Dal prossimo 15 giugno entrerà in vigore un nuovo sistema di controlli preventivi sui pagamenti che le pubbliche amministrazioni e le società interamente partecipate dallo Stato effettuano nei confronti dei professionisti. La novità introduce un meccanismo particolarmente incisivo: le verifiche telematiche sulla presenza di debiti fiscali saranno obbligatorie indipendentemente dall’importo da corrispondere.
La disciplina si differenzia da quella già prevista per altri creditori della pubblica amministrazione. Per imprese e altri soggetti, infatti, i controlli scattano soltanto oltre la soglia di 5.000 euro, mentre per i dipendenti pubblici il limite è fissato a 2.500 euro. Per i professionisti, invece, non è previsto alcun importo minimo.
In concreto, prima di effettuare il pagamento, l’amministrazione dovrà verificare se il destinatario presenta cartelle esattoriali scadute per almeno 5.000 euro. In presenza di tale situazione, l’ente pubblico non verserà direttamente il compenso al professionista ma trasferirà, in tutto o in parte, le somme dovute all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, fino a concorrenza del debito accertato.
L’effetto pratico può essere rilevante anche per compensi di modesta entità. Un professionista che debba ricevere, ad esempio, 2.500 euro e che abbia un debito iscritto a ruolo superiore a 5.000 euro potrebbe vedere l’intero importo destinato all’agente della riscossione anziché accreditato sul proprio conto.
La decorrenza della misura segue il principio di cassa. Non rileva quindi la data di emissione della fattura né il momento in cui la prestazione professionale è stata eseguita. Ciò che conta è la data del pagamento. Anche fatture emesse mesi prima saranno soggette alle nuove verifiche se il pagamento verrà disposto dal 15 giugno in avanti.
Restano tuttavia aperti alcuni interrogativi applicativi. Le procedure operative non sono ancora state completamente definite e mancano indicazioni dettagliate sulle modalità tecniche attraverso cui le amministrazioni dovranno effettuare il versamento diretto all’agente della riscossione dopo l’esito dei controlli.
Per quanto riguarda i soggetti interessati, la disciplina sembra riguardare i compensi derivanti dall’esercizio abituale di arti e professioni. Secondo le prime interpretazioni, potrebbero rimanere esclusi i pagamenti relativi a prestazioni occasionali, nonché quelli destinati alle società tra professionisti e alle società tra avvocati, per le quali continuerebbe ad applicarsi il regime ordinario con la soglia dei 5.000 euro.
Un ulteriore punto riguarda i contribuenti in regime forfettario. L’impostazione normativa lascia spazio all’ipotesi che tali professionisti non siano soggetti al nuovo obbligo di controllo senza soglia, ma sul tema si attendono chiarimenti ufficiali che confermino o smentiscano questa interpretazione.
In vista dell’entrata in vigore delle nuove regole, molti professionisti che intrattengono rapporti con la pubblica amministrazione stanno verificando la propria posizione debitoria. La presenza di cartelle non pagate, anche eventualmente contestabili, potrebbe infatti comportare il blocco o la destinazione diretta dei compensi all’erario prima ancora dell’avvio delle tradizionali procedure esecutive.
Iscriviti al canale Telegram di Servicematica
Notizie, aggiornamenti ed interruzioni. Tutto in tempo reale.
LEGGI ANCHE
Corrompere onestamente: l’ossimoro di Calamandrei e l’arte della persuasione in tribunale
L’incipit pungente “Corrompere onestamente”: un ossimoro che cattura l’attenzione e disorienta il lettore. È con questa formula provocatoria che Piero Calamandrei, giurista e avvocato, apre…
Crisi d’impresa: il cram down fiscale ha nuovi limiti
Questa procedura potrà essere attivata solo se il debitore offre almeno il 60% del debito fiscale, con un minimo del 50% per le imposte non…
Il sovraindebitamento post-crisi: la legge 3/2012 e il Codice della crisi
Un'analisi delle procedure per l'esdebitazione di privati e piccole imprese, tra prassi consolidata e recenti evoluzioni normative.

