Pratica Forense presso l’avvocatura INPS

Aperti bandi di ammissione: la domanda dovrà essere presentata entro l’11 maggio 2022.

È stata aperta la nuova procedura per l’ammissione alla pratica forense presso l’Avvocatura Centrale e le Avvocature territoriali dell’INPS.

Gli uffici coinvolti, le attività svolte, eventuali contributi/rimborsi spese possono essere visionati all’interno degli specifici bandi regionali. In breve, le posizioni disponibili sono le seguenti:

  • Abruzzo: 4
  • Calabria: 2
  • Campania: 6
  • Emilia Romagna: 12
  • Friuli Venezia Giulia: 2
  • Lazio: 19
  • Liguria: 2
  • Lombardia: 9
  • Marche: 1
  • Molise: 2
  • Piemonte: 1
  • Puglia: 8
  • Sicilia: 21
  • Toscana: 3
  • Trentino Alto Adige: 3
  • Umbria: 3
  • Veneto: 8

Requisiti

Per poter presentare domanda, è necessario essere in possesso di alcuni requisiti essenziali:

  • essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’UE, ovvero un cittadino di uno Stato non appartenente all’UE in possesso dei requisiti previsti dall’art. 17 comma 2 della legge 247/2012;
  • essere iscritto al registro speciale dei praticanti presso un Consiglio dell’Ordine da un periodo non superiore a due mesi;
  • (alternativamente al pt. 2) essere in possesso di tutti i requisiti necessari per l’iscrizione al registro speciale dei praticanti tenuto dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati presso il circondario dove si trova l’ufficio legale dell’INPS indicato nella domanda.

I candidati devono essere in possesso dei sopramenzionati requisiti alla data di scadenza del termine di presentazione della domanda.

Modalità di presentazione della domanda

La domanda dovrà essere presentata entro le ore 14.00 dell’11 maggio 2022 utilizzando esclusivamente il canale telematico messo a disposizione dall’INPS; sarà dunque necessario essere in possesso di SPID, CNS, o CIE. Fa eccezione il Trentino Alto Adige, dove sarà necessario compilare un apposito modulo che dovrà essere inviato via PEC, o mezzo raccomandata ovvero consegnato a mano presso la sede della Direzione Regionale dell’INPS.

Tutte le domande presentate con modalità diverse da quelle specificate nel sito dell’INPS o all’interno degli specifici bandi di ogni regione saranno automaticamente rifiutate.

Selezione

Le graduatorie verranno pubblicate sul sito istituzionale dell’INPS a seguito di apposite verifiche compiute dalle Direzioni Regionale e dal Coordinamento Metropolitano. La data di pubblicazione non è ancora stata comunicata

 

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Cerimonia di inaugurazione dell’Anno Giudiziario Forense

Necessità di riforme e conflitto in Ucraina al centro del discorso di apertura della Presidente Masi.

Il 25 marzo 2022 si è svolta la Cerimonia di Inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2022 del Consiglio Nazionale Forense. La cerimonia si è aperta con i tradizionali saluti alle più alte cariche dello Stato, della Giurisprudenza e della Magistratura, ed è proseguita con un intenso e sentito discorso tenuto dalla Presidente del CNF Maria Masi.

Riforma dell’ordinamento giudiziario

Dopo un sintetico bilancio dell’attività svolta nell’ambito giurisdizionale nel suo complesso, la Presidente si è soffermata sulla riforma dell’ordinamento giudiziario.  Se da un lato si plaude all’attenzione posta sul tema del funzionamento dei Consigli Giudiziari (in particolare con riferimento alla proposta del diritto di voto della componente laica in materia di accesso alle cariche e al funzionamento del CMS), dall’altro lato si evidenzia che le scelte effettuate in ambito di organizzazione degli uffici sono ancora lontane dall’essere ottimali.

La Presidente pone poi l’accento sulla scottante questione del limbo giuridico in cui si trova bloccata ormai da anni la magistratura onoraria, per la quale sono richieste riforme definitive nel pieno rispetto dell’istituzione stessa e del lavoro da questa svolto, ma anche e soprattutto per garantire l’effettività della difesa a garanzia della tutela dei diritti.

