uomo con computer in mano

Cassazione: prevalenza del diritto di difesa sul trattamento dei dati personali in ambito giudiziario

Con l’ordinanza n. 24797 del 16 settembre 2024, la Corte Suprema di Cassazione ha chiarito che, in sede giudiziaria, il diritto a difendersi può prevalere sul diritto alla tutela dei dati personali, secondo quanto previsto dal GDPR. La Corte ha ribadito che, nel contesto di controversie legate a diritti fondamentali, come quelli dei lavoratori, è legittimo l’uso di dati personali senza il consenso dell’interessato, purché ciò avvenga nel rispetto del principio di proporzionalità e del diritto di difesa.

In particolare, gli articoli 17 e 21 del GDPR consentono di non applicare il diritto alla cancellazione dei dati e permettono al titolare del trattamento di proseguire se esistono motivi legittimi prevalenti, specie quando i dati sono necessari per la difesa in giudizio.

uomo con bagaglio a mano

Avvocati, Cassazione: no al legittimo impedimento per viaggi familiari non inderogabili

La Cassazione, con la sentenza n. 24268 del 10 settembre 2024, ha chiarito che il legittimo impedimento per gli avvocati sottoposti a giudizio disciplinare è valido solo in presenza di un “impedimento assoluto”. Il caso riguardava un avvocato che aveva richiesto il rinvio di un’udienza a causa di un viaggio per “motivi familiari” all’estero. Tuttavia, il biglietto aereo era stato acquistato dopo la comunicazione della data del procedimento.

La Suprema Corte ha respinto il ricorso, affermando che non era stata dimostrata l’indifferibilità del viaggio e che la situazione non costituiva un impedimento assoluto. La sentenza ha anche ribadito che l’azione disciplinare per gli avvocati è soggetta a prescrizione, rilevabile d’ufficio, come nel caso di una delle due condotte contestate al professionista.

Rete divisoria carceri

Suicidio in carcere ad Ariano Irpino: 71 detenuti morti dall’inizio dell’anno

Un detenuto nigeriano di 32 anni si è tolto la vita ieri pomeriggio nella Casa Circondariale di Ariano Irpino, dopo essere stato trovato impiccato nella sua cella. Nonostante l’intervento immediato degli agenti di Polizia Penitenziaria e dei sanitari, non è stato possibile salvarlo. Il giorno prima, l’uomo aveva aggredito alcuni agenti, causando loro ferite con una prognosi complessiva di 70 giorni.

Gennarino De Fazio, Segretario Generale della Uilpa Polizia Penitenziaria, ha commentato che con questo caso il numero di suicidi tra i detenuti sale a 71 dall’inizio del 2024, a cui si aggiungono sette agenti di Polizia Penitenziaria. De Fazio ha lanciato l’allarme sulla situazione insostenibile delle carceri italiane, caratterizzata da sovraffollamento, carenza di personale e strutture inadeguate, trasformando le prigioni in luoghi di violenza e morte. Ha infine sollecitato misure urgenti per migliorare le condizioni nelle carceri e la salute psichiatrica dei detenuti.

stretta di mano

Mediazioni civili: più tempo e digitale per risolvere le controversie

Il Consiglio dei Ministri esamina oggi, 17 settembre 2024, un decreto che introduce importanti modifiche alla mediazione civile e alla negoziazione assistita dai legali.

Le novità principali riguardano l’incremento dell’uso del digitale e il raddoppio dei tempi a disposizione per raggiungere un accordo, con possibilità di proroga. L’obiettivo è favorire una maggiore partecipazione delle parti e incentivare la risoluzione delle controversie al di fuori delle aule di tribunale.

Il decreto corregge la disciplina della mediazione stabilita dal d.lgs. 28/2010, con interventi analoghi anche per altre procedure extragiudiziali.

