legge cybercriminali

Cybersecurity: vertice a Palazzo Chigi per rafforzare i controlli

Nel pomeriggio di oggi, a Palazzo Chigi, si è tenuta una riunione dedicata alla sicurezza informatica, coordinata dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Erano presenti il Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, il Viceministro all’economia e alle finanze, Maurizio Leo, il Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Giovanni Melillo, il Capo della Polizia, Vittorio Pisani, il Comandante generale della Guardia di Finanza, Andrea De Gennaro, il Direttore della Unità di Informazione Finanziaria, Enzo Serata, e i vertici dell’intelligence e dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale.

L’incontro si è svolto in contemporanea all’avvio, alla Camera dei deputati, del lavoro parlamentare per l’adeguamento del sistema normativo in tema di sicurezza informatica.

Al centro della discussione i recenti casi di dossieraggio e gli accessi illeciti alle banche dati informatiche pubbliche. Sono stati individuati percorsi di tipo amministrativo e organizzativo per rafforzare il sistema dei controlli, con l’introduzione di adeguati alert per scongiurare abusi e di verifiche periodiche.

L’obiettivo è quello di rendere più sicuro il sistema informatico italiano e di contrastare con maggiore efficacia le minacce cybernetiche, con misure concrete per rafforzare la sicurezza informatica:

  • Controlli più stringenti: saranno implementati nuovi sistemi di controllo per monitorare gli accessi alle banche dati informatiche pubbliche.
  • Alert automatici: saranno attivati sistemi di allerta automatica in caso di accessi sospetti o anomali.
  • Verifiche periodiche: saranno condotte verifiche periodiche per accertare la sicurezza dei sistemi informatici e la conformità alle normative vigenti.

Rosa Colucci


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Nordio, “Grave travisamento. Investimenti aumentati del 25%”

Roma, 13 marzo 2024 – “Sono indignato dal grave e strumentale travisamento – da parte di alcuni esponenti dell’opposizione – delle mie parole pronunciate questa mattina davanti ai vertici degli uffici giudiziari di Roma. Ho espresso il concetto che da 50 anni le risorse finanziarie a disposizione di questo importante dicastero non sono state adeguate ai gravi compiti, mentre ora – per la prima volta – stiamo recuperando, colmando organici dei magistrati da mezzo secolo in carenza, assumendo personale amministrativo, ristrutturando edifici e chiedendo a tutti gli operatori sforzi utili a migliorare una situazione sedimentatisi in decenni di scarsi investimenti.

I dati parlano da soli: sul tema degli investimenti e delle risorse previste in bilancio per il funzionamento del sistema giudiziario, penitenziario, minorile e di comunità, si segnala che rispetto al 2021, sono aumentati, anche grazie al PNRR, di circa 2,25 miliardi di euro – pari a circa il 25% – gli stanziamenti complessivi del Ministero per l’anno 2024. Basta confrontare i bilanci di previsione degli ultimi quattro anni per verificarne l’incremento: 8,98 miliardi di euro dell’anno 2021; 10,19 miliardi di euro dell’anno 2022; 11,07 miliardi di euro dell’anno 2023 e 11,23 miliardi di euro dell’anno 2024.

Ringrazio ancora una volta la Presidente Meloni per la grande attenzione che pone alla priorità delle riforme della giustizia, confermata anche nell’ultimo incontro di lunedì durante il quale è stato definito il cronoprogramma delle riforme indispensabili a quella giustizia rapida ed efficiente che i cittadini si attendono e che avranno”.

Dichiarazione del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio.

Rosa Colucci


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Giornata nazionale in memoria delle vittime di errori giudiziari: una proposta di legge

Quarant’anni dopo l’arresto di Enzo Tortora, la proposta di istituire una Giornata nazionale per ricordare le vittime di errori giudiziari.

Il 17 giugno 1983, Enzo Tortora, un noto conduttore televisivo italiano, venne arrestato con l’accusa di associazione mafiosa. Un evento che sconvolse l’opinione pubblica e che divenne simbolo degli errori giudiziari.

A distanza di quarant’anni, una proposta di legge presentata alla Camera dei Deputati il 18 gennaio 2024 vuole istituire il 17 giugno come “Giornata nazionale in memoria delle vittime di errori giudiziari”.

Perché una Giornata nazionale?

