Casciaro (ANM): “Garantismo delle Corti di Appello? Il governo auspica un cambio di giurisprudenza”

ROMA, 19 novembre – “Strano si faccia appello da parte del ministro Nordio al garantismo per giustificare lo spostamento delle convalide dei trattenimenti dai tribunali alle Corti d’appello, quando proprio le decisioni garantiste, di rinvio pregiudiziale per dubbio sulla compatibilità con la disciplina Ue delle sezioni specializzate immigrazione, sono state aspramente contestate da esponenti politici. Meglio dire le cose come stanno e cioè che non è il garantismo la molla per procedere al sovvertimento delle competenze in materia ma l’inconfessabile auspicio di un cambio di giurisprudenza, ciò non è in linea col principio di separazione dei poteri e con il rispetto della giurisdizione, pur declamato a parole”. Così il segretario generale dell’Anm Salvatore Casciaro.

Google nel mirino del Dipartimento di Giustizia USA: possibile vendita di Chrome

Dopo la sentenza di agosto che ha riconosciuto a Google un monopolio illegale sul mercato dei motori di ricerca, il Dipartimento di Giustizia statunitense potrebbe spingere per misure drastiche contro il colosso tecnologico. Tra queste, l’obbligo di vendere il browser Chrome, secondo indiscrezioni riportate da Bloomberg e riprese da vari media americani.

Oltre alla cessione di Chrome, il Dipartimento potrebbe chiedere interventi su Android e sulle tecnologie legate all’intelligenza artificiale, stando a quanto riferisce il New York Post. Al momento, però, le autorità statunitensi non hanno commentato ufficialmente le notizie.

Google, tramite la vicepresidente agli affari legali Lee-Anne Mulholland, ha criticato le possibili misure definendole parte di un “programma radicale” che andrebbe “ben oltre le questioni legali” e che, secondo l’azienda, finirebbe per penalizzare i consumatori.

Guida in stato d’ebbrezza con incidente: revoca immediata della patente anche con condizionale

La revoca della patente scatta immediatamente per chi viene condannato per guida in stato d’ebbrezza con l’aggravante di aver causato un incidente stradale, anche se la pena principale è sospesa con la condizionale. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, sezione penale, nella sentenza n. 39711 del 29 ottobre 2024.

Sanzione preventiva

La revoca della patente, prevista dall’articolo 186, comma 2-bis del Codice della Strada, mantiene una natura prevalentemente preventiva, mirata a garantire la sicurezza stradale, anche dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 68 del 2021. Secondo la Cassazione, il giudice dell’esecuzione ha correttamente confermato la revoca, distinguendola dalla sospensione condizionale della pena che non può estendersi a questa sanzione accessoria.

Funzioni diverse

La Corte ha escluso una parificazione tra sanzioni penali e amministrative: mentre le prime mirano principalmente a punire, le seconde, pur potendo avere connotazioni punitive, si focalizzano su finalità preventive. Anche se, in alcuni casi, le sanzioni amministrative risultano persino più severe, la loro esecuzione non prevede istituti come la condizionale, sottolineando la diversità strutturale tra i due ambiti normativi.

Il centrosinistra trionfa in Emilia-Romagna e Umbria: Pd protagonista, flop per Lega e M5S

Il centrosinistra a guida Pd torna a vincere le Regionali, conquistando l’Emilia-Romagna e riconquistando l’Umbria, strappata alla Lega dopo cinque anni.

In Emilia-Romagna, ferita dalle recenti alluvioni, il successo ha il volto di Michele de Pascale, 39 anni, ex sindaco dem di Ravenna, che ha ottenuto il 56,7% dei voti contro il 40,07% di Elena Ugolini, candidata civica del centrodestra. De Pascale succede a Stefano Bonaccini, dimessosi dopo l’elezione all’Europarlamento, e ha basato parte della sua campagna sul sostegno alle zone colpite dalle calamità.

In Umbria, dopo un serrato testa a testa, la spunta Stefania Proietti, sindaca di Assisi, che ha raccolto il 51,17% delle preferenze contro il 46,14% della governatrice uscente, Donatella Tesei. Proietti, candidata non senza polemiche interne, ha prevalso nonostante le sue posizioni divisive su temi etici.

