Piattaforma referendum, in due mesi 1,5 milioni di firme digitali

Roma, 4 ottobre 2024 – Oltre un milione e mezzo di firme digitali, una media di mille ogni ora, in appena due mesi di attività. A fornire i dati è il report del Ministero della Giustizia, che traccia un bilancio dei primi sessanta giorni di vita della nuova piattaforma per la raccolta in modalità digitale delle sottoscrizioni da parte dei cittadini delle proposte di legge di iniziativa popolare (LIP), nonché dei referendum abrogativi e costituzionali.

Si tratta di risultati importanti che confermano l’impegno del governo per la digitalizzazione della giustizia, anche attraverso la promozione di strumenti altamente innovativi volti a facilitare la partecipazione attiva dei cittadini e garantire processi democratici totalmente accessibili e trasparenti.

Secondo i dati elaborati dalla Direzione generale per i Sistemi informativi automatizzati del Dipartimento per l’Innovazione tecnologica della giustizia, dal 25 luglio 2024 al 30 settembre 2024, sono state apposte un totale di ben 1.548.656 firme digitali, di cui 872.944 rese da donne e 675.712 da uomini. Fra i dati più significativi, emerge che il 41% delle firme (632.940) è stato sottoscritto da giovani nella fascia 18-32 anni.

In questi primi due mesi di funzionamento le attività del Ministero hanno avuto come obiettivo quello di garantire la stabilità e l’efficienza del sistema. Durante alcune fasi di picco si sono verificati sporadici rallentamenti, specialmente in caso di accessi simultanei da dispositivi mobili, che non hanno, tuttavia, determinato alcun blocco della piattaforma.

tecnico computer

Incontro a Palazzo Chigi tra Giorgia Meloni e Brad Smith: Microsoft investe nei data center italiani per l’IA

Ieri, presso Palazzo Chigi, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato Brad Smith, Presidente di Microsoft, per discutere dell’importante investimento che il colosso tecnologico americano ha deciso di realizzare in Italia. Al centro del colloquio, l’annuncio della creazione di nuovi data center destinati a supportare la crescente domanda di servizi legati all’intelligenza artificiale.

Meloni ha espresso soddisfazione per l’impegno di Microsoft, sottolineando come il potenziamento delle infrastrutture digitali rappresenti un passo cruciale per consolidare la posizione dell’Italia come hub tecnologico nel Mediterraneo. L’iniziativa si allinea anche con le priorità del Piano Mattei per l’Africa e con la Partnership for Global Infrastructure and Investment (PGII), promossa nell’ambito del G7. Questi progetti mirano a rafforzare il ruolo dell’Italia non solo a livello nazionale, ma anche internazionale, grazie a un’integrazione sempre più stretta tra innovazione tecnologica e sviluppo sostenibile.

Durante l’incontro, Meloni e Smith hanno affrontato anche le prospettive legate allo sviluppo globale dell’intelligenza artificiale, discutendo delle opportunità offerte da questa tecnologia emergente e delle sfide da affrontare, tra cui la gestione dei rischi legati alla sicurezza e all’etica. L’incontro si inserisce in una serie di confronti tra il governo italiano e i leader del settore dell’innovazione, finalizzati a fare dell’Italia un punto di riferimento nel panorama digitale internazionale.

Garante dei detenuti, Turrini Vita nominato su proposta del ministro Nordio

Ho proposto al Presidente del Consiglio la nomina del consigliere Riccardo Turrini Vita come Garante nazionale dei detenuti, in sostituzione del compianto Maurizio D’Ettore. La proposta è stata accolta e deliberata in Consiglio dei ministri. Questa alta carica è ora ricoperta da una persona di elevata cultura, grande esperienza e particolare sensibilità per il mondo carcerario. Al nuovo Garante formulo, unitamente alle congratulazioni, gli auguri di buon lavoro anche a nome dell’intero Ministero della Giustizia“. Lo dichiara il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio.

“Il nostro sincero augurio di buon lavoro al nuovo Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale Riccardo Turrini Vita, nominato in queste ore dal ministro della Giustizia Carlo Nordio. Avrà un incarico delicato, data la situazione profondamente complessa del sistema penitenziario nel nostro Paese”. Così l’Associazione nazionale magistrati in una nota.

Bilaterale Italia-GB, Nordio: piena disponibilità a collaborare con Londra

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a Londra per una serie di visite istituzionali, ha incontrato il nuovo Lord Chancellor e Segretario di Stato alla giustizia britannico, Shabana Mahmood, per discutere di cooperazione giudiziaria fra i due Paesi.

