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Provvigione negata all’agenzia immobiliare: no al pagamento se il mutuo non viene erogato

Roma, 17 luglio 2024 – La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 19584 del 16 luglio 2024, ha stabilito che le agenzie immobiliari non hanno diritto alla provvigione se il contratto di compravendita stipulato tra le parti è subordinato alla condizione sospensiva dell’ottenimento del mutuo da parte dell’acquirente e quest’ultimo non viene erogato.

Il caso

La vicenda ha avuto origine dall’opposizione proposta da una donna, P.S., avverso un decreto ingiuntivo con cui le era stato ingiunto il pagamento di 3.900 euro di provvigioni a favore dell’agenzia immobiliare Affaricasa. La proposta di acquisto, sottoscritta da P.S., era subordinata all’ottenimento di un mutuo. Tuttavia, la donna non è riuscita ad ottenere il finanziamento e ha comunicato la rescissione del contratto all’agenzia.

La decisione della Corte

La Corte di Cassazione ha accolto l’opposizione di P.S., ritenendo che la condizione di ottenimento del mutuo fosse una condizione sospensiva e che il diritto alla provvigione non potesse maturare fino al verificarsi della condizione. La Suprema Corte ha precisato che, in tali ipotesi, il diritto alla provvigione sorge solo se l’affare può ritenersi concluso, ovvero se tra le parti si è costituito un vincolo giuridico che abilita ciascuna di esse ad agire per l’esecuzione specifica del negozio o per il risarcimento del danno derivante dal mancato conseguimento del risultato utile del negozio programmato.

La finzione di avveramento della condizione

La Corte ha inoltre escluso l’applicabilità della finzione di avveramento della condizione ex art. 1359 c.c. Secondo tale norma, la condizione del contratto si considera avverata se è mancata per causa imputabile alla parte che aveva interesse contrario al suo avveramento. Tuttavia, la Suprema Corte ha chiarito che tale norma è di carattere eccezionale e non può essere applicata in modo analogico. In particolare, la finzione di avveramento non opera quando la condizione è mista, come nel caso in questione, in quanto l’acquirente non ha l’obbligo giuridico di attivarsi per ottenere il mutuo.

Le conseguenze

La pronuncia della Corte di Cassazione rappresenta un importante chiarimento in materia di provvigioni delle agenzie immobiliari e tutela i diritti degli acquirenti che, per motivi non imputabili a loro, non riescono ad ottenere il mutuo e a concludere l’acquisto dell’immobile.

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Roma, città giudiziaria: siglato il protocollo per l’ampliamento di Piazzale Clodio

Un passo avanti per la giustizia capitolina, ma il COA chiede interventi immediati

Nella Sala Tevere della Regione Lazio è stato firmato il protocollo d’intesa per l’ampliamento della città giudiziaria di Piazzale Clodio. L’accordo, siglato dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio, dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, dal Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e dal Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, rappresenta un passo importante per il miglioramento dell’amministrazione della giustizia nella Capitale.

Il progetto prevede la costruzione di nuovi uffici giudiziari, la riqualificazione dell’area circostante e la creazione di spazi verdi. I lavori dovrebbero essere completati entro il 2029.

Soddisfazione del COA Roma, ma attenzione alle criticità immediate

L’avvocatura capitolina, rappresentata dal Presidente del COA Roma Paolo Nesta, ha accolto con favore l’iniziativa, sottolineando però l’importanza di affrontare anche le criticità immediate del sistema giudiziario romano. In particolare, il Presidente Nesta ha richiamato l’attenzione sulla situazione del Giudice di Pace e sulla necessità di un incremento del personale amministrativo e giudicante.

Dialogo costruttivo con il Ministero

Nonostante le criticità, il COA Roma apprezza il dialogo costruttivo instaurato con il Ministero della Giustizia. L’Ordine degli Avvocati continuerà a vigilare e a impegnarsi per garantire che, parallelamente ai progetti di ampliamento, vengano affrontate e risolte tutte le problematiche attuali del sistema giudiziario capitolino, nell’interesse di una giustizia più efficiente e accessibile per tutti i cittadini.