Riforma carceraria

Ma l’ordinamento giudiziario non è l’unico ambito in cui è auspicabile e necessaria una riforma.

I fondi messi a disposizione grazie al Piano di Ripresa e Resilienza possono e devono essere impiegati per realizzare una riforma carceraria ben strutturata, che deve basarsi su una diversa concezione del significato di detenzione e di pena.

La salvaguardia della dignità umana (soprattutto all’interno del sistema penitenziario, dove il numero di suicidi è molto elevato, e le condizioni di detenzione al limite del disumano), e la risoluzione delle criticità a cui gli avvocati sono quotidianamente sottoposti nello svolgimento della loro professione devono essere posti al centro della riforma.

È nell’ottica dell’importanza di questa riforma che – a febbraio 2022 – il CNF ha accettato di rinnovare il Protocollo d’Intesa con il Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale.

Tutela dei diritti umani e conflitto in Ucraina

Il CNF e l’avvocatura hanno sempre dimostrato il loro impegno e la loro dedizione nelle battaglie per la tutela dei diritti umani e per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione, intraprendendo numerose iniziative sia a livello nazionale che internazionale in collaborazione con gli altri Ordini Forensi Europei.

Ed è proprio toccando questo tema che la Presidente Masi ha rivolto il suo pensiero al conflitto in Ucraina e a tutte le vittime che ne sono derivate. L’avvocatura italiana, attraverso tutti i Consigli dell’Ordine sparsi sul territorio nazionale, non poteva restare indifferente di fronte a questa tragedia; per questo motivo ha avviato – sin dall’inizio del conflitto – iniziative di sostegno, in particolare nei confronti dei soggetti più vulnerabili.

Tali iniziative non si limitano solo all’assunzione di incarichi formali (attraverso il patrocinio a spese dello Stato e le difese d’ufficio), ma si articolano in progetti di solidarietà quali la presenza costante nei centri di accoglienza, di ascolto e antiviolenza.

Revoca delle misure emergenziali

Infine, Maria Masi si fa portavoce dell’esigenza sempre più pressante di revocare – o quantomeno ridimensionare – le misure adottate per far fronte all’emergenza Covid. Tra le principali richieste ci sono il superamento del limite di udienze che possono essere trattate giornalmente nel penale, la limitazione della trattazione scritta nel civile, e il libero accesso alle cancellerie.

“Non è solo e tanto un problema di forma né un totem simbolico, ma una legittima esigenza funzionale al corretto e pieno esercizio della nostra funzione” sostiene la Presidente,

sottolineando come il mantenimento di misure così stringenti nell’ambito giudiziario si ponga in netto contrasto con il libero accesso a tutte le principali attività culturali e ludiche concesso dal governo a partire dal mese di aprile.

Tutto il discorso della Presidente Maria Masi è disponibile al seguente link: https://youtu.be/0jcvRJfb_K4

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Nuova polizza sanitaria di Cassa Forense

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Nuova polizza sanitaria di Cassa Forense

A partire dal 01 aprile è entrata in vigore la nuova Polizza Sanitaria di Cassa Forense.

Tale polizza è stata stipulata a seguito di gara d’appalto europea con Unisalute S.p.A. (incarica al 60%), Reale Mutua Assicurazioni (coassicuratrice delegante al 20%) e Poste Assicura S.p.A. (coassicuratrice delegante al 20%).

La polizza sarà valida fino al 31 marzo 2024 (con possibilità di proroga di un ulteriore terzo anno), e potranno usufruirne a titolo gratuito tutti gli Avvocati e Praticanti iscritti a Cassa Forense.

I vantaggi della polizza si applicano (sempre a titolo gratuito) anche ai Pensionati iscritti a Cassa, e può essere estesa – previo versamento di un contributo annuo da parte dell’iscritto – anche ai familiari conviventi entro gli 80 anni. La polizza è aperta all’adesione anche per i superstiti di avvocato (titolari di pensione di reversibilità o indiretta) e per i Pensionati di Cassa Forense cancellati dagli Albi.

