Un albergo di Selva di Cadore (Belluno) è finito al centro delle polemiche per un presunto messaggio inviato a un gruppo di turisti israeliani, in cui il gestore avrebbe scritto: “In quanto responsabili di genocidio, non siete clienti ben accetti”. La struttura avrebbe offerto la cancellazione gratuita della prenotazione, dichiarandosi altrettanto felice di non ospitare il gruppo. Contattato dall’Ansa, l’albergo ha rifiutato di commentare.
La vicenda è stata resa nota dal sito della comunità ebraica di Milano Bet Magazine Mosaico, che attribuisce il rifiuto a un gruppo di turisti israeliani intenzionati a trascorrere una vacanza sulle Dolomiti. Secondo il sito, il gestore avrebbe confermato il suo atteggiamento con un post su un profilo social privato. La comunità ebraica milanese ha ricordato un episodio analogo avvenuto lo scorso aprile in una struttura del bergamasco.
Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha espresso sdegno: “Se confermato, è un fatto di estrema gravità. Il Veneto deve garantire porte aperte a tutti, senza eccezioni. La nostra tradizione è inclusiva e rispettosa delle identità altrui”. Zaia ha sottolineato come la storia del Veneto, dalla Repubblica Serenissima in poi, sia stata un esempio di integrazione e apertura culturale.
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