Chico Forti, Nordio trasmette a Trento atti per il rientro

Dopo il via libera della Florida al trasferimento in Italia di Chico Forti, il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha trasmesso al Procuratore generale di Trento l’atto, a sua firma, con cui chiede di promuovere presso la Corte di appello il riconoscimento della sentenza penale irrevocabile emessa dalle Autorità statunitensi nei confronti del connazionale condannato per i reati di omicidio e porto d’armi.

Il Guardasigilli ha inoltre inviato all’autorità giudiziaria italiana la documentazione inoltrata dal Department of Justice di Washington. Allo stesso tempo, il Ministro Nordio ha trasmesso al Department of Justice le informazioni tecniche richieste in merito alle modalità di esecuzione della pena in Italia.

Si tratta dei passaggi tecnici, di competenza di via Arenula, necessari per consentire il rientro, tanto atteso, di Chico Forti.

Il riconoscimento della sentenza americana da parte dell’autorità giudiziaria italiana costituisce un tassello decisivo della procedura per il ritorno di Forti nel suo Paese.

 


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Il Garante Privacy avvia un’istruttoria su “Sora” di OpenAI

Cosa fa Sora

Sora è in grado di creare scene dinamiche, realistiche e fantasiose partendo da poche istruzioni testuali. L’utente fornisce una descrizione di ciò che desidera vedere e Sora genera un breve video che riproduce la scena.

Perché il Garante ha avviato l’istruttoria

L’Autorità ha avviato l’istruttoria per le possibili implicazioni che il servizio “Sora” potrebbe avere sul trattamento dei dati personali degli utenti che si trovano nell’Unione Europea e in particolare in Italia.

Cosa ha chiesto il Garante a OpenAI

Entro 20 giorni, OpenAI dovrà fornire al Garante una serie di chiarimenti, tra cui:

  • Se il nuovo modello di intelligenza artificiale sia un servizio già disponibile al pubblico e se venga o verrà offerto ad utenti che si trovano nell’Unione Europea, in particolare in Italia.
  • Le modalità di addestramento dell’algoritmo.
  • I dati raccolti ed elaborati per addestrarlo, specialmente se si tratti di dati personali.
  • Se tra questi vi siano anche particolari categorie di dati (convinzioni religiose, filosofiche, opinioni politiche, dati genetici, salute, vita sessuale).
  • Quali siano le fonti utilizzate.

Nel caso in cui il servizio venga o verrà offerto a utenti che si trovano nell’Ue, il Garante ha chiesto in particolare alla società di indicare se le modalità previste per informare utenti e non utenti e le basi giuridiche del trattamento dei dati forniti di quanti accedono al servizio siano conformi al Regolamento europeo.

Cosa succederà dopo

Dopo aver ricevuto le informazioni richieste da OpenAI, il Garante valuterà se il servizio “Sora” è conforme al Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali.

Perché questa notizia è importante

L’istruttoria avviata dal Garante è un importante passo avanti per la tutela dei dati personali degli utenti nell’era dell’intelligenza artificiale. È fondamentale che le tecnologie di intelligenza artificiale siano sviluppate e utilizzate in modo da rispettare i diritti e le libertà degli individui.

 


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Tre punti esclamativi in un atto giudiziario: avvocato immune da sanzione in sede disciplinare

Il caso ha acceso un dibattito sulla deontologia forense e sul ruolo della punteggiatura nella comunicazione legale.

La vicenda

Tutto è iniziato quando l’avvocato bolzanino, nel corso di una causa, ha utilizzato tre punti esclamativi per rafforzare la sua critica nei confronti di un collega. Il collega, ritenendo la condotta offensiva, ha inoltrato esposto al Consiglio distrettuale di disciplina, che ha comminato all’avvocato la sanzione dell’avvertimento.

L’avvocato ha però fatto ricorso al Consiglio nazionale forense, che ha annullato la sanzione del CDD.

Le motivazioni

Secondo il Consiglio nazionale forense, i tre punti esclamativi, seppur espressione di un’opinione forte, non denigravano il collega e non violavano i principi deontologici.

Nella sentenza si legge che “la frase contestata, pur essendo critica, non può essere considerata offensiva o denigratoria”. Il Consiglio ha inoltre rilevato che “l’uso dei tre punti esclamativi non è di per sé un comportamento scorretto”.

Le conclusioni

Il caso rappresenta un precedente importante per la deontologia forense e per il ruolo della punteggiatura nella comunicazione legale.

La sentenza del Consiglio nazionale forense chiarisce che la critica, anche se espressa con toni accesi, non è vietata se non scade nell’offesa personale.