L’obiettivo è quello di dare dignità e riconoscimento a tutti gli innocenti che hanno subito ingiuste detenzioni e sofferenze a causa di errori giudiziari.

I numeri del problema

In media, ogni anno in Italia circa 1.000 persone vengono ingiustamente incarcerate. Negli ultimi 25 anni, si stima che oltre 26.000 persone abbiano subito questa esperienza. Lo Stato ha già speso più di 740 milioni di euro in risarcimenti, con un costo giornaliero di circa 81.000 euro.

Cosa prevede la proposta di legge

La proposta di legge prevede:

  • Il riconoscimento del 17 giugno come “Giornata nazionale in memoria delle vittime di errori giudiziari”.
  • La promozione di iniziative nelle scuole per sensibilizzare sul valore della libertà, della dignità personale e della presunzione di non colpevolezza.
  • L’organizzazione di manifestazioni pubbliche, cerimonie e incontri per ricordare le vittime e costruire una memoria storica condivisa.

La proposta di legge è stata presentata dai deputati:

  • Bisa
  • Molinari
  • Matone
  • Bellomo
  • Ziello
  • Furgiuele
  • Andreuzza
  • Barabotti
  • Cavandoli
  • Cecchetti
  • Comaroli
  • Giaccone
  • Giagoni
  • Iezza
  • Montemanni
  • Morrone
  • Nisini
  • Ottaviani
  • Pretto

Rosa Colucci


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Firma diversa per atti Avvocatura Stato: ok della Cassazione

Le Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza n. 6477 del 12 marzo 2024, hanno fatto chiarezza su un tema di rilievo per la prassi processuale: la validità degli atti processuali dell’Avvocatura dello Stato in caso di firma apposta da un avvocato diverso da chi lo ha materialmente redatto.

La fungibilità dei difensori

La pronuncia si basa sul principio della fungibilità dei difensori dell’Avvocatura dello Stato, che si traduce nella possibilità di sostituirsi reciprocamente nel compimento degli atti processuali. Tale principio è stato già affermato in diverse pronunce della Corte di Cassazione, tra cui l’ordinanza interlocutoria n. 16454/2023.

La natura impersonale della difesa

La sentenza n. 6477/24 ribadisce inoltre la natura impersonale della difesa assunta dall’Avvocatura dello Stato. Questo significa che l’atto processuale, pur se sottoscritto da un avvocato diverso dal redattore, è comunque riferibile all’Avvocatura stessa e, come tale, è valido ed efficace.

Un’importante precisazione

La precisazione fornita dalle Sezioni Unite è di notevole importanza, in quanto amplia la sfera di operatività dell’Avvocatura dello Stato e facilita la gestione dei procedimenti in cui essa è parte.

Esempio pratico

Immaginiamo un caso in cui l’Avvocatura dello Stato abbia depositato un ricorso per cassazione. Il ricorso è stato materialmente redatto da un avvocato dell’Avvocatura, ma è stato firmato da un altro avvocato dello stesso ufficio. In base alla sentenza n. 6477/24, il ricorso è comunque valido ed efficace.

Rosa Colucci


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Dl cybersicurezza: al via l’esame in Parlamento

Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, interverrà domani, mercoledì 13 marzo, alle 13.30, nel corso della seduta delle Commissioni riunite I (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni) e II (Giustizia) per l’avvio dell’esame del disegno di legge per l’introduzione di disposizioni in materia di rafforzamento della cybersicurezza nazionale e di reati informatici.

Il testo del ddl, composto da 18 articoli, è stato approvato dal Consiglio dei ministri nella seduta dello scorso 25 gennaio. Le norme mirano a garantire una maggiore resilienza delle pubbliche amministrazioni, in particolare di quelle non ricomprese nel “Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica”, a rafforzare l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) e il suo coordinamento con l’Autorità giudiziaria e a introdurre specifiche procedure per un più immediato intervento dell’Agenzia a fini di prevenzione e di ripristino delle funzionalità dei sistemi informatici in caso di attacchi.

Inoltre, si apportano modifiche (sostanziali e processuali) in relazione ai reati informatici, prevedendo l’innalzamento delle pene, l’ampliamento dei confini del dolo specifico, l’inserimento di aggravanti e/o il divieto di attenuanti per diversi reati commessi mediante l’utilizzo di apparecchiature informatiche e finalizzati a produrre indebiti vantaggi per chi li commette, a danno altrui o ad accedere abusivamente a sistemi informatici e/o a intercettare/interrompere comunicazioni informatiche e telematiche.