I due Ministri hanno discusso la possibilità di arrivare a un accordo bilaterale ampio, nel quadro dell’amicizia fra le due nazioni, per raggiungere una rinnovata cooperazione giudiziaria che preveda tutti gli aspetti della giustizia civile e penale fra i due Paesi, incluso il trasferimento delle persone condannate, tema sul cui sinora il Regno Unito non ha concluso alcun trattato bilaterale con i paesi membri dell’Unione Europea dopo la Brexit.

Sulla materia della cooperazione giudiziaria, a oggi, fra Italia e GB vige il cosiddetto TCA (Trade and Cooperation Agreement), uno strumento adottato fra l’UE e il Regno Unito dopo la Brexit nel maggio 2021, che prevede solo le comuni procedure per il mandato di arresto europeo e le norme per il riconoscimento delle decisioni giudiziarie di congelamento e confisca di beni, senza coprire altri ambiti di cooperazione.

L’impegno in tema di cooperazione giudiziaria fra i due Paesi era menzionato nella Dichiarazione Congiunta della Premier Giorgia Meloni e del Primo Ministro britannico Keir Starmer, dopo il loro incontro a Roma del 16 settembre.

Il Ministro Nordio ha sottolineato “la disponibilità italiana a valutare possibili accordi su diverse aree ritenute strategiche dal governo: rafforzamento delle misure di contrasto al terrorismo; lotta al traffico di droga, alla tratta di esseri umani e al traffico di migranti; squadre investigative comuni e acquisizione delle prove; antiriciclaggio; procedure di estradizione, assistenza giudiziaria in materia penale, trasferimento delle persone condannate”.

I due Ministri hanno inoltre approfondito il loro impegno per sostenere l’Ucraina nel campo della giustizia, evidenziando una piena comunanza di vedute per coordinare ogni sforzo volto ad accertare i crimini commessi in Ucraina, riconoscendo la centralità della Corte Penale Internazionale dell’Aja.

I dati personali come materie prime: via libera al decreto sul “Data governance act”

Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il decreto legislativo che adegua la legislazione italiana al regolamento UE n. 2022/868, noto come “Data Governance Act” (DGA), confermando l’importanza dei dati personali come nuova risorsa strategica per l’economia. L’Agenzia per l’Italia Digitale (Agid) avrà il ruolo centrale di sportello unico per le richieste di riutilizzo dei dati delle pubbliche amministrazioni da parte delle imprese.

Le aziende potranno rivolgersi all’Agid per ottenere informazioni dalle amministrazioni pubbliche, che potranno essere utilizzate nel ciclo produttivo, dando così slancio all’innovazione e alla competitività del settore privato. L’accesso e la gestione dei dati diventano quindi fondamentali, al pari delle materie prime tradizionali.

Tra i punti chiave del provvedimento vi sono:

  1. Sportello unico: l’Agid fungerà da punto di smistamento per le richieste di riutilizzo dei dati pubblici, semplificando e centralizzando il processo per le imprese.
  2. Sanzioni severe: il decreto prevede multe salate per le imprese che abusano del riutilizzo dei dati, con l’obiettivo di garantire un uso etico e responsabile delle informazioni.

Questa nuova normativa mira a creare un mercato unico dei dati, promuovendo la trasparenza e l’efficienza nell’accesso ai dati pubblici, oltre a potenziare la competitività delle imprese italiane nel contesto europeo.

Riforma delle pensioni per gli avvocati: calcolo contributivo “pro rata” dal 2025

A partire dal 1° gennaio 2025, per gli avvocati iscritti a Cassa Forense sarà introdotto il sistema di calcolo contributivo “pro rata” per le pensioni. Tuttavia, per coloro che sono già iscritti, il trattamento pensionistico verrà determinato con il metodo misto: le anzianità maturate fino al 31 dicembre 2023 saranno calcolate con il sistema retributivo, mentre per gli anni successivi si farà riferimento a quanto effettivamente versato a partire dal 2024.

La riforma, approvata a maggio e recentemente avallata dai ministeri vigilanti, prevede ulteriori novità per i circa 237.000 avvocati italiani. Tra queste, vi è il “taglio” dei contributi minimi, insieme a un’escalation graduale dell’aliquota soggettiva. Si passerà dal 16% previsto per il 2025 al 17% nel 2026, fino a raggiungere il 18% dal 2027.