Inoltre, la sentenza sottolinea che l’uso dei segni di punteggiatura, come i punti esclamativi, non è di per sé un comportamento scorretto.

 


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Fermo del Portale dei Giudici di Pace il 20 marzo

Il Portale dei Giudici di Pace, lo strumento a supporto dei Magistrati operanti presso gli Uffici del Giudice di Pace, subirà un fermo il giorno 20 marzo 2024 dalle ore 16:00 alle ore 20:00. Il fermo è necessario per il rilascio di importanti evoluzioni che miglioreranno l’utilizzo del portale da parte dei Magistrati.

Le principali evoluzioni che saranno introdotte sono:

  • Nuova modalità di accesso diretto al Portale con ulteriori possibilità di autenticazione informatica.
  • Evoluzione dello strumento di redazione dei provvedimenti.
  • Salvataggio automatico e a richiesta dell’utente delle bozze dei provvedimenti in redazione.
  • Miglioramento della gestione della fase di evasione dei provvedimenti.
  • Miglioramento dell’interfaccia grafica utente e efficientamento della funzionalità di selezione dell’ufficio su cui si vuole operare.

 


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Sempre meno avvocati a Trieste, ma le donne sono in aumento

Il numero di avvocati a Trieste è in calo, ma la professione forense sta diventando sempre più accessibile alle donne. La riforma Cartabia e le condizioni del sistema carcerario italiano sono state oggetto di dibattito durante l’assemblea dell’Ordine di ieri. Ecco i punti più importanti emersi durante l’evento:

Tendenza in calo:

  • Il numero di avvocati praticanti a Trieste è in calo da anni, con un leggero aumento nel 2023.
  • Il dato è in linea con il trend nazionale, che ha visto dimezzarsi gli iscritti all’esame di stato negli ultimi anni.
  • Le cause sono molteplici, tra cui le crescenti difficoltà economiche della libera professione e la maggiore attrattiva dei concorsi pubblici.

Donne in aumento:

  • Per la prima volta, le donne iscritte all’ordine degli avvocati di Trieste sono in maggioranza rispetto agli uomini.
  • Il trend è ancora più marcato tra i giovani avvocati (fino a 45 anni).
  • Questo cambiamento riflette una progressione al femminile della professione forense, destinata a consolidarsi nel futuro.

Altri punti salienti:

  • L’assemblea dell’Ordine degli avvocati di Trieste ha conferito onorificenze agli avvocati con 50 e 25 anni di carriera.
  • Si è discusso delle criticità legate alla riforma Cartabia e dell’astensione dei penalisti prevista per il 20 marzo.
  • L’astensione protesta contro l’aumento dei decessi e dei suicidi nelle carceri italiane.

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Compensazioni avvocati: riaperti i termini per utilizzare i crediti da gratuito patrocinio

Cassa Forense comunica la riapertura della prima finestra temporale per l’anno 2024 per la compensazione dei crediti da gratuito patrocinio con i contributi previdenziali dovuti.

Fino al 30 aprile gli avvocati avranno la possibilità di esercitare l’opzione di compensazione, come da delibera del Consiglio di Amministrazione n. 136/2023.

Come funziona la compensazione

La compensazione permette di utilizzare i crediti vantati per il patrocinio a spese dello Stato per il pagamento dei contributi previdenziali annuali dovuti a Cassa Forense.

Finestre temporali per la compensazione

L’operazione può essere effettuata due volte all’anno:

  • Prima finestra: dal 1° marzo al 30 aprile
  • Seconda finestra: dal 1° settembre al 30 ottobre

Per maggiori informazioni:

  • Consultare il sito web di Cassa Forense alla sezione “Contributi – Compensazione crediti”
  • Contattare il Contact Center di Cassa Forense.

Un’occasione importante per gli avvocati

La riapertura dei termini per la compensazione dei crediti da gratuito patrocinio rappresenta un’importante opportunità per gli avvocati di regolarizzare la propria posizione previdenziale e di beneficiare di un risparmio sui contributi dovuti.


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Nesta (COA Roma) al ministro Nordio: “Ecco le criticità da risolvere immediatamente”

Ieri, nell’aula Unità d’Italia della Corte d’Appello di Roma, si è tenuto un incontro, su iniziativa del Presidente Giuseppe Meliadò, cui hanno partecipato il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, il Procuratore Generale della Corte d’Appello Salvatore Vitello e il Presidente del COA Roma Paolo Nesta.

