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Andrea Mirenda: no al Tribunale della Pedemontana, sì a Corte d’Appello e DDA a Verona

Il consigliere togato del CSM boccia il progetto di un nuovo tribunale a Verona, definendolo “anacronistico” e “fuori dai tempi”. Invece, sostiene l’apertura di una sezione distaccata della Corte d’Appello e di un distaccamento della DDA con un magistrato in servizio a Verona.

Mirenda plaude alla mobilitazione dei sindaci veronesi che chiedono questi presidi e sottolinea la necessità di ascoltare le loro richieste e quelle del procuratore Raffaele Tito, che ha ribadito l’urgenza di dotare gli organi inquirenti di uffici più vicini al territorio.

Critica invece l’idea di un Tribunale della Pedemontana, sostenendo che la giustizia è sempre più telematica e che i piccoli tribunali non sono più necessari. Cita i dati relativi alle interdittive antimafia e alle operazioni sospette a Verona, a dimostrazione della necessità di presidi antimafia più forti.


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Giuseppina Sabbatella eletta Presidente ADGI Potenza: un impegno per la parità di genere

Roma, 22 aprile 2024 – L’avvocata cassazionista Giuseppina Sabbatella è stata eletta all’unanimità Presidente dell’Associazione Donne Giuriste Italia (ADGI) di Potenza. Un traguardo importante per la giurista lucana, chiamata a guidare un’associazione impegnata da anni nella promozione della parità di genere e nella tutela dei diritti delle donne.

«L’ADGI, nata a livello nazionale nel 2006, si ispira nella sua attività ai principi contenuti nella Dichiarazione dei diritti delle Nazioni Unite, nella Carta dei Diritti dell’Unione Europea e nella Costituzione Italiana», ha dichiarato la neo Presidente Sabbatella.

«L’obiettivo della mia presidenza sarà indubbiamente volto all’attuazione delle finalità previste dagli artt. 2 e 3 della Costituzione attraverso la realizzazione, tra l’altro, di iniziative locali e nazionali utili alla promozione della parità di genere e delle pari opportunità e al contrasto di ogni forma di discriminazione e di violenza sia intrafamiliare che sui luoghi di lavoro in un’ottica di azzeramento della discriminazione e del divario di genere in ambito sociale e lavorativo. La divulgazione della cultura della parità, in sinergia con le altre istituzioni, sarà parte integrante del mio programma di lavoro».

Nota aggiuntiva della Presidente Sabbatella:

«Facendo seguito alla pubblicazione della notizia della mia elezione a presidente ADGI, fermo restando quanto da me dichiarato in ordine alle finalità dell’ associazione ed al mio impegno ad onorarle,  preciso che trattasi della mia elezione a Presidente Adgi sezione di Potenza».


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Deposito telematico degli atti di parte: precisazioni dalla Cassazione

Corte di Cassazione

Deposito telematico degli atti di parte: precisazioni dalla Cassazione

La Corte di Cassazione (Sezione Tributaria – Ordinanza n. 10692 del 19 aprile 2024), ha chiarito che il deposito telematico degli atti di parte, pur essendo disciplinato dall’art. 16 bis, comma 1, del decreto-legge n. 179 del 2012, non è limitato ai soli atti e ai periodi ivi previsti.

In particolare, la Corte ha stabilito che:

  • Il deposito telematico è una modalità di trasmissione degli atti processuali ammessa dall’ordinamento anche prima dell’entrata in vigore della disciplina specifica.
  • L’invio telematico di un ricorso ad un ufficio non ancora abilitato al deposito telematico, in un giudizio iniziato prima del 30 giugno 2014, non comporta la nullità dell’atto.
  • In caso di rifiuto dell’ufficio di accettare la busta telematica, la parte ha diritto alla rimessione in termini per il deposito cartaceo.

La Corte ha precisato che il mancato deposito telematico di un atto in un procedimento in cui tale modalità è obbligatoria non comporta la nullità dell’atto stesso, ma solo la sua irregolarità.

Tuttavia, tale irregolarità può essere sanata con la rimessione in termini per il deposito cartaceo, a condizione che la parte dimostri di aver tempestivamente inviato l’atto per via telematica.


