Elon Musk ha annunciato su X che il primo lancio orbitale di Starship, il razzo di nuova generazione di SpaceX, trasporterà i satelliti della costellazione Starlink di terza generazione (V3) destinati a un utilizzo operativo, e non più solo sperimentale.
Il lancio, originariamente previsto per il 22 settembre, era stato rinviato al 28 settembre, in attesa dell’autorizzazione della Federal Aviation Administration statunitense. Si tratterà del volo numero 14 del programma Starship: il piano di missione prevede un’altitudine di circa 275 chilometri, sei orbite complete in quasi dieci ore, l’accensione dei motori del veicolo in orbita e il rilascio dei satelliti, con successivo ammaraggio nell’oceano Pacifico. Il booster Super Heavy testerà invece una manovra di discesa controllata nel Golfo del Messico, senza tentativo di recupero.
I satelliti Starlink V3, secondo quanto dichiarato da Musk, porteranno la capacità della costellazione a oltre cento volte la banda disponibile rispetto agli attuali circa 11mila satelliti in orbita. Alcuni degli esemplari imbarcati in questo lancio sono equipaggiati con telecamere per riprendere da vicino le condizioni dello scudo termico e della struttura del razzo durante il volo, un elemento chiave per validare la sicurezza dei voli successivi.
Per il settore aerospaziale la missione rappresenta un banco di prova decisivo: è il primo tentativo di portare Starship oltre la fase suborbitale, dopo una serie di test dedicati principalmente a verifiche strutturali e di rientro.
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