Gli interventi dei tre vertici hanno rimarcato al Ministro la situazione di grande difficoltà degli uffici giudiziari romani, con particolare riferimento alla Corte d’Appello, che presenta un arretrato pari al 20% di quello nazionale e una significativa carenza di personale. In particolare, il Presidente Nesta ha evidenziato le criticità legate alle riforme processuali degli ultimi anni, che hanno limitato i diritti della difesa senza risolvere il problema.

Ma non solo di Appello si è trattato, infatti il Presidente Nesta ha sottolineato al Ministro la gravità della situazione presso gli uffici del Giudice di Pace, dove si registra una carenza del 70% di organico e i ricorsi per ingiunzione vengono esaminati con ritardi inaccettabili. Il Presidente del Consiglio capitolino ha anche evidenziato la riluttanza degli Avvocati romani nel trasferimento della sede del Giudice di Pace in zone distanti da Piazzale Clodio.

“Particolarmente diretta ed incisiva – si legge nella nota del COA Roma – la conclusione del suo intervento, in cui senza mezzi termini ed evitando inutili indugi, Nesta ha invitato il Ministro a intervenire con urgenza per risolvere queste criticità, sottolineando la necessità di mettere a disposizione adeguate risorse economiche per garantire risposte altrettanto adeguate alle richieste di Giustizia dei cittadini”.

“Serietà e impegno – conclude la nota – le parole d’ordine da parte delle istituzioni competenti, sperando in provvedimenti rapidi il cui ritardo nell’emanazione costituirà di per sé l’ennesimo sfregio alla Giustizia”.

Rosa Colucci


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Riforma fiscale: al via la consultazione pubblica sui 9 Testi unici per semplificare il sistema tributario

Istituito l’Osservatorio Nazionale sull’Equo Compenso

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Riforma fiscale: al via la consultazione pubblica sui 9 Testi unici per semplificare il sistema tributario

Pronte le bozze dei Testi unici per la riforma del Fisco: l’Agenzia delle Entrate ha avviato la consultazione pubblica che durerà fino al 13 maggio 2024. L’obiettivo è quello di semplificare e rendere più chiaro il sistema tributario italiano.

Cosa sono i Testi unici?

Si tratta di 9 raccolte normative che riorganizzano in maniera organica le disposizioni vigenti del sistema tributario, ad eccezione di quelle relative all’Irap, ai servizi catastali e alle agevolazioni fiscali.

Quali sono i 9 Testi unici?

  1. Imposte sui redditi
  2. Iva
  3. Imposta di registro e altri tributi indiretti
  4. Tributi erariali minori
  5. Adempimenti e accertamento
  6. Sanzioni tributarie amministrative e penali
  7. Giustizia tributaria
  8. Versamenti e riscossione
  9. Agevolazioni tributarie e regimi di particolari settori

Come partecipare alla consultazione?

Accademici, professionisti e contribuenti possono inviare le loro osservazioni o proposte di modifica ai seguenti indirizzi di posta elettronica:

Cosa fare dopo la consultazione?

L’Agenzia delle Entrate valuterà i contributi pervenuti e li recepirà eventualmente nelle versioni definitive delle raccolte normative. I commenti pervenuti saranno pubblicati sul sito web dell’Agenzia, ad eccezione di quelli che contengono una espressa richiesta di non divulgazione.

Per maggiori informazioni

Consultare il sito web dell’Agenzia delle Entrate: https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/

Rosa Colucci


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Istituito l’Osservatorio Nazionale sull’Equo Compenso

Il Ministero della Giustizia ha istituito l’Osservatorio Nazionale sull’Equo Compenso, previsto dalla legge n. 49 del 21 aprile 2023. L’Osservatorio avrà il compito di vigilare sull’osservanza delle disposizioni normative in materia di equo compenso per le prestazioni professionali.

Composizione dell’Osservatorio

L’Osservatorio è presieduto dal dott. Francesco Comparone, Vice Capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia. È composto da rappresentanti di:

  • Ministero della Giustizia
  • Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
  • Consigli nazionali degli ordini professionali vigilati dal Ministero della Giustizia
  • Consigli nazionali degli ordini professionali vigilati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
  • Consigli nazionali degli ordini professionali vigilati dal Ministero della Salute
  • Associazioni di professionisti non iscritti ad ordini e collegi

Per l’avvocatura è presente Francesco Greco, presidente del Consiglio Nazionale Forense.

