Il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa il 12 marzo scorso ha adottato ufficialmente la Convenzione per la Protezione della Professione Forense, un trattato innovativo volto a rafforzare le garanzie per gli avvocati e le loro associazioni professionali e a tutelarne l’indipendenza. Il nuovo strumento giuridico risponde alle crescenti minacce, interferenze e pressioni che colpiscono gli avvocati in molte giurisdizioni europee, compromettendo il diritto alla difesa e lo stato di diritto.
Di seguito, la nota della Giunta, dell’Osservatorio Europa e dell’osservatorio Avvocati Minacciati UNCP.
La Convenzione per la Protezione della Professione Forense frutto di più di due anni di stretta collaborazione tra il Comitato europeo di cooperazione giuridica (CDCJ) e il Comitato di esperti sulla protezione degli avvocati (CJ-AV), rappresenta il primo trattato internazionale vincolante dedicato specificamente alla protezione degli avvocati che, sottolineando l’importanza fondamentale dell’indipendenza della professione legale, interviene a salvaguardare, altresì, la riservatezza nei rapporti avvocato-cliente e a garantire il diritto degli avvocati di esercitare la professione senza pregiudizi, interferenze o intimidazioni.
Si fonda, per espresso rimando nel suo preambolo, sulla Convenzione Europea dei Diritti Umani e dei suoi Protocolli, nonché sulla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, tenendo, altresì, conto dei Principi fondamentali sul ruolo degli avvocati, adottati dall’Ottavo Congresso delle Nazioni Unite sulla prevenzione del crimine e il trattamento dei trasgressori nel 1990, della Raccomandazione Rec(2000)21 del Comitato dei Ministri agli Stati membri del Consiglio d’Europa sulla libertà di esercizio della professione di avvocato e della risoluzione 44/9 sull’indipendenza e l’imparzialità della magistratura, dei giurati e dei consulenti tecnici, nonché dell’indipendenza degli avvocati, adottata dal Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite il 16 luglio 2020.
Gli Stati firmatari si impegnano a garantire la libertà di esercizio della professione senza discriminazioni, indebite pressioni o atti di violenza. Si riconosce il diritto degli avvocati a esprimersi liberamente su questioni legali e di giustizia senza subire conseguenze negative o ritorsioni. La Convenzione prevede la tutela delle associazioni professionali per assicurare l’autonomia dell’avvocatura rispetto a pressioni politiche o governative e istituisce un meccanismo di monitoraggio internazionale, denominato GRAVO, per garantire il rispetto delle disposizioni del trattato e verificare eventuali violazioni. Questo organismo avrà il compito di valutare periodicamente l’attuazione della Convenzione nei vari Stati aderenti, potendo anche effettuare visite nei Paesi per verificare il rispetto delle norme e raccogliere segnalazioni da parte di ordini professionali, organizzazioni non governative e altre istituzioni della società civile.
Gli Stati dovranno assicurare che gli avvocati possano svolgere la loro attività professionale senza il timore di subire aggressioni fisiche, minacce, molestie o interferenze indebite. In caso di attacchi, sarà necessario garantire indagini efficaci e tempestive. Le associazioni forensi dovranno poter operare in maniera indipendente, senza ingerenze, per garantire la difesa della professione e il rispetto degli standard deontologici.
La Convenzione sarà aperta alla firma a partire dal 13 maggio 2025, in occasione della riunione dei Ministri degli Affari esteri del Consiglio d’Europa che si terrà a Lussemburgo. Per entrare in vigore, il trattato dovrà essere ratificato da almeno otto Paesi, di cui almeno sei appartenenti al Consiglio d’Europa. La ratifica sarà un passaggio fondamentale affinché gli Stati si assumano un impegno concreto nella protezione dell’indipendenza degli avvocati e della giustizia.
Negli ultimi anni, il Consiglio d’Europa ha espresso più volte preoccupazione relativamente alla sicurezza degli avvocati, sempre più spesso bersagli di intimidazioni, attacchi fisici e pressioni indebite, compromettendo l’efficacia della difesa e il diritto a un giusto processo. La Convenzione rappresenta, quindi, una risposta concreta a queste problematiche, ponendo un argine a fenomeni di violenza e repressione nei confronti dell’avvocatura. Secondo il rapporto esplicativo della Convenzione, infatti, è riconosciuto agli avvocati un ruolo fondamentale per la tenuta dello Stato di diritto e il funzionamento equo dei sistemi giudiziari. Tuttavia, in molti Paesi, essi sono soggetti a limitazioni arbitrarie, minacce alla loro indipendenza e persino ad attacchi fisici in ragione del loro lavoro in difesa dei diritti umani e della giustizia. La Convenzione stabilisce principi chiari per prevenire questi fenomeni e fornire strumenti concreti di protezione.
L’Unione delle Camere Penali Italiane, con i suoi Osservatori Europa e Avvocati Minacciati, accoglie con favore l’adozione della Convenzione, riconoscendone il valore nella salvaguardia dell’autonomia della professione forense e nel rafforzamento delle garanzie dello Stato di diritto. In tale contesto, auspica che l’Italia sia tra i primi Paesi a firmare e ratificare il trattato, riaffermando il proprio impegno nella difesa di un sistema giudiziario equo, indipendente ed efficace in linea con gli standard europei e internazionali. Il rispetto delle garanzie previste dal trattato contribuirebbe, infatti, a garantire che il sistema giudiziario operi in un contesto di massima tutela per coloro che esercitano la professione forense.
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