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Domani inaugurazione Padiglione Santa Sede nel carcere femminile di Venezia Giudecca

Roma, 18 aprile 2024. Sarà inaugurato domani alle ore 11, nella Casa di reclusione femminile di Venezia Giudecca, il Padiglione della Santa Sede “Con i miei occhi” allestito all’interno dell’istituto penitenziario per la 60ma Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia 2024.

Interverranno il prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede e Commissario del Padiglione card. Josè Tolentino de Mendonça, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e il capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Giovanni Russo.


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L’avvocatura in bilico tra marginalizzazione e riconoscimento costituzionale

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L’avvocatura in bilico tra marginalizzazione e riconoscimento costituzionale

Il futuro dell’avvocatura in Italia è incerto: da un lato, vi è il rischio di una progressiva marginalizzazione, dall’altro c’è la possibilità di un riconoscimento costituzionale del suo ruolo fondamentale. Il dibattito è aperto e il Guardasigilli Nordio ha dimostrato una certa apertura verso le proposte del CNF. L’esito dipenderà dall’impegno dell’avvocatura e dalla volontà politica di valorizzare questo pilastro fondamentale dello Stato di diritto.

All’inaugurazione dell’anno giudiziario dell’avvocatura nei giorni scorsi, i punti chiave di discussione sono stati gli stessi già trattati molte volte: la marginalizzazione della funzione difensiva dell’avvocato. le sfide e le speranze per una maggiore valorizzazione dell’avvocatura, la proposta del CNF di inserire il ruolo dell’avvocato nella Costituzione.

Ma se da un lato il Consiglio Nazionale Forense propone di inserire il ruolo fondamentale dell’avvocato nella Costituzione italiana, per rafforzarne la centralità e l’indipendenza (e il Guardasigilli si è dichiarato disponibile a valutare la proposta), dall’altra però i meccanismi della giustizia sembrano tendere a marginalizzare la figura dell’avvocato, relegandolo a un ruolo meramente formale.

 


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Costituito il nuovo albo avvocati di Consap

Consap S.p.A. ha costituito un proprio Albo Avvocati” adottando il relativo Regolamento recante Linee guida per la costituzione dell’Albo degli Avvocati di Consap S.p.A. funzionale all’affidamento dei servizi legali ex art. 56, comma 1, lett. h), nn.1, 1.1, 1.2 e 2 del D.lgs. 31.03.2023 n. 36 e ss.mm.ii. e relative modalità di iscrizione e gestione”.

L’Albo sarà aperto alle iscrizioni degli Avvocati in possesso dei requisiti richiesti per una durata di 90 (novanta) giorni a decorrere dal 17.04.2024.

Gli Avvocati del libero foro potranno presentare le domande d’iscrizione all’Albo inviandole all’indirizzo Pec alboavvocati@pec.consap.it.

 


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Riforma previdenziale forense, le proposte di AIGA per un nuovo patto generazionale

L’Associazione Italiana Giovani Avvocati, con una propria delegazione guidata dal Presidente Carlo Foglieni, ha incontrato ieri 15 aprile 2024  il Presidente di Cassa Forense Valter Militi.

Nel corso dell’incontro, l’AIGA ha illustrato le proprie proposte di riforma del sistema previdenziale per un nuovo patto generazionale, sintetizzate in undici punti concretamente attuabili volti a rimuovere le sperequazioni previdenziali tra le giovani generazioni di avvocati e quelle dei colleghi e colleghe prossimi alla pensione o già pensionati.

Tra queste proposte vi sono l’applicazione del sistema contributivo e la riduzione del contributo minimo soggettivo per tutti gli avvocati, senza distinzione, nonché una serie di misure specificamente indirizzate a praticanti e neo avvocati, tra le quali l’esonero dal versamento dei contributi minimi soggettivi per i primi tre anni di iscrizione, l’esonero del contributo minimo integrativo durante il praticantato e per i cinque anni di iscrizione alla Cassa, il dimezzamento per il successivo quadriennio se l’iscrizione avviene prima dei 35 anni e maggiori agevolazioni per esercitare il diritto di riscatto degli anni di pratica e studi universitari.