Per tutti gli aderenti alla polizza che non possono usufruirne a titolo gratuito, il premio pro-capite annuo da versare è stabilito secondo la fascia d’età di appartenenza:

  • Fino a 40 anni: €199,00
  • Da 41 a 60 anni: €348,25
  • Da 61 a 70 anni: €497,50
  • Da 71 a 80 anni: €597,00

La Polizza Sanitaria Collettiva di Base include i grandi interventi chirurgici, gli eventi morbosi gravi, la c.d. garanzia per malattia oncologica, nonché un check-up annuale e quattro prestazioni di alta diagnostica, e l’indennità di convalescenza.

Gli aderenti al piano base hanno inoltre la possibilità di estendere la garanzia assicurativa grazie alla sottoscrizione della Polizza Sanitaria Integrativa; questa integrazione copre il ricovero in regime di day-hospital, l’intervento chirurgico in ambulatorio, le visite specialistiche e molte altre tipologie di prestazioni sanitarie.

La quota da versare per poter usufruire della polizza integrativa dipende anche in questo caso dalla fascia d’età:

  • Fino a 40 anni: €633,60
  • Da 41 a 60 anni: €950,40
  • Da 61 a 70 anni: €1485,00
  • Da 71 a 80 anni: €1980,00

Per tutte le adesioni/estensioni sopra indicate, è necessario presentare domanda entro il 31 maggio tramite apposita procedura telematica messa a disposizione sul sito di Cassa Forense, e provvedere al pagamento del premio assicurativo con carta di credito o con bonifico bancario.

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Breve interruzione del Portale dei Servizi Telematici e del Portale del Processo Penale Telematico

Si comunica che

dalle ore 15:00 alle ore 16:00 di lunedì 11 Aprile 2022

si procederà al fermo del Portale dei Servizi Telematici per l’adeguamento del servizio Catalogo degli Uffici Giudiziari per consentire agli utenti di accedere alle informazioni riguardanti gli Uffici Giudiziari Penali.

Tale fermo implica la non disponibilità del Portale dei Depositi Penali per il periodo di tempo su indicato.

Guida abilitazione AnyDesk su MAC


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Potenza: legale presenta certificato medico per assentarsi dall’udienza, ma viene perseguito

Recentemente, il mondo forense rimane attonito di fronte a una vicenda che accade ad un avvocato di Potenza. In pratica, quest’ultimo presentava un certificato medico a testimoniare la sua indisposizione a prendere parte ad un’udienza. Tuttavia, poco dopo riceve un’indesiderata e inattesa visita fiscale con carabinieri e l’avvio di un’inchiesta.

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In 40 anni mai mi era capitata una cosa simile”, commenta con sdegno l’avvocato potentino a seguito del fatto. Tra l’altro, fa notare che lo stesso Collegio riteneva inopportuno qualsiasi accertamento del caso.

Ma la vittima non è l’unico a mostrarsi esterrefatto dal gesto: anche l’Organismo congressuale forense (Ofc) si esprime immediatamente in merito e pubblica nel sito ufficiale un comunicato stampa. In quest’ultima si nomina la visita a casa, coi carabinieri che perquisivano lo studio e interrogavano tutta la famiglia. Tra l’altro, il legale è poi finito sotto inchiesta “dopo aver presentato un certificato medico per legittimo impedimento a presenziare ad un’udienza penale”.

Inoltre, il coordinatore dell’Ofc Giovanni Malinconico accusa che si tratta semplicemente di un “capriccio intimidatorio di un pm”. Comunque, la vicenda incide in modo grave sul diritto di difesa a danno dell’avvocato ma anche della stessa Giustizia. Perciò, l’Ofc oltre a mostrare sostegno provvede anche a segnalare la vicenda alla Ministra della GiustiziaMarta Cartabia. Così, si auspica che disponga di un’ispezione presso la procura di Potenza con tutti i necessari provvedimenti.