Obiettivi ambiziosi per una giustizia più moderna

L’ampliamento di Piazzale Clodio e le riforme auspicate dal COA Roma rappresentano un’occasione importante per modernizzare il sistema giudiziario della Capitale e renderlo più efficiente e rispondente alle esigenze dei cittadini. L’impegno di tutte le istituzioni coinvolte e la collaborazione con l’avvocatura saranno fondamentali per il raggiungimento di questi ambiziosi obiettivi.

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Nordio annuncia un nuovo piano per il monitoraggio del Fentanyl nelle carceri

Il Ministro della Giustizia ha annunciato l’avvio di un programma di monitoraggio rigoroso per la diffusione del fentanyl all’interno delle carceri italiane. La dichiarazione è avvenuta durante la conferenza stampa di presentazione della Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze nel nostro paese, tenutasi a Palazzo Chigi.

Il fentanyl, noto per essere un analgesico oppioide sintetico, è prescritto generalmente a pazienti oncologici per la gestione del dolore severo. Tuttavia, il suo uso illecito come stupefacente è estremamente pericoloso, essendo fino a 100 volte più potente della morfina e 50 volte più potente dell’eroina. Anche una piccolissima dose può risultare letale, rendendo urgente un intervento deciso.

“Abbiamo disposto una mirata attività di monitoraggio sulla diffusione all’interno degli istituti penitenziari”, ha dichiarato il Ministro. L’iniziativa non si limita al semplice uso del farmaco, ma estende il controllo alle prassi di somministrazione all’interno delle strutture carcerarie. A tal fine, i provveditorati regionali sono stati incaricati di raccogliere e trasmettere una serie di informazioni dettagliate. Queste includono i quantitativi di fentanyl presenti nelle infermerie, le forme in cui viene somministrato, il numero di pazienti a cui è prescritto, le tipologie di trattamenti sanitari in atto e le dosi quotidiane somministrate.

Un aspetto critico del monitoraggio riguarda la gestione dei cerotti di fentanyl. Sarà verificato se questi vengono riconsegnati dai pazienti dopo l’uso o se rimangono in loro possesso, al fine di prevenire eventuali scambi tra detenuti che potrebbero aggravare il problema della diffusione della droga.

La preoccupazione del Ministro non si limita al contesto carcerario. Il fentanyl è una minaccia rilevante anche durante le indagini preliminari per reati collegati agli stupefacenti. Per questo motivo, è stato avviato un dialogo con il Procuratore Generale della Cassazione e con il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo. L’obiettivo è elaborare un documento con misure specifiche per contrastare il fenomeno, da inviare alle procure territoriali. Tale documento mira a garantire un approccio uniforme nelle perizie e consulenze che rilevano la presenza del fentanyl, assicurando così una maggiore efficacia nelle indagini preliminari.

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Ilva, la Corte Ue dà ragione all’ambiente e alla salute

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha emesso una sentenza che potrebbe avere conseguenze importanti per il futuro dell’Ilva di Taranto. La Corte ha stabilito che l’Italia deve garantire la tutela dell’ambiente e della salute umana, anche a scapito degli interessi economici.

Nella sua sentenza, la Corte ha stabilito che l’Italia non può prorogare all’infinito le autorizzazioni all’esercizio dell’Ilva se l’impianto rappresenta un pericolo grave e rilevante per l’ambiente e la salute. La Corte ha anche stabilito che l’Italia deve considerare tutte le sostanze inquinanti emesse dall’Ilva, anche quelle non incluse nell’autorizzazione originale.

Questa sentenza è un duro colpo per il governo italiano, che ha cercato di salvare l’Ilva per ragioni economiche e occupazionali. Tuttavia, la Corte ha chiaramente affermato che la salute e l’ambiente sono più importanti di qualsiasi altro interesse.

La sentenza della Corte Ue potrebbe portare alla chiusura dell’Ilva, a meno che l’Italia non sia in grado di dimostrare che l’impianto può essere gestito in modo sicuro. Il futuro dell’Ilva è quindi incerto, ma una cosa è certa: la Corte Ue ha inviato un messaggio chiaro all’Italia e al resto dell’Europa: la tutela dell’ambiente e della salute umana non è negoziabile.

