22 Ottobre 2026 - Economia

Musk apre alla maxi-fusione tra Tesla e SpaceX: “Campo minato, ma ci sono molti vantaggi”

Dopo trimestrali SpaceX con utile quasi triplo delle attese, Musk conferma la nascita di comitati indipendenti nei due board per valutare l'operazione: nascerebbe potenzialmente la più grande fusione societaria della storia

Elon Musk ha pubblicamente sostenuto l’ipotesi di una fusione tra SpaceX e Tesla, un’operazione che, per le dimensioni delle due società, potrebbe diventare la più grande fusione societaria mai realizzata. Le dichiarazioni sono arrivate a margine della presentazione dei risultati del terzo trimestre 2026 di SpaceX, che ha registrato un utile netto di 4,4 miliardi di dollari, ben oltre il consenso degli analisti fermo a 1,88 miliardi, e un fatturato cresciuto del 161% su base annua.

A trainare i conti è stata soprattutto la divisione intelligenza artificiale, ribattezzata “Super Intelligence”, che ha raggiunto 7,56 miliardi di dollari di ricavi, oltre nove volte il dato dello stesso periodo dello scorso anno, mentre la divisione connettività legata a Starlink è salita del 69% a 5,25 miliardi di dollari, pur con un numero di abbonati — 13,6 milioni — inferiore alle attese degli analisti. Più contenuta, invece, la crescita della divisione lanci e veicoli spaziali, ferma a +6% e 1,77 miliardi di dollari. Per il primo trimestre del prossimo anno SpaceX prevede ricavi complessivi per 37 miliardi di dollari. Sull’onda dei risultati, il titolo SpaceX è salito di circa il 9% negli scambi after-hours a Wall Street.

Musk ha dichiarato di ritenere l’operazione una buona idea, sottolineando come comporterebbe “molti vantaggi” dalla combinazione delle due aziende, ma ha anche ammesso che si tratta di muoversi in un “campo minato”, avvertendo che ottenere il sostegno necessario da parte degli azionisti di Tesla potrebbe rivelarsi complicato. Lo stesso Musk ha precisato di non poter partecipare direttamente alle trattative per un evidente conflitto di interessi, essendo alla guida di entrambe le società: la decisione finale spetta quindi ai comitati speciali di amministratori indipendenti che i due consigli di amministrazione hanno istituito per valutare l’operazione, senza che siano stati finora definiti i termini di un eventuale accordo.

L’eventuale operazione solleverebbe questioni di governance e di tutela degli azionisti di minoranza di assoluto rilievo, considerato il ruolo di Musk come amministratore delegato di entrambe le realtà coinvolte e la necessità di un processo di valutazione realmente indipendente da parte dei comitati appena costituiti.

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