Aiga: serve intervento della Giustizia

Ora, si fa sentire anche l’Associazione Italiana giovani avvocati, che richiede anch’essa un intervento da parte di Cartabia. Al riguardo, la vicepresidente nazionale Aiga Mariarita Mirone parla di intollerabile abuso di potere da parte della magistratura. Infatti, quest’ultima agisce in difetto di tutte le garanzie processuali e costituzionali.

Lo sconcerto di Aiga deriva principalmente dagli atti autonomi e ripetitivi del pm, che minano l’equilibrio tra parti processualiavvocatura e magistratura. Così, la persecuzione a scapito dell’avvocato di Potenza si configura come un mancare di rispetto ed etica i ruoli professionali.

Per concludere, riportiamo le parole della presidente della sezione Aiga di PotenzaRoberta Fiore:

“La gravità del fatto è ancor più insostenibile per il fatto che l’ispezione dello studio legale del Collega Murano sia avvenuta persino in difetto della comunicazione preventiva al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Potenza, come invece imposto dall’art. 103 c.p.p., realizzando un ingiusto attacco all’Avvocatura potentina”.

 

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Camera approva una risoluzione con incentivi premio per avvocatura e continuità previdenziale

Il 24 marzo scorso la Camera approva una risoluzione che prevede sia il rilascio di premi agli avvocati che la tutela previdenziale per l’Ufficio del processo. Si tratta di assicurare incentivi dai parametri forensi a quegli avvocati che promuovono “l’esperimento dei mezzi alternativi di risoluzione delle controversie”. Ossia, la Relazione sullo stato di attuazione del PNRR dell’anno 2021 – Doc. CCLXXIII n. 1.

Avvocatura ricorre a risoluzione di controversie alternative? Tutela previdenziale per l’Ufficio del processo

Dunque, si provvede a elargire e dimostrare concreta gratitudine a quei legali che ricorrono a sperimentare mezzi alternativi di risoluzione delle controversie. È questo che si legge nel punto 3: il governo promuove incentivi dei parametri forensi. Inoltre, si impegna a rispettare la modifica del Regolamento di cui al decreto ministeriale 10 marzo 2014, n. 55 che contiene:

“la determinazione dei parametri per la liquidazione dei compensi per la professione forense, sia ispirata ad un approccio premiale nei confronti degli avvocati che promuovano l’esperimento di mezzi alternativi di risoluzione delle controversie”.

Tutela all’avvocatura

Si tratta di una novità importante per quegli avvocati con assunzione all’Ufficio del Processosospeso dall’albo, che altrimenti rischierebbero di non ricevere le prestazioni della Cassa Forense. In particolare, il PNRR intende ridurre la durata dei giudizi prefiggendosi di portare a piena attuazione l’ufficio del processo.

Così, rafforza la capacità amministrativa del sistema e valorizza le risorse umane. Inoltre, potenzia le infrastrutture digitali con la revisione e diffusione dei sistemi telematici di gestione delle attività processuali. Infine, garantisce al sistema giustizia strutture edilizie moderne.

Per concludere, la risoluzione introdotta prevede la sospensione dell’esercizio della professione forense per gli avvocati assunti a tempo determinato nell’ufficio del processo. E, non risolve la lacuna normativa alle incertezze che ne seguono in ordine al regime previdenziale. Ci si riferisce a quegli avvocati vincitori del concorso i quali temono un pregiudizio del loro status previdenziale. Questo a causa della loro cancellazione dall’iscrizione alla Cassa forense, come conseguenza automatica della sospensione dall’albo.

 

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Cassazione accoglie il ricorso del garante alla luce della normativa sulla privacy

Recentemente, la Suprema Corte accoglie il ricorso del garante privacy e interviene con la Sentenza n. 9920/2022 in merito a un caso che tratta di consenso dei dati. In pratica, se al momento di stipula del contratto tra compagnia telefonica e cliente non viene dato il consenso a ricevere promozioni, tale decisione rimane. Dunque, l’invio di SMS per richiedere in un secondo momento il consenso al trattamento di dati personali per questioni commerciali è illecito.

