28 Ottobre 2026 - Innovazione robotica

A Verona il primo robot italiano per la chirurgia vascolare in sala operatoria

L’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar adotta l’arco robotizzato Ciartic Move: interventi più brevi fino al 30%, meno raggi X per pazienti e medici

La Chirurgia Vascolare dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, in provincia di Verona, è il primo centro in Italia ad aver adottato il nuovo arco a C robotizzato Ciartic Move per l’imaging intraoperatorio, rivendicando un primato nazionale nel settore.

Si tratta di un’apparecchiatura radiologica motorizzata in grado di produrre immagini ad alta definizione dei vasi sanguigni da diverse angolazioni, incluse ricostruzioni tridimensionali durante l’intervento stesso. Il dispositivo si avvicina e si allontana dal tavolo operatorio con comandi automatizzati, mentre i movimenti manuali del chirurgo vengono assistiti elettronicamente. Le indicazioni principali riguardano interventi su aorta, carotidi e arterie degli arti inferiori.

La tecnologia viene impiegata fin da subito dall’unità diretta da Luca Garriboli, che esegue oltre 800 interventi l’anno, più della metà con tecniche endovascolari mininvasive. Secondo i medici del reparto, la nuova apparecchiatura consente di ridurre la durata degli interventi fino al 30% e l’esposizione ai raggi X del 15%, sia per i pazienti sia per l’équipe chirurgica; si tratta di dati comunicati dalla struttura, non verificati da studi indipendenti pubblicati.

“Vedere meglio consente una precisione maggiore in sala operatoria, e la riduzione dei tempi di intervento abbassa anche la durata dell’anestesia”, ha dichiarato Garriboli. Il collega Gianguido Pruner ha aggiunto che una maggiore precisione riduce il rischio di complicanze e favorisce un recupero più rapido del paziente. Claudio Cracco, amministratore delegato dell’IRCCS di Negrar, ha sottolineato l’obiettivo di offrire trattamenti avanzati anche a pazienti di altre regioni.

L’adozione di dispositivi robotici in chirurgia solleva questioni emergenti su consenso informato, tracciabilità dei dati intraoperatori e riparto della responsabilità tra struttura, chirurgo e produttore del dispositivo in caso di complicanze.

Fonte immagine: VeronaSera — articolo originale

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