AIGA propone di compensare queste misure indirizzate ai più giovani, oltre che con l’applicazione indistinta del sistema contributivo, attraverso un aumento del contributo di solidarietà per gli avvocati con un reddito professionale superiore a 180.000 euro e mediante l’innalzamento dell’aliquota per il calcolo del contributo soggettivo degli avvocati pensionati attivi.

Queste sono solo alcune delle proposte contenute nel “manifesto” di AIGA per una previdenza più equa.

Durante l’incontro AIGA ha, inoltre, richiesto l’impegno per il rafforzamento degli strumenti di contrasto all’evasione contributiva, soprattutto per i crediti di maggiore rilevanza e, al contempo, più flessibilità per i crediti minori, spesso riconducibili a reali difficoltà economiche.

L’AIGA ha infine, garantito il proprio massimo sforzo per stimolare le Istituzioni politiche ad alleggerire i vincoli che la vigente legislazione impone agli enti previdenziali privati nella redazione del proprio bilancio tecnico, così da consentire a Cassa Forense di impegnare maggiori risorse per il sistema previdenziale, oggi bloccate da irragionevoli e inattuali paletti normativi.

L’AIGA ritiene che il miglioramento delle condizioni previdenziali renderà più attrattiva la professione forense per le giovani generazioni, garantendo una maggiore sostenibilità del sistema previdenziale.

“Se Cassa Forense accoglierà queste nostre proposte, opererà il miglior investimento a lungo termine per l’intera Avvocatura”.

 


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Giustizia, Trentini (Unaep), bene l’apertura di Nordio su avvocati in Costituzione

Apprendiamo con grande soddisfazione la volontà del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, di voler introdurre la figura dell’avvocato in Costituzione, come ruolo consustanziale alla cultura della giurisdizione“. Lo afferma in una nota l’avvocato Antonella Trentini, presidente dell’Unione Nazionale Avvocati Enti Pubblici, che commenta le parole del ministro Nordio pronunciate durante l’inaugurazione dell’anno accademico a Roma al Cnf.

L’Italia, benché culla del diritto, sconta un ritardo notevolissimo sulla protezione dei tutori della legalità e della difesa, sia con riguardo agli altri Paesi europei, sia con riguardo a Paesi extraeuropei“, afferma il presidente Unaep. “Il riconoscimento del ruolo dell’avvocato passa solo dalla Costituzione, da attuarsi mediante una modifica o dell’art. 111 o dell’art. 24, in cui inserire la libertà e l’autonomia del professionista e la necessità della difesa tecnica, da rendere paritetiche all’autonomia e libertà del giudice”.

Le parole del ministro Nordio – conclude l’avvocato Trentini – ci fanno ben sperare che anche nei politici stia maturando la convinzione che senza portare sullo stesso piano l’avvocatura e la magistratura qualsiasi riforma di qualsiasi processo non otterrà mai una vera funzionalità in linea con i tempi, oramai maturi per tale riforma, l’unica davvero innovativa in termini di civiltà giuridica e di effettività delle modifiche, perché se non si parte ponendo sullo stesso piano costituzionale – e dunque di garanzia – le parti del processo, quella che deve difendere e quella che deve decidere o accusare, qualsiasi riforma sarà sempre destinata a non produrre gli effetti voluti“.

 


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Inaugurazione dell’anno giudiziario 2024 del Consiglio Nazionale Forense: il video dei lavori

Ecco il link dove poter visualizzare la registrazione dei lavori relativi all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2024 del Consiglio Nazionale Forense:

 

 


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Giustizia tributaria: +38% ricorsi nel primo trimestre 2024, PNRR non basta

Un forte aumento dei ricorsi in materia di giustizia tributaria nel primo trimestre del 2024. I dati parlano di un +38% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un totale di 57.858 nuove liti in prima istanza. Un dato preoccupante che evidenzia la complessità del sistema fiscale italiano e la difficoltà per i cittadini di tutelare i propri diritti.

Le misure deflattive introdotte dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e dalla legge di bilancio 2023, come la rottamazione delle cartelle esattoriali, non sembrano aver prodotto gli effetti sperati. Anzi, secondo alcuni esperti, avrebbero addirittura aggravato la situazione, incentivando il contenzioso.

La presidente del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, Carolina Lussana, ha sottolineato l’importanza del rinvio pregiudiziale come strumento per ridurre il flusso di ricorsi.

 


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