21 Ottobre 2026 - Giustizia digitale

Il Senato torna a interrogarsi sull’intelligenza artificiale nei tribunali

La Commissione Giustizia riprende oggi l’indagine conoscitiva sull’impatto dell’IA nel settore della giustizia: in audizione la giurista Monica Palmirani

La II Commissione Giustizia del Senato riprende oggi, 21 ottobre 2026, i lavori dell’indagine conoscitiva sull’impatto dell’intelligenza artificiale nel settore della giustizia. Dopo le audizioni sul disegno di legge sulla legittima difesa (ddl 167 e connessi), la seduta prosegue con le “procedure informative” dell’indagine, aperta nei mesi scorsi per fare il punto su come gli strumenti di IA stiano già entrando nell’attività giudiziaria e su quali regole servano per governarne l’uso.

In audizione è convocata la professoressa Monica Palmirani, ordinaria di Informatica giuridica all’Università di Bologna e tra le massime esperte italiane di intelligenza artificiale applicata al diritto, già coinvolta in gruppi di lavoro europei su AI e regolazione giuridica computazionale. Il suo contributo arriva in un momento delicato: da un lato la magistratura discute da mesi dei limiti all’uso di chatbot e modelli linguistici nella redazione di provvedimenti, dopo i casi di sentenze che hanno riportato per errore suggerimenti o istruzioni generate dall’intelligenza artificiale; dall’altro il decreto legislativo 179/2026, che recepisce l’AI Act in Italia, entra in vigore il 23 ottobre e attribuisce al Garante Privacy la vigilanza sui sistemi di IA ad alto rischio impiegati in ambito giudiziario, mentre resta aperto il tema di regole deontologiche specifiche per l’uso di questi strumenti da parte di avvocati e magistrati.

L’indagine conoscitiva, avviata dalla Commissione Giustizia, non produce un atto normativo immediato ma raccoglie elementi — audizioni di accademici, operatori del settore, rappresentanti istituzionali — che potranno confluire in futuri interventi legislativi su processo telematico, responsabilità nell’uso di strumenti predittivi e garanzie procedurali per le parti.

Per l’avvocatura, il lavoro parlamentare in corso segnala che le regole sull’uso dell’IA nei tribunali sono ancora in fase di definizione: un terreno su cui gli ordini professionali e le associazioni forensi dovranno far sentire la propria voce prima che si consolidino assetti normativi non ancora scritti.

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