Le implicazioni della sentenza

La sentenza della Corte Ue ha diverse implicazioni importanti:

  • L’Ilva potrebbe essere chiusa: Se l’Italia non è in grado di dimostrare che l’Ilva può essere gestito in modo sicuro, la Corte potrebbe ordinare la sua chiusura.
  • L’Italia dovrà investire in tecnologie più pulite: L’Italia dovrà investire in tecnologie più pulite per ridurre le emissioni dell’Ilva.
  • Il governo italiano dovrà fare di più per proteggere la salute dei cittadini di Taranto: Il governo italiano dovrà fare di più per proteggere la salute dei cittadini di Taranto, che sono stati esposti a inquinamento atmosferico per decenni.

Un precedente importante per l’Europa

La sentenza della CGUE rappresenta anche un precedente importante per l’Europa. È la prima volta che la Corte si pronuncia su un caso di questo tipo e la sua decisione potrebbe avere ripercussioni su altri stabilimenti industriali inquinanti in Europa.

intelligenza artificiale italia

IA, Nordio accoglie richiesta Cassazione e Cnf e istituisce Osservatorio

Con un decreto ministeriale del 10 luglio, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha istituito l’Osservatorio Permanente per l’Uso dell’Intelligenza Artificiale, accogliendo la richiesta congiunta che era stata avanzata dalla Corte di Cassazione e dal Consiglio Nazionale Forense.

Nella lettera inviata al ministro della Giustizia, la Prima Presidente Margherita Cassano e il Presidente del CNF Francesco Greco avevano sottolineato “l’opportunità di istituire un luogo di riflessione e approfondimento che veda il permanente coinvolgimento di tutti gli attori fondamentali della giurisdizione e del processo, in cui affrontare tutti i temi che toccano il rapporto tra IA e giurisdizione, a partire dalla qualità e sicurezza delle banche dati giuridiche, agli strumenti di supporto dell’attività giurisdizionale e delle professioni”.

La condizione posta dalla Suprema Corte e dagli Avvocati è che “l’innovazione tecnologica debba supportare la funzione di giustizia per innalzarne la qualità e l’efficienza” e venga utilizzata in “modo compatibile con i princìpi cardine dello Stato di diritto, del giusto processo, del diritto inalienabile di difesa e dell’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge”.

Sono stati nominati componenti dell’Osservatorio i vertici della Corte di Cassazione – la Prima Presidente Margherita Cassano, il Segretario generale Stefano Mogini, il Procuratore generale Luigi Salvato, il Segretario generale della Procura generale Marco Dall’Olio e il direttore del Ced Enzo Vincenti – il Procuratore nazionale Antimafia Giovanni Melillo, il direttore e il vicedirettore dell’Agenzia per la Cybersicurezza nazionale, Bruno Frattasi e Nunzia Ciardi, il direttore generale del Dg Connect della Commissione Ue, Roberto Viola, il Presidente del Consiglio Nazionale Forense, Francesco Greco e il presidente del Consiglio nazionale del Notariato, Giulio Biino. L’Osservatorio sarà presieduto dal ministro Carlo Nordio, il cui dicastero ha il compito di disciplinare l’impiego dei sistemi di intelligenza artificiale da parte degli uffici giudiziari come previsto dal ddl governativo sull’IA.

“La costituzione dell’Osservatorio permanente per l’uso dell’intelligenza artificiale – commenta il Presidente del Consiglio Nazionale Forense, Francesco Greco – rappresenta un passo fondamentale per garantire che l’innovazione tecnologica sia al servizio della giustizia e del cittadino. Si tratta di uno strumento che offre straordinarie opportunità per migliorare l’efficienza e la qualità del sistema giuridico, ma deve essere impiegata con prudenza e in conformità con i princìpi del nostro Stato di diritto”.

ddl cybersicurezza

Intelligenza Artificiale: al via il cantiere europeo con l’AI Act

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il Regolamento (UE) 2024/1689, noto anche come AI Act. Si tratta del primo provvedimento legislativo a livello globale che disciplina in modo organico lo sviluppo, l’immissione sul mercato e l’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale.

L’obiettivo dell’AI Act è quello di promuovere un’intelligenza artificiale sicura, affidabile e rispettosa dei valori e dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. Per questo motivo, il Regolamento introduce un quadro normativo armonizzato che si applica a tutti gli Stati membri.

