6 Febbraio 2026 - Ministero della Giustizia

Servizio civile, primo progetto del DAP approvato e finanziato

L’annuncio del sottosegretario Delmastro: 33 giovani impegnati in 11 istituti penitenziari per rafforzare rieducazione e reinserimento sociale

Per la prima volta il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ottiene l’approvazione e il finanziamento di un proprio progetto di Servizio Civile Universale. L’iniziativa, promossa dal Ministero della Giustizia, sarà realizzata in undici istituti penitenziari distribuiti su tutto il territorio nazionale e prevede l’impiego di 33 giovani operatori volontari a supporto dell’Amministrazione penitenziaria.

A darne notizia è il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, che sottolinea il valore strategico del progetto: la presenza dei volontari del Servizio Civile consentirà di rafforzare le attività di rieducazione e reinserimento sociale dei detenuti, con l’obiettivo di ridurre la recidiva e favorire concrete opportunità di riscatto.

Secondo Delmastro, l’esperienza rappresenterà anche un’importante occasione formativa per i giovani coinvolti. Operare all’interno degli istituti penitenziari permetterà loro di conoscere da vicino il funzionamento dell’Amministrazione penitenziaria e di vivere un percorso dal forte impatto umano e civile, che potrebbe trasformarsi, per alcuni, anche in una futura scelta professionale.

Il progetto è stato finanziato tramite il decreto del Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio Civile Universale, pubblicato il 4 febbraio, e sarà inserito nel prossimo bando per la selezione degli operatori volontari, la cui pubblicazione è attesa nelle prossime settimane.

La decisione di accreditare il DAP e di presentare, per la prima volta, un progetto di Servizio Civile in ambito penitenziario si fonda – conclude Delmastro – sul valore educativo e di crescita personale e professionale che un’esperienza di questo tipo può offrire ai giovani, chiamati a confrontarsi con una realtà complessa, dove le difficoltà quotidiane della detenzione si intrecciano con le opportunità di recupero e reinserimento che la pena deve sempre garantire.


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