A Rebibbia femminile inaugurazione progetto “Nessuno escluso”

Roma, 16 settembre 2024 – Domani, martedì 17 settembre 2024 alle ore 16, presso la Casa circondariale femminile “Germana Stefanini” di Roma Rebibbia, sarà inaugurato il progetto “Nessuno escluso”, programma nazionale finalizzato a sensibilizzare la comunità penitenziaria sulla cultura giuridica e costituzionale, curato dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, Giuffrè Francis Lefebvre e Associazione Antigone.

Alla presentazione è stato invitato il Ministro della Giustizia Carlo Nordio. Parteciperanno il Sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, il Capo del DAP Giovanni Russo, il Direttore Comunicazione e Relazioni istituzionali di Giuffrè Francis Lefebvre Antonio Delfino e il Presidente dell’Associazione Antigone Patrizio Gonnella. Interverranno inoltre Irma Conti, componente del Collegio Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, e Nadia Fontana, direttrice della Casa circondariale femminile di Rebibbia.

primo piano Santalucia

Le parole di Senaldi e la risposta di Santalucia: “Sintomo di un malessere della democrazia”

Il 22 agosto 2024, durante la trasmissione televisiva “In Onda” sulla rete La 7, il direttore di Libero Pietro Senaldi ha scatenato polemiche definendo la magistratura italiana come “uno dei cancri del Paese”. Le sue dichiarazioni sono state valutate nel corso della riunione dell’Associazione Nazionale Magistrati nei giorni scorsi, la prima dopo la pausa estiva.

Il presidente di ANM Giuseppe Santalucia ha commentato le parole di Senaldi, sottolineando la gravità e l’irresponsabilità di tale linguaggio. «È ritornato il termine “cancro” per definire la magistratura. Questo è spia di qualcosa di profondo e grave, di un malessere molto più radicato», ha dichiarato Santalucia. «C’è un uso irresponsabile del linguaggio senza una valutazione del significato, come se della magistratura si potesse dire qualsiasi cosa».

Secondo il presidente dell’ANM, l’uso di termini così pesanti non è semplicemente una questione di scelta lessicale inadeguata, ma un sintomo di un problema più profondo e preoccupante che affligge la democrazia. «Non è la parola fuori posto di un giornalista, ma il sintomo di un malessere della democrazia più radicato. Questo non è critica, è vilipendio dell’ordine giudiziario», ha aggiunto. Santalucia ha enfatizzato che la parola “cancro” dovrebbe essere riservata a fenomeni come la mafia o la criminalità infiltrante, non a coloro che, come i magistrati, si dedicano quotidianamente alla lotta contro esse.

 

4o mini
uomo con cellulare in mano

G7 Lavoro: un piano d’azione per un’intelligenza artificiale responsabile e centrata sull’uomo

I ministri del Lavoro dei Paesi del G7 hanno approvato la dichiarazione finale del vertice, in cui vengono delineate le strategie per affrontare le sfide legate all’intelligenza artificiale (IA) nel mondo del lavoro. Il documento si concentra su tre temi cruciali: l’impatto dell’IA sui mercati del lavoro, l’invecchiamento della popolazione e il turnover generazionale, nonché la necessità di adeguare le competenze lavorative alle esigenze del futuro.

La dichiarazione, composta da 24 pagine e 22 paragrafi, propone un piano d’azione per sviluppare un’intelligenza artificiale umanocentrica, responsabile dal punto di vista sociale, e che assicuri lavoro dignitoso e opportunità di riqualificazione per i lavoratori. In particolare, si evidenzia l’importanza di sostenere chi viene sostituito dall’automazione, garantendo un mercato del lavoro inclusivo e resiliente.

Il piano d’azione per l’IA
Tra gli obiettivi principali del piano, vi è la promozione di un’IA che rispetti i diritti dei lavoratori, anche nella catena di approvvigionamento globale. Si riconosce inoltre la necessità di ridurre i divari digitali, che potrebbero ampliare le disuguaglianze sociali ed economiche, con un’attenzione particolare ai Paesi in via di sviluppo e alle economie emergenti.