Rosa Colucci


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Scuola e legalità: siglato un protocollo tra Ministero dell’Istruzione e Consiglio Nazionale Forense

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito e il Consiglio Nazionale Forense hanno sottoscritto un protocollo d’intesa triennale per promuovere nelle scuole azioni di educazione alla cittadinanza, alla legalità, al rispetto di genere e al contrasto di ogni forma di discriminazione.

Le attività, rivolte a tutti gli studenti, si concentreranno su:

  • Primo approccio alla Costituzione Italiana
  • Sviluppo del senso di legalità e dell’etica della responsabilità
  • Esercizio della cittadinanza attiva e del diritto di parola
  • Rispetto delle persone

Per gli studenti del triennio delle superiori, sono previsti percorsi specifici per le competenze trasversali e l’orientamento. In collaborazione con i Consigli degli Ordini territoriali degli Avvocati, gli studenti potranno svolgere attività presso l’Ordine Forense per mettere in pratica le conoscenze acquisite in classe.

Obiettivi del protocollo:

  • Trasmettere ai giovani i principi fondamentali della società civile
  • Promuovere il rispetto delle persone e delle regole
  • Far conoscere la Costituzione Italiana e i principi dello Stato di diritto
  • Educare le nuove generazioni alla legalità e alla giustizia

Il valore dell’accordo:

  • Rafforza l’educazione giuridica a scuola
  • Avvicina gli studenti alla professione forense
  • Promuove il ruolo sociale dell’avvocatura
  • Contribuisce alla crescita consapevole delle nuove generazioni 

“Il protocollo ha un grande valore simbolico: gli avvocati sono custodi della legalità e idonei a trasmettere i valori civici e i principi costituzionali.”

Così ha dichiarato la coordinatrice della commissione CNF Educazione alla legalità, Federica Santinon.

La coordinatrice della commissione CNF Educazione alla legalità, Federica Santinon

Rosa Colucci


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Italia-Romania, i Ministri della Giustizia firmano dichiarazione congiunta

Rosa Colucci

I Ministri della Giustizia di Italia e Romania, Carlo Nordio e Alina Stefania Gorghiu Milovic, hanno firmato questa mattina in via Arenula una dichiarazione congiunta, al fine di intensificare la cooperazione giudiziaria bilaterale in materia sia penale che civile.

Si tratta di un seguito del vertice tra la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il Primo Ministro romeno Marcel Ciolacu lo scorso 15 febbraio a Roma.

Tra i punti della dichiarazione congiunta, il comune intento di migliorare il meccanismo di consegna reciproca delle persone condannate in via definitiva, nei limiti dell’autonomia e indipendenza delle rispettive autorità giudiziarie; e di favorire il reinserimento sociale dei detenuti, facilitando la possibilità che i condannati in via definitiva – come previsto dalla decisione quadro Gai 909/2008 – scontino la pena nel Paese di origine. 2.148 in totale i cittadini rumeni presenti al 29 febbraio 2024 negli istituti penitenziari italiani; 23 invece gli italiani detenuti in Romania.

Viene istituito un gruppo di lavoro congiunto, teso al miglioramento della cooperazione in particolare nell’attuazione dei mandati di arresto europeo e nel riconoscimento delle decisioni giudiziarie in materia penale.

Un altro punto della dichiarazione congiunta riguarda il tema della sottrazione internazionale dei minori. Sono 17 al momento i procedimenti giudiziari aperti in Italia per bambini condotti illecitamente in Romania da uno dei genitori. Su questo tema, i due Ministri si impegnano ad intensificare le attività dello specifico tavolo tecnico congiunto, insediatosi il 12 giugno 2023, affinché si riescano ad individuare, in modo celere, soluzioni concrete alle criticità esistenti, in applicazione della normativa europea di armonizzazione nell’interesse prioritario dei minori.

Viene inoltre previsto nella dichiarazione congiunta il rafforzamento della cooperazione giudiziaria in materia civile, di fondamentale rilevanza per consolidare relazioni economiche e scambi interpersonali tra Italia e Romania. In questo ambito i due Ministri si sono soffermati, in particolare, sulla rilevanza di incentivare il ricorso alla mediazione per migliorare l’efficacia della giustizia.


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