23 Maggio 2025 - Economia e società

Ceto medio in affanno: il sogno di un futuro migliore si cerca altrove

Un’indagine Censis-Cida fotografa le difficoltà e le aspirazioni del ceto medio: troppe tasse, welfare insufficiente e poche prospettive spingono sempre più giovani e famiglie a guardare oltreconfine.

Il ceto medio italiano, da sempre considerato il punto di equilibrio economico e sociale del Paese, oggi vive una fase di incertezza e disillusione. A raccontarlo è il recente report Censis-Cida che, attraverso dati e analisi, restituisce il ritratto di una fascia sociale che si sente stretta tra troppe tasse, un welfare che arretra e poche opportunità di crescita reale.

Secondo l’indagine, due terzi degli italiani continuano a considerarsi parte del ceto medio, una definizione che, più che sul reddito o sul lavoro, poggia oggi su elementi culturali, interessi personali e competenze. Tuttavia, questa autopercezione convive con una crescente insoddisfazione: il 45% degli intervistati dichiara di avere un reddito compreso tra 16.000 e 35.000 euro annui e il 26% tra 36.000 e 50.000, mentre poco meno della metà ha ridotto consumi e risparmi, vivendo in uno stato di ansia economica.

A pesare su questo scenario è soprattutto la mancanza di prospettive per i più giovani. Il 49% dei genitori investe in attività extrascolastiche per i figli, ma l’ambizione non sembra più essere solo il successo in patria: il 53% manderebbe i propri figli a studiare all’università all’estero e il 24% preferirebbe per loro scuole superiori oltreconfine. Il sogno di una vita migliore, per molti, sembra infatti realizzabile più fuori che dentro i confini nazionali.

Non è solo una questione economica, ma di sistema. Il 71% degli italiani chiede una riduzione delle tasse sul lavoro dipendente, mentre la maggioranza ritiene che il welfare pubblico riesca a garantire solo le prestazioni di base, e spesso nemmeno quelle. Cresce così il ricorso a polizze sanitarie e fondi pensione integrativi privati, mentre chi non può permetterselo resta escluso.

«Il ceto medio è troppo ricco per ricevere aiuti e troppo povero per costruire il proprio futuro», commenta Stefano Cuzzilla, presidente della Cida. «È colpito dal fisco, escluso dal welfare e ignorato nei riconoscimenti. Eppure resiste, investe nei figli e tiene in piedi famiglie e territori con una generosità silenziosa. Ma per quanto ancora potrà farlo senza essere ascoltato?»

Secondo il Censis, la vera sfida sarà riconoscere il valore sociale e produttivo di questo segmento, ripensando il welfare, premiando chi crea valore e alleggerendo la pressione fiscale su lavoro e famiglie.


LEGGI ANCHE

Via libera al piano carceri: 10.000 detenuti in uscita anticipata e quasi 10.000 nuovi posti entro il 2027

Il Consiglio dei ministri approva il disegno di legge per affrontare il sovraffollamento. Nordio: “No allo svuotacarceri, ma servono alternative”. Meloni: “Adeguiamo le carceri, non…

Responsabilità condominiali, la Cassazione chiarisce: chi commette l’illecito risponde, a prescindere da chi abbia iniziato

Un’ordinanza della Suprema Corte stabilisce che, in caso di danno alla cosa comune provocato da più condomini, ciascuno può essere chiamato a rispondere senza tener…

Professionisti nel mirino: il Fisco può pignorare direttamente le parcelle

Nuovo protocollo operativo tra Agenzia delle Entrate e Riscossione: i clienti obbligati a versare i compensi non al professionista, ma al Fisco

TORNA ALLE NOTIZIE

Iso 27017
Iso 27018
Iso 9001
Iso 27001
Iso 27003
Acn
RDP DPO
CSA STAR Registry
PPPAS
Microsoft
Apple
vmvare
Linux
veeam
0
    Prodotti nel carrello
    Il tuo carrello è vuoto