È una corsa tra giganti, e Google non ha nessuna intenzione di restare indietro. Di fronte all’avanzata di ChatGPT e delle intelligenze artificiali cinesi, il colosso di Mountain View ha deciso di accelerare e di rimettere mano persino al suo storico motore di ricerca, cuore pulsante dell’azienda. Il risultato è una serie di annunci e innovazioni che promettono di ridefinire il modo in cui interagiamo con il web e con i servizi digitali.
Alla conferenza annuale degli sviluppatori, Sundar Pichai, ceo di Google e Alphabet, ha tracciato la nuova rotta: “Più intelligenza artificiale per tutti, ovunque. Il mondo sta rispondendo e decenni di ricerca stanno diventando realtà”. Il cambiamento è già visibile nella ricerca online con ‘Overview’, la funzione di IA generativa che dal 2024 affianca le tradizionali query degli utenti, e che ora si prepara a essere ulteriormente potenziata.
Negli Stati Uniti debutta infatti ‘AI Mode’, una modalità chatbot direttamente integrata in Google Search. Ma è solo l’inizio. Project Astra, il nuovo progetto di intelligenza artificiale visiva, consentirà di ottenere informazioni semplicemente inquadrando oggetti con la fotocamera, mentre Project Mariner aiuterà a trovare biglietti per eventi scandagliando le migliori offerte online. Anche lo shopping diventa smart grazie a Shopping Graph, che permetterà di provare virtualmente un capo e acquistarlo in pochi click con Google Pay.
Al centro di tutto c’è Gemini, il modello linguistico evoluto, che secondo Demis Hassabis, ceo di Google Deepmind e fresco Nobel per la Chimica, “è capace di pianificare, immaginare e simulare aspetti del mondo reale come fa il cervello umano”. La nuova versione 2.5 Flash e Deep Think integrata su Chrome promette di cambiare l’esperienza di navigazione, rendendola più interattiva e personalizzata.
Grande attenzione anche al mondo dei contenuti visivi. Flow è la nuova piattaforma pensata per supportare i creativi nella produzione di scene e clip cinematografiche, mentre Veo 3 e Imagen 4 spingono più in là i confini della generazione automatica di video e immagini.
Per le videoconferenze arriva Google Beam, che introduce videochiamate in 3D con traduzioni simultanee e realistiche, capaci di mantenere intonazione e voce dei partecipanti. E sul fronte hardware, Google rilancia anche nella realtà aumentata: dopo le collaborazioni con Samsung e Qualcomm, ora lavora con Gente Monster e Warby Parker a un dispositivo XR che dialogherà con lo smartphone e con l’AI, sfidando Meta nel settore degli occhiali intelligenti.
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