Con la sentenza n. 36730 del 2026, la Quinta Sezione penale della Corte di Cassazione ha stabilito che l’adesione di un difensore all’astensione dalle udienze proclamata dall’Unione Camere Penali Italiane non consente di ottenere il rinvio del processo quando la prescrizione del reato è ormai prossima a maturare. Il principio arriva da un caso di bancarotta a carico degli amministratori di un’impresa di ristorazione, condannati nei primi due gradi di giudizio per bancarotta preferenziale e bancarotta documentale semplice: uno degli imputati avrebbe trasferito oltre 100mila euro a un creditore, a fronte di un debito molto più contenuto, mentre la società era già insolvente.
Davanti alla Cassazione, la difesa aveva chiesto il rinvio dell’udienza per poter aderire all’astensione proclamata dall’UCPI per il periodo 23-29 settembre 2026. La Corte ha respinto la richiesta: il termine massimo di prescrizione sarebbe scaduto il 10 ottobre 2026, e l’articolo 4 del codice di autoregolamentazione delle astensioni forensi vieta espressamente di aderire allo sciopero quando la prescrizione matura durante il periodo di astensione o entro finestre temporali prestabilite — 360 giorni nella fase delle indagini preliminari, 180 giorni nel giudizio di merito, 90 giorni nel giudizio di legittimità davanti alla Cassazione. Per il calcolo dei termini di prescrizione la Corte ha fatto applicazione della riforma Orlando (legge 103/2017), richiamando anche la riforma Cartabia in tema di appello cartolare.
L’esito per gli imputati è stato netto: tutti i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili, con condanna alle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.
Per i penalisti, l’indicazione pratica è immediata: aderire a un’astensione proclamata dall’avvocatura non blocca automaticamente il processo, e chi ha in agenda uno sciopero dovrebbe prima verificare, fascicolo per fascicolo, a che punto sia la prescrizione e in quale fase si trovi il procedimento, perché i limiti temporali del codice di autoregolamentazione sono pensati proprio per impedire che l’astensione diventi uno strumento per far cadere l’imputazione.
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