29 Gennaio 2025 - Lavoro

Crisi del pubblico impiego: tra fuga dai concorsi e riforme mancate

Burocrazia lenta, stipendi poco competitivi e vincoli normativi frenano le assunzioni negli enti locali. Il rischio: una macchina amministrativa sempre più inefficiente.

Negli ultimi anni, il pubblico impiego ha perso attrattività, soprattutto a livello locale. Il numero di partecipanti ai concorsi è in calo e spesso insufficiente a coprire i posti disponibili. Inoltre, i candidati risultano sempre meno preparati e i nuovi assunti faticano a trovare stabilità. Questa tendenza ha messo in difficoltà gli enti locali, compromettendo l’efficienza delle strutture amministrative e la qualità dei servizi.

Le cause del declino

Le ragioni della fuga dal pubblico impiego sono molteplici. Da un lato, vi sono vincoli finanziari che limitano la capacità di assunzione degli enti, aggravati dall’assenza di sostegno statale per i costi del personale. Dall’altro, le procedure di accesso si rivelano complesse e spesso inefficienti: tra mobilità obbligatoria e tempi lunghi per i concorsi, le amministrazioni si trovano a dover affrontare mesi di attesa prima di poter coprire i posti vacanti.

Anche il professor Sabino Cassese, in un recente editoriale sul Corriere della Sera, ha sottolineato il problema: “Negli ultimi anni, lavorare per i poteri pubblici è divenuto meno interessante a causa del calo demografico e dell’immagine deteriorata del ‘servitore dello Stato’. Se la politica vuole contare su personale competente, deve garantire indipendenza e professionalità, evitando logiche di appartenenza.”

Contratti e riforme: soluzioni in ritardo

In questo contesto, la trattativa per il rinnovo del contratto 2022-2024 si è rivelata complessa e in ritardo, con l’adesione della sola CISL e delle sigle autonome, ma senza il consenso di CGIL e UIL, necessario per la stipula definitiva. Il governo ha promesso interventi innovativi sul trattamento economico, ma l’accordo appare ancora lontano.

La sfida, dunque, è rendere nuovamente attrattivo il lavoro pubblico, non solo dal punto di vista economico, ma anche attraverso formazione, crescita professionale e valorizzazione del ruolo degli amministratori. Investire nel capitale umano della pubblica amministrazione è essenziale per migliorare i servizi e ristabilire la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.


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