Inviare SMS per ricevere il consenso marketing è illecito per la compagnia telefonica, il caso

Insomma, accade che la compagnia telefonica Wind Tre invia due diverse tipologie di SMS ai clienti nuovi e a quelli vecchi. Ai primi si da il benvenuto, si invita loro a dare un occhio alle offerte e infine si incita a chiamare il loro numero per usufruire di tutti i servizi marketing. Invece, ai vecchi clienti si ricorda che non risulta ancora nel database il loro consenso ai contatti e si invita a rimediare chiamando il numero gratuito.

Dunque, messo il caso all’attenzione del Garante Privacy, quest’ultimo ricorre in Cassazionecontro la decisione del Tribunale di “svincolare” gli SMS. Infatti, il giudice di merito riteneva leciti gli SMS in quanto atti a chiedere il consenso – non contenevano già offerte di marketing. Tuttavia, si tratta di una conclusione in contrasto con le norme nazionali e sovranazionali: vediamo di seguito il perché.

Cassazione: nessuna tutela al diritto di privacy

Per la Cassazione non c’è alcun dubbio: le comunicazioni coi sistemi automatizzati (senza operatore) rientrano nelle comunicazioni commerciali illegittime. Questo è quanto si evince dal Dlgs 69/2012 sulla protezione dei dati personali e in base alla direttiva e-privacy. Tra l’altro, l’azione lede anche l’art. 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo in quanto non tutela il diritto alla vita privata e familiare.

Poi, la Cassazione ricorda che il non dare consenso equivale al dissenso e così si legge nel testo della Sentenza:

“ove il consenso alle campagne di marketing non sia stato anteriormente prestato la condizione è nel senso di doversi ritenere che lo stesso sia stato semplicemente già negato al momento del contratto”.

Quindi, la compagnia telefonica non può recuperare tale consenso in un momento successivo “cosicché ogni successiva attività integrata da comunicazioni automatizzate volte a farne mutare il senso diventa essa stessa un’interferenza illegittima, poiché finalizzata a commercializzare il servizio aggiuntivo nonostante la mancanza del consenso esplicito”.

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Oggi il Consiglio Nazionale Forense terrà un evento sulla riforma dell’ordinamento giudiziario

Nella giornata di oggi 31 Marzo, precisamente dalle ore 15 alle 17, il CNF ospiterà diverse voci di spicco a parlare delle più recenti novità dell’ambito giudiziario. Nello specifico, la conferenza porta il nome “La riforma dell’ordinamento giudiziario e il ruolo dell’avvocatura” e avrà luogo sia presso la sede del CNF che online. Di seguito, vediamo tutte le specifiche per assistere all’evento.

Il nuovo assetto “duale” della giustizia è sostenibile? Se ne parla alla conferenza CNF

L’idea nasce come conseguenza più o meno diretta di quanto si diceva durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario del CNF. In particolare, si riscontra una convergenza di pensiero tra la relazione della presidente della massima istituzione dell’avvocatura Maria Masi e quella della Ministra Marta Cartabia. Ossia, la volontà comune di governo e Parlamento a incoraggiare una “governance duale” dell’ordine giudiziario.

Quindi, si parla di favorire anzitutto un rilevante coinvolgimento della classe forense come interlocutore dialettico della magistratura. Dunque, l’incontro di oggi intende fare chiarezza sulla sostenibilità o meno di questo assetto “duale” della giustizia. Ognuno dei presenti alla discussione terrà un ruolo fondamentale nel rappresentare ognuna delle parti coinvolte della questione.

Infatti, ci saranno a rappresentanza di:

  • Avvocati: la presidente del CNF Maria Masi;
  • Consiglio superiore della magistratura: il vicepresidente David Ermini;
  • Governo: sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto;
  • Parlamento: deputato (e tesoriere) PD – uno dei relatori del ddl in commissione Giustizia – Walter Verini;
  • Opposizione politica: responsabile Giustizia di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro Delle Vedove;
  • principali destinatari della “Riforma ordina mentale”: Presidente dell’Associazione nazionale magistrati Giuseppe Santalucia.