I ministri hanno sollecitato una stretta collaborazione con il settore privato, le organizzazioni dei lavoratori e la società civile, chiedendo all’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) e all’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) di fornire il loro supporto nell’attuazione di queste politiche.

facciata di un palazzo

Assemblee condominiali: no alla convocazione WhatsApp, SMS, mail o in cassetta postale

Il Tribunale di Monza ha stabilito con chiarezza quali sono i metodi validi per convocare un’assemblea condominiale, ribadendo che la convocazione fai-da-te è assolutamente vietata. Nella sentenza n. 1734 del 12 giugno 2024, il tribunale ha confermato che l’amministratore deve attenersi scrupolosamente alle modalità previste dalla legge: l’avviso di convocazione può essere inviato solo tramite raccomandata, PEC, fax o consegna a mani. Sono invece esclusi strumenti come l’e-mail, l’immissione nelle cassette postali, gli SMS e i messaggi WhatsApp.

Queste alternative, seppure comode e spesso richieste dai condòmini, non sono legalmente valide. Il mancato rispetto dell’articolo 66 delle disposizioni di attuazione del codice civile comporta infatti l’annullabilità delle delibere assembleari, rendendo nulla qualsiasi decisione presa in un’assemblea convocata in modo irregolare.

Chi deve dimostrare il corretto recapito della convocazione?

La sentenza di Monza si concentra anche sull’onere della prova: spetta all’amministratore dimostrare che la convocazione sia stata correttamente recapitata. In casi di contestazione, solo l’utilizzo di uno dei metodi consentiti dalla legge può garantire la validità della convocazione e delle delibere assembleari. In questo modo, il tribunale ha chiarito i limiti per evitare confusione e potenziali contenziosi tra condòmini e amministratori.

mano su tastiera con penna in mano

Privacy e Cookie: molte (troppe) illegittimità sul web

Il web continua a essere una giungla di ostacoli per gli utenti, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei cookie. Un’indagine internazionale condotta dal Global Privacy Enforcement Network (GPEN) nel 2024 ha rivelato dati allarmanti: in Italia, sei banner su dieci relativi ai cookie risultano illegali. A livello globale, il 97% dei siti web utilizza pratiche ingannevoli, i cosiddetti dark pattern, che mirano a confondere o manipolare gli utenti, spingendoli ad accettare i cookie o a rinunciare alla protezione della propria privacy.

I dark pattern includono una vasta gamma di strategie subdole, come rendere difficile trovare l’opzione per rifiutare i cookie, nascondere i link su pagine diverse o usare dimensioni di testo troppo piccole. Al contrario, le opzioni favorevoli alle piattaforme, come l’accettazione dei cookie, sono spesso in evidenza. Il GPEN ha esaminato 899 siti e 111 app, riscontrando che quasi tutti utilizzano un linguaggio complesso e confuso, con passaggi non necessari e richieste di informazioni non pertinenti.

In Italia, su 50 siti di comparatori di prodotti, il 60% presenta banner cookie illegali, con percorsi tortuosi per rifiutare i cookie e, in alcuni casi, l’unica opzione visibile è l’accettazione in blocco. Nonostante il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) sia in vigore da oltre sei anni, le violazioni continuano a proliferare, evidenziando la necessità di un’applicazione più rigorosa delle normative.

Contratti falsi nel settore energia: sanzione da 5 milioni di euro

Il Garante della Privacy ha continuato la sua battaglia contro i contratti falsi nel settore energetico, imponendo una multa di 5 milioni di euro a un fornitore di energia elettrica e gas. Le violazioni, che hanno colpito 2300 clienti, riguardano la creazione di contratti fittizi basati su dati raccolti in modo fraudolento da agenti porta a porta e firmati con firme false. Nonostante le sanzioni già applicate in casi simili, il fenomeno sembra persistere, sollevando dubbi sull’efficacia delle misure punitive per scoraggiare tali pratiche illecite.