Funzioni dell’Osservatorio

L’Osservatorio svolge le seguenti funzioni:

  • Vigila sull’osservanza delle disposizioni normative in materia di equo compenso
  • Formula proposte per la promozione e l’attuazione dei principi di equo compenso
  • Promuove la diffusione di informazioni e buone prassi in materia di equo compenso
  • Segnala alle autorità competenti le eventuali violazioni delle disposizioni normative in materia di equo compenso

Composizione della Segreteria tecnico-scientifica

L’Osservatorio si avvale di una Segreteria tecnico-scientifica composta da due magistrati:

  • Martina Rispoli, addetta al Gabinetto del Ministro
  • Rossella Pegorari, addetta all’Ufficio II della Direzione generale degli affari interni

Segreteria organizzativa

Gli adempimenti connessi ai lavori dell’Osservatorio sono curati da:

  • Francesco Colia
  • Maria Martorelli

funzionari in servizio presso l’Ufficio bilancio del Gabinetto del Ministro.

Competenze

Ai componenti dell’Osservatorio non spetta alcun compenso, gettone di presenza, rimborso di spese o altro emolumento.

Data di emanazione del decreto

Il decreto è stato emanato il 28 febbraio 2024.

Il testo del decreto è disponibile sulla Gazzetta Ufficiale n. 54 del 5 marzo 2024. Per maggiori informazioni sull’equo compenso, è possibile consultare il sito web del Ministero della Giustizia.

Rosa Colucci


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L’Europa approva la prima legge sull’intelligenza artificiale: l’AI Act

Il Parlamento europeo ha dato il via libera all’AI Act, il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, che rappresenta una pietra miliare nella regolamentazione di questa tecnologia emergente. L’obiettivo è quello di mettere al centro dello sviluppo dell’IA il rispetto dei diritti fondamentali e della dignità delle persone, creando un precedente per il resto del mondo.

Un’attesa lunga sette anni

Il testo ha completato un lungo iter legislativo durato sette anni, diventando la prima legge al mondo in materia di IA. Tuttavia, la sua promulgazione non avverrà prima di maggio 2024, per permettere la traduzione in 24 lingue e l’adattamento alle normative nazionali. Un ulteriore voto del Parlamento a metà aprile e il via libera del Consiglio dell’Unione Europea saranno necessari prima dell’entrata in vigore.

A chi si applica la legge?

Le nuove regole si applicheranno a tutti i soggetti, pubblici e privati, che producono o utilizzano sistemi di intelligenza artificiale destinati al mercato europeo o che coinvolgono persone situate nell’Unione. Le aziende dovranno quindi adeguarsi alle nuove norme per poter continuare a operare in Europa.

Quali sistemi sono interessati?

L’AI Act distingue i sistemi di intelligenza artificiale in base a quattro categorie di rischio: minimo, limitato, alto e inaccettabile. A seconda del livello di rischio, i sistemi saranno soggetti a differenti livelli di responsabilità e limiti. I modelli considerati troppo pericolosi saranno addirittura vietati.

Quali sono i divieti?

Tra le tecnologie vietate dall’AI Act troviamo:

  • Tecnologie subliminali per manipolare i comportamenti
  • Categorizzazione biometrica basata su dati sensibili
  • Raccolta massiccia e illimitata di foto di volti da internet
  • Riconoscimento delle emozioni sul posto di lavoro o a scuola
  • Sistemi di punteggio sociale
  • Polizia predittiva

Quali sono i tempi di entrata in vigore?

Le regole dell’AI Act entreranno in vigore a scaglioni:

  • Entro 6 mesi: Divieti per sistemi ad alto rischio e valutazione dei rischi da parte di soggetti pubblici e privati.
  • Entro 1 anno: Norme per modelli fondativi (ad esempio, GPT-4 di OpenAI) con alti standard di trasparenza, sicurezza informatica e condivisione di documentazione tecnica.
  • Entro 2 anni: Entrata in vigore completa dell’AI Act, con sanzioni per chi non lo rispetta (da 1,5% a 7% del fatturato globale).

L’AI Act: un passo avanti con qualche ombra

L’approvazione dell’AI Act rappresenta un passo avanti significativo nella regolamentazione dell’IA, ponendo l’Europa all’avanguardia in questo campo. Tuttavia, alcune critiche sono state sollevate in merito al via libera dato alla sorveglianza biometrica di massa nei luoghi pubblici da parte delle forze dell’ordine.

Nonostante le ombre, l’AI Act rappresenta un punto di riferimento importante per il futuro dell’intelligenza artificiale, ponendo l’accento sulla sua etica e responsabilità. Il suo impatto si estenderà ben oltre i confini dell’Europa, influenzando lo sviluppo e l’adozione di tecnologie di intelligenza artificiale in tutto il mondo.

Rosa Colucci


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