Altri dettagli utili ai partecipanti

Per concludere, ci teniamo a precisare che il CNF configura la partecipazione all’evento come un momento di formazione professionale. Dunque, garantisce la ricezione di 2 crediti formativi nelle materie obbligatorie, sia per chi partecipa in presenza che da remoto. Questo perché sono coinvolti attori e rappresentanti di primissimo piano e nelle diverse parti in causa.

Per quanto riguarda i vari indirizzi dove poter assistere all’evento, segnaliamo:

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Comunicazioni con e da Cassa direttamente al cellulare grazie all’app della PA

Arriva un’importante novità per gli avvocati iscritti a Cassa Forense: ora le comunicazioni possono arrivare direttamente al mobile attraverso l’app IO. Così, Cassa Forense potrà inviare direttamente al cellulare avvisi e notifiche che saranno a portata di click. Si tratta di un modo più semplice e moderno per visualizzare avvisi e scadenze, che arriveranno in ogni caso al destinatario anche coi consueti mezzi più tradizionali.

Avvisi di Cassa Forense ora su app IO per contatto più diretto e veloce

Si tratta di un ulteriore passo che Cassa intende fare per raggiungere una completa digitalizzazione dei suoi sistemi. Infatti, tempo fa parlavamo della possibilità di un altro contatto diretto con Cassa Forense, ossia quello tramite WhatsApp. Dunque, si tratta di una spinta aggiuntiva verso l’assistenza digitale per la previdenza forense.

Come forse saprete già, IO è l’app madre della Pubblica Amministrazione, che consente in un unico spazio di poter accedere ai loro servizi. Divenuta “famosa” per l’accesso alla Certificazione Covid, sta man mano estendendo il campo d’azione e l’accesso a diversa documentazione ufficiale. Ad esempio, di recente avvia anche la possibilità di richiedere – gratis – il rilascio della Carta Giovani Nazionale.

Come utilizzare l’app IO per le comunicazioni dirette di Cassa Forense

Per chi non l’avesse ancora nel proprio dispositivo, ecco come istallare e usufruire dell’app e, di conseguenza, ricevere le comunicazioni di Cassa Forense. Innanzitutto, entrare nell’app store del proprio modello di telefono: quindi, Google Play Store o Apple App Store. A questo punto, ci si deve registrare con le proprie credenziali SPID o tramite la Carta d’Identità Elettronica (CIE).

Poi, si sceglierà un codice PIN con il quale si effettuerà l’accesso per le volte successive. In alternativa, si può anche decidere di autenticarsi nell’app tramite impronta digitale, più semplice e ugualmente sicuro. L’app si può configurare automaticamente (“Usa Configurazione Rapida“) o manualmente. In quest’ultimo caso, è necessario selezionare Cassa Forense sotto la voce “Servizi” e abilitando quindi “Contattarti in App“.

Come anticipavamo, l’obiettivo della novità è permettere a Cassa forense di inviare in maniera più diretta avvisi e notifiche facilmente visualizzabili. Comunque, sottolinea che si continua indubbiamente a garantire la privacy e che si tratta di uno strumento tecnico a vantaggio dell’utenza. Quindi, concludiamo con le parole dell’avviso della stessa Cassa Forense, nel comunicare della novità:

“Un’ulteriore spinta verso l’assistenza digitale per la previdenza forense, che adesso si arricchisce delle potenzialità garantite dall’App delle Pubbliche Amministrazioni e che nel futuro continuerà ad ampliare la sua offerta. Comoda, veloce, sicura: io con la Cassa, la Cassa con l’App IO.”

 

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Borse e premi per specializzare i giovani avvocati

Iso 27017
Iso 27018
Iso 9001
Iso 27001
Iso 27003
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RDP DPO
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