Successioni e donazioni, semplificazioni per i giovani eredi: le novità

La riforma fiscale sulle successioni e donazioni entra ufficialmente in vigore oggi, con la pubblicazione del relativo decreto legislativo in Gazzetta Ufficiale. Tra le misure più rilevanti spicca lo svincolo anticipato delle somme necessarie per pagare l’imposta di successione per gli eredi di età inferiore ai 26 anni, introducendo così un importante alleggerimento per i giovani.

Una delle novità chiave è l’introduzione del principio di autoliquidazione dell’imposta: gli eredi avranno la possibilità di calcolare autonomamente l’importo dovuto senza attendere la determinazione degli uffici fiscali, accelerando così le procedure.

Tra le altre innovazioni, il decreto stabilisce che le liberalità d’uso – ossia i regali abituali o quelli fatti in occasione di eventi particolari come matrimoni o lauree – saranno escluse dall’imposta. Tuttavia, le liberalità indirette – come ad esempio il trasferimento di beni attraverso donazioni implicite – saranno tassate solo in presenza di specifiche condizioni.

Per quanto riguarda i trust, la riforma prevede una doppia opzione per il momento della tassazione, garantendo maggiore flessibilità nella gestione del patrimonio. Infine, viene ampliata l’agevolazione fiscale per i trasferimenti d’azienda, con un regime favorevole che permette alle imprese familiari di passare da una generazione all’altra con minori costi fiscali.

Revoca della sospensione condizionale della pena: la sentenza delle Sezioni Unite

Il 1° ottobre 2024, le Sezioni Unite della Cassazione Penale hanno depositato la sentenza n. 36460, affrontando un’importante questione riguardante la revoca della sospensione condizionale della pena. Il caso era stato esaminato durante l’udienza del 30 maggio 2024 e guidato dal Presidente Cassano con il Relatore Santalucia.

La questione centrale era se fosse legittima la revoca della sospensione condizionale della pena disposta in violazione dell’articolo 164, quarto comma, del codice penale, quando esistesse una causa ostativa sconosciuta al giudice di primo grado ma nota a quello d’appello. La Corte ha stabilito che, in tali circostanze, la revoca è legittima, a condizione che il tema non sia stato sollevato nell’impugnazione del pubblico ministero.

Roma, l’IA sbaglia: operaio in carcere per errore. Il caso finisce in Parlamento

Un errore giudiziario dovuto all’intelligenza artificiale ha portato all’arresto ingiusto di A.C., un operaio romeno di 44 anni residente a Roma. L’uomo, accusato di due furti avvenuti in Svizzera, è stato arrestato il 24 settembre e condotto al carcere di Regina Coeli. Tuttavia, A.C. si trovava a Roma al momento dei fatti contestati, come dimostrato dai registri della sua azienda.

L’accusa era partita dalla procura del Canton Ticino, che aveva emesso un ordine di arresto il 20 agosto, poi revocato il 4 settembre. Un errore amministrativo ha però impedito la comunicazione tempestiva della revoca, portando all’arresto dell’operaio. Grazie all’intervento del suo avvocato, Manrico Pensa, l’alibi è stato rapidamente confermato e la corte d’Appello di Roma ha revocato la custodia cautelare il giorno successivo, liberando l’uomo.

Il caso, sollevato dal deputato Devis Dori in un’interrogazione parlamentare, pone dubbi sull’affidabilità delle tecnologie di sorveglianza e sull’uso dell’intelligenza artificiale nell’analisi delle immagini, che potrebbe aver causato l’errore di identificazione.

Il Ministero perde pezzi: si dimette il direttore generale DGSIA

Vincenzo De Lisi ha rassegnato le dimissioni dal suo incarico di direttore generale dei sistemi informativi automatizzati presso il Ministero della Giustizia. Questa struttura, di importanza cruciale, è responsabile della trasformazione digitale del processo giudiziario e dell’amministrazione della giustizia in Italia.

Le dimissioni di De Lisi rappresentano un colpo significativo per il ministero, soprattutto in un momento in cui la digitalizzazione del sistema giudiziario è vista come una priorità strategica. Il suo incarico includeva la gestione dei progetti di automazione e innovazione tecnologica, essenziali per rendere più efficiente e moderno l’apparato giudiziario.

La notizia delle dimissioni di De Lisi lascia ora un vuoto importante in una posizione chiave, proprio mentre sono in atto numerose sfide legate alla digitalizzazione della giustizia, che richiede un’implementazione tempestiva e ben coordinata.

Iso 27017
Iso 27018
Iso 9001
Iso 27001
Iso 27003
Acn
RDP DPO
CSA STAR Registry
PPPAS
Microsoft
Apple
vmvare
Linux
veeam
0
    Prodotti nel carrello
    Il tuo carrello è vuoto