Come funziona l’AI Act?

L’AI Act si basa su un approccio graduale e proporzionato. Questo significa che le sue disposizioni si applicano in modo differenziato a seconda del livello di rischio dei sistemi di intelligenza artificiale. I sistemi ad alto rischio, come quelli utilizzati in settori come la sanità, i trasporti e la finanza, saranno soggetti a requisiti più rigorosi rispetto ai sistemi a basso rischio.

Il Regolamento introduce inoltre una serie di obblighi per i provider e i deployer di sistemi di intelligenza artificiale. I provider, ad esempio, dovranno garantire che i loro sistemi siano conformi ai requisiti di sicurezza e affidabilità previsti dal Regolamento. I deployer, invece, dovranno adottare misure per garantire un uso responsabile dei sistemi di intelligenza artificiale.

Quando entrerà in vigore l’AI Act?

L’AI Act entrerà in vigore venti giorni dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. Tuttavia, le sue disposizioni si applicheranno in modo graduale, secondo un cronoprogramma preciso:

  • Sei mesi dopo l’entrata in vigore: entreranno in vigore le disposizioni relative ai sistemi di intelligenza artificiale vietati, come quelli che utilizzano la manipolazione cognitiva del comportamento o il social scoring.
  • Dodici mesi dopo l’entrata in vigore: entreranno in vigore le disposizioni relative ai modelli di intelligenza artificiale per finalità generali (GPAI).
  • Ventiquattro mesi dopo l’entrata in vigore: entreranno in vigore tutte le restanti disposizioni del Regolamento.

Cosa devono fare le aziende per conformarsi all’AI Act?

Le aziende che utilizzano o sviluppano sistemi di intelligenza artificiale devono iniziare a prepararsi fin da ora per conformarsi all’AI Act. Questo significa:

  • Valutare il livello di rischio dei propri sistemi di intelligenza artificiale.
  • Adottare le misure necessarie per garantire la conformità dei propri sistemi ai requisiti di sicurezza e affidabilità previsti dal Regolamento.
  • Formare il proprio personale sull’uso responsabile dei sistemi di intelligenza artificiale.
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Donazioni indirette: ok la scrittura privata se c’è l’intento di liberalità

La Cassazione chiarisce che le donazioni indirette, ossia quelle effettuate con atti diversi dalla donazione diretta (art. 769 c.c.), non devono necessariamente essere redatte con atto pubblico, ma possono essere valide anche se effettuate con scrittura privata, a patto che emerga chiaramente l’intento di liberalità.

Lo ha stabilito la Prima Sezione Civile con l’ordinanza n. 18098 del 2 luglio 2024.

Nel caso di specie, la Cassazione ha confermato la validità di un accollo di mutuo, effettuato con scrittura privata, a favore di un terzo, e qualificato dal giudice di merito come donazione indiretta.

La Corte ha precisato che:

  • La donazione indiretta si configura quando un negozio, pur non avendo la forma della donazione, è sorretto da un intento di liberalità e ha l’effetto di arricchire gratuitamente il beneficiario. L’intento di liberalità deve essere desunto da un rigoroso esame di tutte le circostanze del caso concreto.
  • Per la validità delle donazioni indirette non è richiesta la forma dell’atto pubblico, ma è sufficiente la forma prevista per il negozio tipico utilizzato per realizzare lo scopo di liberalità.
  • Nel caso specifico, l’accollo di mutuo, pur essendo un negozio a titolo oneroso, è stato effettuato a favore del terzo senza alcuna controprestazione da parte di quest’ultimo. Ciò ha indotto il giudice di merito a ritenere che l’operazione configurasse una donazione indiretta e, come tale, valida anche se effettuata con scrittura privata.

La sentenza è importante perché chiarisce i requisiti di forma delle donazioni indirette e offre un utile orientamento per la prassi.

In particolare, la Cassazione ha sottolineato che:

  • L’intento di liberalità è l’elemento fondamentale che distingue la donazione indiretta da altri negozi giuridici.
  • La forma della donazione indiretta è libera, potendo essere utilizzata qualsiasi forma prevista per il negozio tipico utilizzato per realizzare lo scopo di liberalità.
  • L’onere della prova dell’intento di liberalità grava su chi eccepisce la donazione indiretta.

