i produttori di ostriche, duramente colpiti dall’invasione del granchio blu, hanno chiesto la riduzione dell’Iva dal 22% al 10%. Anche i promotori di alimenti sostenibili, come il latte vegetale, hanno presentato una proposta bipartisan per ottenere l’Iva al 5% su queste bevande, ma senza successo.
In Spagna, invece, il governo ha scelto una linea più incisiva, introducendo l’Iva zero su alcuni prodotti di largo consumo, come l’olio extravergine d’oliva.
Una strategia per semplificare o un privilegio di troppo?
Il decreto Mef potrebbe essere letto come una misura di semplificazione fiscale, utile per un settore che opera in condizioni particolari e con un forte impatto stagionale. Tuttavia, il confronto con altre categorie evidenzia una gestione delle aliquote Iva non sempre coerente con le priorità sociali.
Il tema delle agevolazioni fiscali resta quindi caldo e non mancheranno, nei prossimi mesi, ulteriori proposte di modifica. Dopotutto, il “catalogo dei privilegi Iva” viene riscritto a ogni legge di bilancio. E, tra proteste e proposte, il dibattito su quali beni e servizi meritino davvero un’Iva ridotta è destinato a proseguire.
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