Il Consiglio di Stato, con l’ordinanza cautelare n. 4685/2026, ha accolto il ricorso presentato da 27 candidati al concorso nazionale per le Scuole di Specializzazione Medica (SSM) 2026, ribaltando la decisione del TAR Lazio che in primo grado aveva respinto le loro richieste. I candidati, assistiti dall’avvocato Antonio De Angelis, contestavano la correzione del quesito a risposta multipla numero 34 della prova.
Secondo quanto ricostruito, la risposta data dai ricorrenti — “nessuna profilassi” — era stata considerata errata in sede di correzione, con conseguente penalizzazione nel punteggio finale. Il Consiglio di Stato ha ritenuto che un quesito a risposta multipla debba ammettere una sola risposta univocamente corretta, e che, alla luce della letteratura scientifica e della formulazione del testo, la risposta dei ricorrenti non potesse essere qualificata come errata. Ha pesato, nella decisione, anche la circostanza che il Ministero dell’Università e della Ricerca non abbia depositato nei termini la documentazione difensiva richiesta.
Il collegio ha riconosciuto l’urgenza di un provvedimento cautelare immediato, data l’imminenza dell’assegnazione delle sedi di specializzazione. Per effetto dell’ordinanza, il MUR dovrà attribuire ai 27 ricorrenti il punteggio pieno per la risposta corretta e annullare la relativa penalizzazione, con un conseguente avanzamento in graduatoria. Il fascicolo torna ora al TAR Lazio, chiamato a fissare con urgenza l’udienza di merito.
La portata della pronuncia supera i singoli ricorrenti: trattandosi dello stesso quesito somministrato su base nazionale, un’eventuale rideterminazione dei punteggi potrebbe alterare le soglie di ammissione alle diverse scuole di specializzazione, aprendo la strada a richieste analoghe da parte di altri candidati che avessero fornito la medesima risposta, con possibili riflessi contenziosi di portata nazionale per gli studi legali che assistono i candidati nei ricorsi sui concorsi pubblici.
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