14 Settembre 2026 - Avvocatura

Esame Avvocato 2026: domande dal 1° ottobre, solo con SPID, CIE o CNS

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che indice la sessione 2026 dell'esame di Stato per l'abilitazione alla professione forense. Domanda esclusivamente telematica, identità digitale obbligatoria, prove scritte il 15 e 16 dicembre

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – IV Serie speciale “Concorsi ed esami” n. 70 dell’11 settembre 2026 – il decreto del Ministero della Giustizia del 3 settembre 2026, con cui è stato emanato il bando dell’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione forense per l’anno 2026.

La domanda di partecipazione dovrà essere presentata esclusivamente per via telematica, attraverso la piattaforma informatica del Ministero della Giustizia: la procedura sarà disponibile dal 1° ottobre 2026, con finestra di presentazione aperta fino all’11 novembre. Un dettaglio da non sottovalutare per chi si appresta a fare domanda: per la registrazione e l’autenticazione sulla piattaforma sarà necessario utilizzare esclusivamente un’identità digitale, scegliendo tra SPID di secondo livello, Carta d’Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS) – non sarà quindi possibile presentare la domanda senza una di queste credenziali già attive. Il pagamento degli oneri di partecipazione avverrà attraverso la piattaforma PagoPA.

Le prove scritte si svolgeranno nelle giornate di martedì 15 e mercoledì 16 dicembre 2026, entrambe con inizio alle ore 9:00.

Il nuovo esame si inserisce in un riassetto più ampio dell’accesso alla professione forense, introdotto quest’anno. La riforma ha modificato la struttura delle prove, riducendo il tradizionale peso della prova scritta unica: il nuovo modello prevede due prove scritte e una prova orale. Cambia di conseguenza anche il modo di prepararsi per i candidati: non basta più una preparazione concentrata sulla tradizionale redazione dell’atto, perché il nuovo sistema richiede una conoscenza più articolata del diritto sostanziale e processuale, insieme a una maggiore capacità di ragionamento applicato.

Il tema riguarda da vicino anche chi è già dentro la professione. Il nuovo accesso all’avvocatura è infatti solo uno dei tasselli della riforma dell’ordinamento forense, introdotta con la legge 28 luglio 2026, n. 137. Il provvedimento interviene, tra gli altri aspetti, sulla possibilità di esercitare la professione in forme collettive, sulle società tra avvocati, sulla disciplina della monocommittenza e, appunto, sul percorso di accesso alla professione.

Tutti i requisiti, le modalità di presentazione della domanda e gli ulteriori dettagli sono contenuti nel decreto ministeriale del 3 settembre 2026.

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