Il ministro della Giustizia Carlo Nordio promuove oggi, 24 settembre, al Consiglio dei Ministri un decreto-legge che proroga fino a dicembre 2026 i 1.257 addetti all’Ufficio per il processo (UPP), il personale reclutato con i fondi del PNRR per affiancare i magistrati nello smaltimento dell’arretrato giudiziario e nella gestione dei procedimenti.
Gli addetti UPP, distribuiti nei principali uffici giudiziari del Paese, hanno contratti in scadenza e la proroga arriva su sollecitazione diretta dei vertici degli uffici giudiziari, preoccupati per l’impatto operativo di una loro uscita non programmata proprio mentre restano aperti i target di riduzione dell’arretrato civile e penale fissati dal PNRR.
Sul piano finanziario, il provvedimento utilizza le risorse residuali ancora disponibili nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, integrate da fondi ulteriori che lo stesso Ministro ha deciso di destinare allo scopo per coprire l’intero periodo fino a fine anno.
La proroga è esplicitamente presentata dal Ministero come misura-ponte: l’obiettivo dichiarato dal Guardasigilli resta la stabilizzazione strutturale di questo personale, da realizzare con la prossima Legge di Bilancio, evitando che allo scadere del PNRR gli uffici giudiziari perdano il supporto amministrativo che negli ultimi anni ha contribuito a ridurre i tempi di definizione dei procedimenti.
Trattandosi di un decreto-legge, il provvedimento entrerà in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ma dovrà essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni, pena la decadenza; negli ambienti parlamentari di maggioranza la proroga è già stata anticipata come acquisita, ma il percorso di conversione resta da seguire nelle prossime settimane.
La continuità del personale UPP negli uffici giudiziari riduce il rischio di rallentamenti nella trattazione dei procedimenti pendenti fino a fine anno, ma l’incertezza sul “dopo dicembre” resta aperta fino a quando la stabilizzazione non troverà copertura effettiva nella Legge di Bilancio, un passaggio che gli operatori del settore giustizia dovranno monitorare nelle prossime settimane.
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