Astensionismo record

Le elezioni sono state segnate da un calo drastico dell’affluenza: in Emilia-Romagna ha votato solo il 46,42% degli aventi diritto (rispetto al 67,67% del 2020), mentre in Umbria il dato si è fermato al 52,3% (64,69% nel 2019).

Pd protagonista, M5S e Lega in crisi

Il Pd si conferma grande vincitore, primo partito in entrambe le regioni: 42,94% in Emilia-Romagna e 30,35% in Umbria. Male invece il Movimento 5 Stelle, che raccoglie un misero 4,73% in Umbria e addirittura 3,6% in Emilia-Romagna.

Per la Lega è una disfatta: il partito di Salvini crolla al 5,3% in Emilia-Romagna e al 7,7% in Umbria, lontano dai fasti del 30% di qualche anno fa. Fratelli d’Italia, pur in calo, tiene meglio, ottenendo il 23,8% in Emilia-Romagna e sfiorando il 20% in Umbria.

Giorgetti a Rio: stoccate su Manovra, sindacati e Ita-Lufthansa

Manovra 2025: ottimismo e polemiche
Al G20 di Rio, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha parlato della Manovra 2025, rivendicando il primato italiano rispetto a Francia e Germania. «Al collega francese gliel’hanno bocciata, il tedesco non l’ha nemmeno presentata», ha dichiarato, respingendo le accuse di autoritarismo avanzate da Maurizio Landini, leader della Cgil: «Siamo più rispettosi del Parlamento rispetto a Francia e Germania».

Giorgetti ha evidenziato il focus del Governo sui lavoratori dipendenti a reddito medio-basso e ha sottolineato che la Manovra è già in discussione in Parlamento, con oltre 4.500 emendamenti presentati. Tuttavia, ha mostrato cautela sul concordato: «Prima vedremo le risorse, poi decideremo come usarle».

Sindacati: sciopero confermato
Pierpaolo Bombardieri, segretario della Uil, ha confermato lo sciopero di fine mese, sottolineando l’importanza di continuare il dialogo: «I temi sono salari, perdita del potere d’acquisto, sicurezza sul lavoro e fisco».

Confindustria: alloggi per lavoratori e rilancio economico
Confindustria, tramite il vicepresidente Angelo Camilli, ha presentato un piano per affrontare la carenza di alloggi a prezzi accessibili. Il piano prevede incentivi per investimenti immobiliari e strumenti per superare ostacoli urbanistici e amministrativi. «È prioritario creare abitazioni a prezzi sostenibili, non solo per una questione sociale ma per rilanciare l’economia», ha dichiarato il presidente Emanuele Orsini.

Ita-Lufthansa: chiudere la partita
Sul fronte Ita-Lufthansa, Giorgetti ha auspicato una conclusione rapida: «Meglio definire l’accordo con questa Commissione europea, evitando ritardi che potrebbero complicare le trattative con la prossima».

Qualità della vita, Milano in testa. Sala: “Puntiamo a 10.000 nuovi appartamenti”

Durante l’evento Class Agorà sulla Qualità della vita 2024, tenutosi presso la Torre Velasca a Milano, sono stati premiati i sindaci delle città italiane con i migliori indici di qualità della vita. Milano, che guida la classifica stilata da ItaliaOggi-Ital Communications in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma, è stata protagonista della discussione su innovazione, sostenibilità, occupazione, turismo e cultura.

Hanno partecipato sindaci e rappresentanti di città eccellenti: Giuseppe Sala (Milano), Renzo Caramaschi (Bolzano), Matteo Lepore (Bologna), Paolo Pilotto (Monza), la vicesindaca di Trento Elisabetta Bozzarelli, il presidente di ANCI Roberto Pella e la sottosegretaria all’Economia Sandra Savino.

Sala: “Milano deve continuare a migliorare”
Il sindaco Sala ha evidenziato i passi avanti della città, ma ha anche sottolineato le sfide da affrontare, come la tensione tra centro e periferie e il caro-immobili: “I prezzi delle case sono aumentati dopo l’Expo, ma con il nostro piano puntiamo a costruire 10.000 nuovi appartamenti”. Sala ha parlato anche del futuro di San Siro: “La nostra soluzione preferita resta ristrutturare, ma il piano finanziario aggiornato di Inter e Milan arriverà a marzo”.

