La riforma della magistratura onoraria avanza in Parlamento, con l’approvazione al Senato del disegno di legge già licenziato dalla Camera lo scorso dicembre. La norma, attesa da anni, introduce un inquadramento economico e previdenziale più stabile per i magistrati onorari del contingente a esaurimento, ossia coloro che operano secondo le regole del decreto legislativo n. 116 del 2017.
Il provvedimento prevede stipendi aggiornati, tutele previdenziali, trattamento di fine rapporto (TFR) e ferie retribuite. Tuttavia, resta irrisolta la questione previdenziale per i magistrati onorari non esclusivisti, che continuano a esercitare altre professioni, come l’avvocatura. Per loro, la frammentazione dei contributi tra diverse casse previdenziali rende complessa e costosa la gestione delle pensioni.
Un nodo cruciale è la competenza dei giudici onorari di tribunale (Got), che continueranno a occuparsi di cause civili minori, come i risarcimenti per incidenti stradali fino a 100 mila euro. Tuttavia, potranno essere assegnati loro anche procedimenti più rilevanti, in assenza di giudici togati disponibili.
La riforma introduce anche cambiamenti nell’applicazione dei magistrati onorari ai collegi giudicanti: sarà possibile solo per necessità temporanee o emergenziali. Dal 31 ottobre 2025, entrerà in vigore un nuovo assetto organizzativo per gli uffici del giudice di pace, come previsto dalla riforma Orlando.
L’iter legislativo non è ancora concluso, ma il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro delle Vedove (FdI), ha confermato l’impegno del governo a portare a termine questa riforma tanto attesa, riconosciuta come necessaria da tutte le forze politiche.
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