ROMA – Visite a distanza, monitoraggi da remoto e consulti digitali: la telemedicina entra ufficialmente nel Servizio sanitario nazionale. Il Ministero della Salute ha infatti predisposto un decreto – in corso di pubblicazione – che regola i profili di privacy e sicurezza della Piattaforma nazionale di telemedicina (PNT), destinata a diventare il cuore dell’assistenza sanitaria digitale in Italia.
Accesso con identità digitale
Per garantire l’autenticità e la tutela dei dati personali, i cittadini accederanno ai servizi tramite Spid, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi. L’accesso potrà avvenire anche per conto di minori o persone fragili, tramite genitori, tutori, curatori o amministratori di sostegno.
Cinque tipologie di prestazioni
La piattaforma consentirà di usufruire di cinque diverse categorie di servizi:
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Televisita: visita medica a distanza tra paziente e professionista;
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Teleconsulto: confronto tra medici di diverse specializzazioni;
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Teleconsulenza: supporto digitale tra operatori sanitari;
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Teleassistenza: attività di cura e supporto continuativo;
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Telemonitoraggio: controllo remoto di parametri clinici.
Infrastruttura nazionale e regionale
Il sistema sarà coordinato da Agenas e articolato su due livelli: l’infrastruttura nazionale (INT) e quelle regionali (TRT). Le Regioni potranno avvalersi di propri strumenti, purché certificati e conformi agli standard di sicurezza. Tutti i servizi saranno integrati con il Fascicolo sanitario elettronico (FSE), per garantire tracciabilità e continuità di cura.
Privacy e gestione dei dati
Il decreto sottolinea che le infrastrutture non conserveranno i dati sanitari prodotti durante le prestazioni (referti, prescrizioni, documenti clinici), che confluiranno esclusivamente nel Fascicolo sanitario elettronico. Agenas sarà incaricata di definire i modelli di informativa e le procedure per assicurare ai cittadini i diritti previsti dal Gdpr: accesso, rettifica, aggiornamento e limitazione del trattamento dei dati.
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