Prende il via oggi alla Camera dei Deputati il passaggio più delicato dell’iter della nuova legge elettorale, con il voto sulle pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni, fissato per le ore 12. Si tratta di eccezioni procedurali che, se approvate anche in una sola delle loro formulazioni, bloccherebbero l’esame del provvedimento sul nascere, senza che l’esecutivo possa opporre la questione di fiducia, strumento che la premier Giorgia Meloni può utilizzare sugli articoli di merito ma non su questo tipo di votazione.
Il voto avviene a scrutinio segreto, che consente ai parlamentari di esprimersi senza che i rispettivi gruppi possano verificarne il comportamento individuale. È proprio questo il nervo scoperto della maggioranza: il 14 luglio scorso un emendamento sulle preferenze era stato respinto per un solo voto (188 contrari contro 187 favorevoli), con una trentina di presunti “franchi tiratori” interni alla coalizione di governo. Meloni aveva commentato allora: “Ha vinto di nuovo la palude”.
Il testo in discussione introduce un sistema proporzionale con premio di governabilità per la lista più votata che superi il 42% (70 deputati e 35 senatori aggiuntivi), soglie di sbarramento al 3% per le liste e al 10% per le coalizioni, il ritorno delle preferenze con capolista bloccato e tre preferenze esprimibili sugli altri candidati, oltre a modifiche sul collegio Trentino e all’estensione del voto fuorisede ai caregiver.
Il cronoprogramma prevede le questioni di fiducia sugli articoli di merito il 5 ottobre, le dichiarazioni di voto il 6-7 e il voto finale conclusivo l’8 ottobre. Sullo sfondo resta l’ipotesi, evocata da più esponenti di maggioranza, di elezioni anticipate entro gennaio 2027 in caso di naufragio della riforma. Riccardo Magi (+Europa) ha intanto annunciato uno sciopero della fame per chiedere l’introduzione della firma digitale nella raccolta delle liste.
Per gli operatori del settore legale, specie chi segue diritto costituzionale e contenzioso elettorale, l’esito odierno definirà il quadro normativo delle prossime consultazioni e gli eventuali profili di legittimità costituzionale da monitorare nei mesi successivi.
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