Sentenze pubbliche, ma non pubblicabili liberamente

Un’altra decisione del Garante della Privacy (ingiunzione n. 411 del 4 luglio 2024) ha ribadito che, sebbene le sentenze siano pubbliche, i giornali devono fare attenzione a oscurare i dati personali non essenziali prima di pubblicarle. Una rivista online è stata multata per aver inserito un link a una sentenza contenente i dati personali di alcuni minorenni coinvolti in una controversia tra due comuni. La rivista ha tentato di difendersi sostenendo che la responsabilità fosse del tribunale che non aveva oscurato i dati, ma il Garante ha chiarito che, quando le testate giornalistiche pubblicano le sentenze, diventano responsabili del trattamento dei dati e devono prendersi cura di eliminare le informazioni personali non rilevanti.

primo piano microfono

Pa: il 20 settembre a Bologna convegno avvocati Unaep su legge Severino

Roma, 13 settembre, 2024. Secondo le stime più recenti diffuse dal rapporto di Transparency International a corruzione costa all’economia italiana almeno 237 miliardi l’anno, pari a circa il 13% del Pil e il nostro Paese è fermo al 42simo posto della classifica di 180 paesi nell’indice della percezione della corruzione 2023. Guardando all’Unione Europea, il costo dei fenomeni corruttivi è stimato in oltre 900 miliardi di euro all’anno, per intenderci, circa la metà degli investimenti lanciati con il NextGenerationEU per far ripartire l’economia post covid.

In Italia ai costi della corruzione vanno aggiunti quelli legati alla burocrazia che, stando ad una recente stima dell’Istituto Ambrosetti, per le imprese ammontano a 57,2 miliardi annui (il 3,3% del Pil).

Di questi temi si parlerà venerdì 20 settembre a partire dalle ore 14 presso la Cappella Farnese (Palazzo d’Accursio) a Bologna nel convegno promosso dall’Unione Nazionale Avvocati Enti Pubblici (Unaep). L’incontro sarà l’occasione per fare un tagliando alla Legge Severino anche alla luce del nuovo codice degli appalti pubblici. Titolo dell’evento: “Anticorruzione, appalti, burocrazia difensiva. Analisi di un decennio di legge Severino alla luce del nuovo codice dei contratti pubblici”.

 Ad introdurre i lavori, dopo i saluti del sindaco di Bologna, Matteo Lepore, del presidente del Coa di Bologna, Flavio Peccenini e di Giulia Sarti, delegata alla legalità del comune di Bologna, sarà il presidente di Anac, Giuseppe Busia (in video collegamento). A seguire le relazioni di Stefano Dambruoso, Magistrato in Bologna, e di Sabrina Tosti, Componente Giunta Nazionale Unaep. Presente per un saluto anche il Prefetto di Bologna, Attilio Visconti.

Quindi il dibattito “Utilità del far bene e cultura della legalità. La burocrazia difensiva”, moderato da Andrea Pancani a cui interverranno Federico Cafiero De Raho, deputato e vice Presidente della commissione Giustizia alla Camera, Guido Castelli, senatore, Commissario Straordinario del Governo per la Ricostruzione Sisma 2016, Ines Immacolata Pisano, Presidente della sezione staccata Tar Lazio-Latina, Roberto Angioni, Consigliere Corte dei Conti Venezia e Cagliari, Antonella Trentini, Presidente UNAEP, Direttrice Avvocatura Civica Bologna, Roberto Manservisi, già Presidente Società Avvocati Amministrativisti Emilia-Romagna, Evelina Maria Riva, segretaria generale del comune di Bologna, Evelina Maria Riva, segretaria generale del comune di Bologna. Le conclusioni saranno affidate a Santo Fabiano, Formatore e Consulente di Management Pubblico.

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