3 Gennaio 2025 - Deontologia forense

Praticanti abilitati: possono sostituire il dominus negli interrogatori e perquisizioni?

Il Consiglio Nazionale Forense chiarisce i limiti e le possibilità previste dalla legge per i praticanti avvocati abilitati.

Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati (COA) di Paola ha richiesto un parere sulla possibilità per un praticante avvocato abilitato di sostituire il proprio dominus durante interrogatori davanti alla polizia giudiziaria e nel corso di perquisizioni, nei casi in cui il dominus sia già stato nominato.

Il Consiglio Nazionale Forense (CNF), attraverso il parere n. 47 del 9 ottobre 2024, ha risposto facendo riferimento all’articolo 41, comma 12, della legge n. 247/12. Tale norma prevede che il praticante avvocato, dopo sei mesi dall’iscrizione nel registro dei praticanti e purché in possesso della laurea in giurisprudenza, possa svolgere attività professionale in sostituzione del proprio dominus. Tuttavia, tale facoltà è limitata a specifici ambiti di competenza: procedimenti dinanzi al giudice di pace, reati contravvenzionali e quelli che in passato rientravano nella competenza del pretore.

Secondo il CNF, le attività oggetto del quesito rientrano nella nozione di “attività professionale” prevista dalla normativa. Pertanto, qualora gli interrogatori o le perquisizioni siano legati a procedimenti compresi negli ambiti di competenza definiti dall’articolo 41, comma 12, e vi sia il controllo del dominus, il praticante abilitato può effettivamente svolgere tali mansioni.


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