Caltanissetta: risalire la classifica
All’altro capo della classifica, la provincia di Caltanissetta, ultima per qualità della vita, trova incoraggiamento nei dati sul sistema sanitario e la sicurezza. Il sindaco Walter Tesauro, in carica da soli 4 mesi, ha dichiarato: “Lavoreremo per migliorare assolutamente la qualità della vita e far risalire la città”.

L’evento ha messo in luce le eccellenze ma anche le difficoltà, evidenziando come la qualità della vita resti una sfida nazionale, con ampie differenze tra Nord e Sud.

Valditara: “Violenze sessuali aumentano a causa dell’immigrazione”

Un videomessaggio del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, trasmesso durante la presentazione della Fondazione Giulia Cecchettin alla Camera dei deputati, ha scatenato un’ondata di reazioni e critiche. Nel suo intervento, il ministro ha collegato l’aumento della violenza sessuale a fenomeni di marginalità legati all’immigrazione illegale, suscitando accuse di semplificazione e propaganda.

“Il patriarcato è morto da anni”, ha dichiarato Valditara, suggerendo che il problema risieda piuttosto in residui di “machismo”. “Occorre non far finta di non vedere che l’incremento di fenomeni di violenza sessuale è legato anche a forme di marginalità e di devianza in qualche modo discendenti da un’immigrazione illegale”, ha continuato il ministro che ha inoltre distinto tra approcci concreti, ispirati ai valori costituzionali, e visioni ideologiche.

Elena Cecchettin, sorella di Giulia, ha commentato duramente sui social: “Giulia è stata uccisa da un ragazzo italiano, bianco e perbene. Cosa fa il governo per prevenire la violenza?” Critiche sono arrivate anche da Camilla Velotta, della Rete degli Studenti Medi, che ha accusato Valditara di ignorare la natura strutturale della violenza di genere, e dalla senatrice Valeria Valente (Pd), che ha chiesto una presa di distanza da parte di Meloni e Roccella.

Dura la reazione di Luana Zanella (Avs), che ha definito “infondate e gravi” le parole del ministro, e di Francesco Boccia (Pd), che le ha bollate come “agghiaccianti”.

A margine dell’evento, Gino Cecchettin, padre di Giulia, ha invitato al confronto: “Ci sono valori condivisi e altri su cui ragionare”. Valditara ha replicato accusando la sinistra di “strumentalizzazioni” e ribadendo che il patriarcato, come fenomeno giuridico, è finito con la riforma del diritto di famiglia del 1975.

Bollette rifiuti: al Nord si spende meno ma si differenzia di più

La tassa sui rifiuti pesa sempre di più sulle famiglie italiane, con una media nazionale di 329 euro per il 2024, in aumento del 2,6% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, le differenze regionali sono marcate: al Nord si spende meno, spesso sotto i 200 euro, come a Trento (183 euro, il capoluogo meno caro), mentre al Sud le bollette possono superare i 400 euro, con Catania al vertice della classifica con 594 euro annui.

Lo rileva il Rapporto 2024 dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva, che evidenzia anche variazioni significative rispetto al 2023: 84 capoluoghi hanno registrato aumenti, mentre 20 hanno visto una diminuzione.

Sul fronte della raccolta differenziata, la media nazionale ha superato il 65%, ma con forti disparità tra le regioni. Il Trentino-Alto Adige si distingue come la regione più virtuosa, con una spesa media di 203 euro e alti livelli di differenziazione. Al contrario, in Puglia, dove la Tari raggiunge i 426,50 euro (+4% rispetto al 2023), la raccolta differenziata è meno efficace.

“Il sistema di gestione dei rifiuti in Italia presenta ancora criticità importanti, come la carenza di impianti adeguati e il ricorso eccessivo alle discariche”, spiega Tiziana Toto di Cittadinanzattiva. “Occorre lavorare per ridurre la produzione di rifiuti, in particolare nel settore dei rifiuti elettronici e tessili, dove i risultati restano insufficienti”.

Tra le città meno care si segnalano Siena e Trento, mentre in cima alla classifica dei costi troviamo, oltre a Catania, anche Trapani, Andria e Cagliari. Una situazione che riflette non solo la gestione dei rifiuti, ma anche le politiche locali e l’efficienza degli impianti sul territorio.

