5 Dicembre 2024 - Privacy e frodi tecnologiche

Il crimine sul web: nativi digitali contro la minaccia cibernetica

La Polizia Postale recluta giovani under 28 per contrastare attacchi hacker e crimini online. Intelligenza artificiale e sinergia tra le forze in primo piano.

Prevenzione, innovazione e collaborazione. Sono queste le parole chiave emerse dal National Security Hub, il panel interforze che il 3 dicembre ha riunito a Roma esperti delle forze dell’ordine, dirigenti pubblici, e professionisti del settore privato per discutere delle strategie contro le crescenti minacce cibernetiche. “Ci troviamo di fronte a una minaccia veloce, trasversale e multilivello,” ha dichiarato Cristiano Leggeri, Direttore della III Divisione del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica.

Durante l’evento, si è evidenziata la necessità di potenziare le difese contro il crimine informatico, ormai capace di mettere a rischio la sicurezza nazionale e gli equilibri geopolitici. L’attenzione si è concentrata soprattutto su due fronti: la protezione delle infrastrutture critiche e la lotta alle nuove frontiere del crimine, dal dark web alla pedopornografia, fino all’uso dell’intelligenza artificiale nelle frodi online.

La svolta dei nativi digitali

Per affrontare queste sfide, la Polizia Postale ha avviato una selezione innovativa: 177 giovani under 28, nativi digitali, saranno assunti come nuovi “ispettori cibernetici.” Non si tratta di esperti con lauree specialistiche, ma di ragazzi cresciuti con le nuove tecnologie, pronti a essere formati come investigatori e tecnici al servizio della sicurezza nazionale.

“Abbiamo scelto giovani con sensibilità innate per il mondo digitale, difficili da trovare nelle generazioni precedenti,” ha spiegato Leggeri. I candidati stanno affrontando prove orali questo mese, dopo un percorso selettivo che ha incluso competenze in sistemi operativi, sicurezza informatica, digital forensic e normativa sui dati personali.

Intelligenza artificiale e reati economici

Sul fronte delle frodi online, il Generale Antonio Mancazzo, comandante del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza, ha sottolineato come l’intelligenza artificiale sia ormai uno strumento ampiamente utilizzato dai criminali: “Sul dark web e nei black market si vende di tutto. L’AI viene impiegata per camuffamenti e truffe sempre più sofisticate.”

Tra i reati più odiosi restano quelli contro i minori, come la pedopornografia online, che richiedono una costante evoluzione tecnologica delle forze dell’ordine. Attualmente, la Polizia Postale opera con 18 centri regionali e 82 sezioni locali, ma serve una maggiore sinergia per affrontare minacce così pervasive.

Una lotta sinergica per il futuro

Dal panel è emerso che solo un’azione coordinata e integrata tra le forze dell’ordine può contrastare efficacemente le minacce cyber. “Consapevolezza, responsabilità e innovazione sono le nostre armi,” ha concluso Leggeri. La sfida è appena iniziata, ma la risposta delle istituzioni è chiara: il futuro della sicurezza passa per l’evoluzione tecnologica e la collaborazione tra pubblico e privato.


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