23 Ottobre 2026 - Avvocatura e istituzioni

“Più celle non sono la risposta”: l’avvocatura si schiera contro Nordio sulle carceri minorili

L'Organismo Congressuale Forense replica alle ipotesi del Guardasigilli di ampliare gli istituti penali minorili e destinare ai giovani sezioni delle carceri per adulti: per l'avvocatura la sicurezza non può tradursi in resa della funzione educativa della giustizia

L’Organismo Congressuale Forense (OCF), organismo di rappresentanza politica dell’avvocatura italiana, ha preso pubblicamente posizione contro le dichiarazioni rese dal ministro della Giustizia Carlo Nordio all’indomani dei massicci arresti di minori registrati nei disordini degli ultimi giorni. Il Guardasigilli aveva prospettato come possibile risposta l’ampliamento della capienza degli istituti penali minorili e, in subordine, l’ipotesi di destinare ai minori alcune sezioni delle carceri per adulti.

Nel comunicato diffuso da Roma, l’OCF premette di condividere la condanna dell’uso della violenza, ma ribadisce che la giustizia minorile non può essere governata attraverso un ricorso sempre più esteso alla detenzione: il nostro ordinamento, si legge nella nota, pone al centro il recupero, l’educazione e il reinserimento sociale dei minori, principi che “non possono essere sacrificati sull’altare dell’emergenza sicurezza”. Per l’organismo forense, l’unica risposta accettabile alle criticità del sistema penale minorile risiede nel rafforzamento delle misure educative, dei percorsi di responsabilizzazione e delle strutture di accoglienza e recupero — non nella moltiplicazione dei posti detentivi — mentre sarebbe semmai apprezzabile un intervento che rendesse gli istituti esistenti “vivibili e adeguati alla funzione cui sono preposti”.

Il comunicato usa toni netti nel definire la proposta ministeriale: moltiplicare i posti nelle carceri minorili per rispondere al disagio giovanile rappresenterebbe, secondo l’OCF, “la resa dello Stato”, ovvero “la rinuncia alla funzione educativa della giustizia“, con il rischio di confondere sicurezza e repressione. Ancora più dura la valutazione sull’ipotesi di utilizzare sezioni delle carceri per adulti per ospitare detenuti minorenni: una soluzione che l’OCF giudica “non solo irricevibile per impossibilità oggettive”, stante la condizione di sovraffollamento ormai cronica del sistema penitenziario per adulti, ma “pericolosa e potenzialmente criminogena” per gli stessi minori coinvolti.

L’organismo forense chiude il comunicato ribadendo la necessità di interventi strutturali, rispettosi dei principi costituzionali e della specificità della giustizia minorile, mettendo in guardia dal rischio che l’urgenza della cronaca determini scelte normative destinate a incidere sul futuro di intere generazioni.

Per gli avvocati che operano nel settore minorile, la presa di posizione dell’OCF segna una linea di frattura netta rispetto all’indirizzo emerso dal Ministero della Giustizia, e apre a un confronto politico-istituzionale che nelle prossime settimane potrebbe riflettersi direttamente sul contenuto del decreto sicurezza e sulle norme attuative in materia di detenzione minorile, con possibili ricadute sulle difese d’ufficio e sui protocolli applicativi che i Tribunali per i minorenni dovranno adottare.

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