La sentenza è stata pubblicata il 2 luglio 2024.

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Accordi “a latere” e assegno di mantenimento: la Cassazione fa chiarezza

La Suprema Corte stabilisce che gli accordi privati tra coniugi divorziati, anche se non formalizzati in sede giudiziale, devono essere considerati ai fini della revisione dell’assegno di mantenimento.

In una recente sentenza, la n. 18843 del 10 luglio 2024, la Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione ha affrontato un caso in cui un uomo divorziato dopo 24 anni di matrimonio si era visto ridurre l’assegno di mantenimento da 3.500 euro mensili a 3mila euro, a causa della nuova stabile convivenza dell’ex moglie. L’uomo aveva però stipulato un accordo privato con l’ex coniuge, contestualmente al divorzio, in cui si impegnava a versare un’ulteriore somma di 2.500 euro mensili a integrazione dell’assegno.

L’uomo aveva quindi chiesto una ulteriore riduzione dell’assegno di mantenimento, tenendo conto anche dell’accordo privato. Sia il Tribunale che la Corte d’Appello avevano però respinto la sua richiesta, affermando di non potersi pronunciare su un accordo non formalizzato in sede giudiziale.

La Cassazione ha invece accolto il ricorso dell’uomo, stabilendo che gli accordi “a latere”, seppur estranei al giudizio di divorzio, devono comunque essere considerati ai fini della revisione dell’assegno di mantenimento, se “strettamente connessi” a questo e se non hanno ad oggetto diritti indisponibili o contrari a norme inderogabili.

Nel caso specifico, la Cassazione ha ritenuto che l’accordo tra le parti, che prevedeva il versamento di un’ulteriore somma di 2.500 euro mensili a integrazione dell’assegno di mantenimento, fosse strettamente connesso al giudizio di divorzio e dovesse quindi essere preso in considerazione ai fini della sua revisione.

La Cassazione ha quindi rinviato la causa alla Corte d’Appello per una nuova valutazione dell’assegno di mantenimento, che dovrà tenere conto anche dell’accordo “a latere”.

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Cartella esattoriale: notifica via PEC valida anche con PDF, lo dice la Cassazione

La Suprema Corte chiarisce che la copia informatica della cartella di pagamento, originariamente cartacea, non deve necessariamente essere firmata digitalmente per la sua valida notifica via PEC.

Roma, 12 luglio 2024 – Non è necessaria la firma digitale per la notifica via PEC della copia informatica della cartella di pagamento, anche se il file allegato ha estensione .pdf anziché .p7m. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 18387 del 5 luglio 2024.

La vicenda. La società Delta S.r.l. aveva impugnato sette cartelle esattoriali relative a tributi non versati e due comunicazioni di iscrizione ipotecaria. La società lamentava la nullità delle notifiche per mancanza di attestazione di conformità della copia informatica all’originale e di firma digitale.

Le decisioni dei giudici di merito. La Commissione Tributaria Provinciale (CTP) di Napoli aveva accolto il ricorso della società, mentre la Commissione Tributaria Regionale (CTR) della Campania aveva accolto parzialmente i ricorsi dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, ritenendo nulla la notifica delle cartelle via PEC con file .pdf anziché .p7m.

La pronuncia della Cassazione. La Suprema Corte ha cassato la sentenza della CTR, rilevando che non esiste alcuna norma che impone la firma digitale per la notifica via PEC della copia informatica della cartella di pagamento. Secondo la Cassazione, è sufficiente che il file PDF sia una copia conforme dell’originale cartaceo.

assunzione peronale

Dog, assunzione 11 funzionari mediante scorrimento

Il Direttore Generale del Personale e della Formazione ha disposto l’assunzione di 11 Funzionari giudiziari (ex A3-F1), da inquadrare nei ruoli dell’Amministrazione Giudiziaria, mediante scorrimento della graduatoria del concorso per 300 unità di personale nel profilo professionale A3-F1, indetto dal Ministero dell’economia e delle finanze.

La presa di servizio è fissata, presso gli uffici di assegnazione, per il 18 luglio 2024.

Tutti i dettagli nella scheda di sintesi al link: https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_6_1.page?contentId=SCE1411858

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