La Camera dei deputati ha approvato ieri 22 ottobre, all’unanimità, una proposta di legge che estende il patrocinio a spese dello Stato — attualmente riservato a chi ha un reddito imponibile non superiore a 13.659,64 euro annui — ai lavoratori rimasti colpiti da invalidità permanente assoluta a seguito di un infortunio sul lavoro, e ai familiari dei lavoratori deceduti in incidenti sul lavoro, senza alcun limite reddituale.
La modifica interviene su una delle maggiori criticità segnalate da anni dagli avvocati giuslavoristi e dalle associazioni delle vittime: l’accesso al gratuito patrocinio per le cause di risarcimento legate a infortuni gravi o mortali resta oggi condizionato, come per qualunque altro procedimento civile, al rispetto della soglia ISEE ordinaria, penalizzando famiglie che, pur avendo un reddito di poco superiore al limite, si trovano improvvisamente prive del sostentamento principale e costrette ad affrontare contenziosi complessi e onerosi per ottenere il giusto risarcimento.
Il costo stimato della misura per le casse pubbliche è di circa 10 milioni di euro l’anno. Il provvedimento, approvato in prima lettura, dovrà ora essere esaminato dal Senato: se approvato senza modifiche, diventerà legge con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale; in caso di emendamenti, dovrà tornare alla Camera per un’ulteriore lettura. Fino al completamento dell’iter, resta in vigore il regime ordinario basato sulla soglia di reddito.
Per gli avvocati che assistono vittime di infortuni sul lavoro, la norma — qualora confermata in Senato senza modifiche — eliminerebbe uno degli ostacoli pratici più frequenti nell’accesso alla tutela giudiziaria in questa materia, ampliando la platea dei beneficiari del gratuito patrocinio proprio nei casi di maggiore gravità, dove il nesso tra capacità economica e necessità di tutela legale è spesso più labile.
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