La chiusura di tribunali e sezioni distaccate, avviata tra il 2013 e il 2014 con l’obiettivo di migliorare la produttività della giustizia civile, ha avuto un impatto significativo sulla domanda di giustizia. Secondo lo studio “Gli effetti della riforma della geografia giudiziaria sul funzionamento della giustizia civile”, condotto da Bankitalia in collaborazione con la London School of Economics, la riduzione del numero di uffici giudiziari ha comportato un calo dei contenziosi del 6,4% nei tribunali accorpati e del 5,1% nelle sezioni distaccate soppresse.
La distanza incide sulla domanda di giustizia
L’analisi suggerisce che l’aumento della distanza dai tribunali abbia disincentivato l’avvio di nuove cause, soprattutto in materie dove il ricorso alla giustizia non è obbligato, come la responsabilità extracontrattuale (ad esempio, incidenti stradali) e le controversie sulla proprietà (come le liti condominiali). Al contrario, non si sono registrate variazioni significative per cause in ambito familiare (divorzi, separazioni) o per le crisi d’impresa, dove l’intervento del giudice è spesso necessario.
Prima della riforma, le sezioni distaccate erano in media a 8 km di distanza dai cittadini e i tribunali a 13 km. Dopo la riorganizzazione, la distanza media è salita a 14 km, con un aumento della popolazione che si trova a più di 20 km dal tribunale (dal 9% al 21%). Lo studio stima che 5 km in più di distanza riducano la domanda di giustizia di circa 6%.
Meno tribunali, giustizia più veloce?
Nonostante il calo delle liti, la riforma ha portato anche benefici in termini di efficienza. Nei tribunali coinvolti, il numero di procedimenti definiti è aumentato del 5% e il disposition time (tempo necessario per la conclusione di una causa) si è ridotto della stessa percentuale. La maggiore dimensione degli uffici giudiziari ha permesso di ottenere economie di scala e una maggiore specializzazione dei magistrati.
Tuttavia, lo studio sottolinea anche i rischi di accorpamenti eccessivi: quando la dimensione di un tribunale diventa troppo grande, possono emergere problemi di congestione e difficoltà di accesso per i cittadini, con un effetto opposto a quello desiderato.
Un bilancio tra costi e benefici
Nel complesso, gli autori dello studio ritengono che i benefici della riforma superino i costi, ma evidenziano la necessità di alcune condizioni per massimizzare gli effetti positivi. Tra queste, una maggiore integrazione digitale e interoperabilità tra gli uffici giudiziari, per evitare ritardi dovuti alla trasmissione dei fascicoli dai tribunali soppressi a quelli accorpanti.
La riforma della geografia giudiziaria resta un tema dibattuto: se da un lato ha favorito la velocizzazione della giustizia, dall’altro ha reso più difficile per alcuni cittadini accedere ai tribunali, modificando in modo significativo la domanda di giustizia. Una riflessione che potrebbe riemergere nel dibattito sulle future riforme del settore.
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