UNAEPP: “Bene adozione COA Bologna regolamento elenco speciale enti pubblici”

Bologna, 16 novembre – “Dopo anni di intenso lavoro il COA di Bologna, presieduto dall’avvocato Flavio Peccenini, ha approvato il Regolamento per la tenuta dell’elenco speciale degli Avvocati dipendenti di Enti Pubblici. Si tratta di un risultato importante sul quale l’Unaep aveva avviato da tempo una proficua interlocuzione con i vertici locali, in particolare con il vicepresidente, Paolo Rossi, al quale va il nostro ringraziamento“. Lo afferma in una nota l’avvocato Antonella Trentini, presidente dell’Unione Nazionale Avvocati Enti Pubblici e Direttrice dell’Avvocatura Civica Bologna.

“L’adozione del regolamento è un atto di fondamentale importanza perché consente di formalizzare tutte quelle indicazioni a cui le Pubbliche Amministrazioni dovranno conformarsi una volta istituita una Avvocatura interna. È un successo importante per tutta la categoria forense e una garanzia per tutti gli avvocati che lavorano o intraprenderanno la carriera legale all’interno delle Pubbliche Amministrazioni dove, come servitori dello Stato, svolgeranno un ruolo di tutela dei diritti rispetto ai beni pubblici“, conclude Trentini.

Concordato preventivo biennale, Cgia Mestre: “Un flop legato a dati di evasione sovrastimati”

Il concordato preventivo biennale (Cpb), introdotto per combattere l’evasione fiscale tra lavoratori autonomi e imprese, si sta rivelando un “mezzo flop”. Lo sostiene l’Ufficio studi della Cgia di Mestre, che mette in dubbio la portata dell’evasione stimata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef). Secondo l’analisi, la realtà del tax gap in Italia sarebbe molto diversa da quella dipinta dai dati ufficiali.

Evasione sovrastimata e scetticismo sui numeri ufficiali

Stando ai dati Mef, il tax gap complessivo, cioè la differenza tra le imposte dovute e quelle effettivamente versate, sarebbe pari a 82,4 miliardi di euro. Di questi, 29,5 miliardi deriverebbero dall’evasione dell’Irpef da parte degli autonomi, con un tasso stimato vicino al 70%. Numeri che la Cgia giudica inattendibili: nel 2021, artigiani e commercianti avrebbero dichiarato mediamente 33mila euro lordi annui. Se davvero avessero evaso il 70%, per rispettare pienamente le richieste fiscali avrebbero dovuto dichiarare il doppio, circa 74mila euro annui, una cifra che appare irrealistica.

Inoltre, le stime ufficiali non considerano ampie categorie di autonomi come i soggetti in regime “de minimis”, le imprese agricole, i professionisti privi di autonoma organizzazione e il settore dei servizi domestici. Secondo la Cgia, questo ridimensiona la portata del fenomeno, che appare più contenuto di quanto riportato.

Risultati del concordato preventivo: aspettative disattese

A confermare l’efficacia limitata del Cpb sono i numeri delle adesioni. Nel 2023, circa 500mila partite Iva hanno sottoscritto il concordato, pari all’11% del totale dei 4,5 milioni di lavoratori autonomi e imprese potenzialmente interessati. Questo ha fruttato all’erario 1,3 miliardi di euro, rispetto ai 2 miliardi previsti inizialmente. Ogni contribuente aderente ha versato mediamente 2.600 euro.

I controlli non mancano

Nel corso del 2023, l’attività di verifica fiscale ha coinvolto 3,7 milioni di soggetti, tra lettere di compliance, accertamenti e ispezioni, raggiungendo il 65% delle attività imprenditoriali. Questo dimostra che l’amministrazione fiscale è tutt’altro che indulgente, ma secondo la Cgia, ciò non significa che l’evasione sia al livello stimato.

Una realtà diversa da quella narrata

La Cgia sottolinea che la maggior parte degli autonomi opera in condizioni simili a quelle di un lavoratore dipendente, con redditi spesso modesti. “Paragonarli a grandi evasori distorce la realtà”, evidenziano gli artigiani di Mestre, chiedendo un approccio più calibrato e basato su numeri concreti.

Il dibattito sul tax gap e sull’efficacia delle misure di contrasto all’evasione rimane aperto. Tuttavia, secondo la Cgia, per migliorare il rapporto tra fisco e contribuenti, servono strumenti più mirati e un’analisi che tenga conto delle peculiarità del mondo degli autonomi.

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