Report di Cassa Forense: 13 mila gli iscritti in pensione ancora in attività
In Italia, un avvocato in pensione di età compresa tra i 65 e i 69 anni ha un reddito medio superiore agli 80.000 euro annui. Invece, un under 40 in attività non arriva a 25.000 euro. Tale disparità emerge prepotente dall’analisi del report di Cassa Forense sui numeri dell’avvocatura del 2020 che, come ogni anno dagli anni ’80, raccoglie i dati sui suoi iscritti.
Cassa Forense, Report 2020: il reddito medio più alto è maturato dai legali pensionati
Secondo quanto si legge nello studio della Cassa Forense relativo all’anno 2020, sono 13.735 gli avvocati pensionati ancora in attività. Per altro, tra questi rientrano coloro i quali maturano il reddito medio più alto; si tratta dei legali pensionati di età compresa tra i 65 ed i 69 anni, con 83.615 euro l’anno. Una somma notevolmente differente da quella invece percepita da tutte le altre fasce di iscritti, frutto della somma tra pensione e guadagni per l’attività che ancora si continua a svolgere.
Nella fattispecie, la differenza diventa notevole nel momento in cui si vanno ad accostare questi numeri con quelli degli avvocati più giovani: in Italia, un under 40 percepisce mediamente 23.226 euro all’anno. Ora, escludendo dal conteggio i pensionati ancora in attività, la fascia d’età che percepisce il reddito maggiore è quella compresa tra i 60 ed i 64 anni: 65.515 euro. Segue la fascia 55-59: 60.498; chiudono la serie gli under 30, con 12.844 euro. Dunque, è dopo i 40 anni che si inizia a migliorare, con 30. 245 euro di reddito annuo.
Volendo andare ulteriormente a fondo con l’analisi, la differenza diventa ancor più netta inserendo la variante di genere nel paragone. Infatti, le donne percepiscono un reddito medio di 24.889 euro: meno della metà di quello maschile, che si attesta invece attorno ai 53.849 euro. Anche a livello geografico si registrano notevoli differenze: al nord si percepiscono 57.600 euro mentre al sud e nelle isole 24.124 euro (al centro 44.245).
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