Raytheon, controllata di RTX, sta preparando la ripresa su larga scala della produzione del MALD (Miniature Air-Launched Decoy), un’esca aviolanciata pensata non per intercettare missili o droni, ma per simulare la firma radar di un velivolo militare e attirare su di sé il fuoco delle difese aeree nemiche, riducendo così il rischio per caccia, droni e munizioni costose. La variante MALD-J aggiunge capacità di disturbo elettronico (jamming).
Secondo i dati diffusi dall’azienda, il MALD ha un’autonomia di circa 500 miglia nautiche (926 km) e pesa meno di 136 kg. Raytheon punta a un modello produttivo che definisce “affordable mass”: grandi quantità a basso costo unitario, reso possibile dal fatto che le linee di assemblaggio e collaudo sono ancora attive e il sistema resta in supporto. Tra le misure per accelerare i tempi figurano l’uso della produzione additiva e l’impiego iniziale di propulsori già collaudati; le prime consegne sono attese entro due anni dall’assegnazione di un contratto.
La prima fase produttiva resterebbe a Tucson, in Arizona, ma Raytheon valuta anche l’apertura di una seconda linea in Europa, con il coinvolgimento di fornitori locali: un’ipotesi ancora subordinata alle autorizzazioni necessarie e che non equivale né a un investimento già deciso in Italia né a un ordine assegnato.
Sul fronte italiano, Leonardo sviluppa da tempo tecnologie di guerra elettronica con funzioni diverse ma complementari: BriteCloud, contromisura lanciata da velivolo per confondere i radar di guida dei missili in arrivo, e BriteStorm, sistema per disturbare i radar avversari anche da piattaforme come i droni. Nessuno dei due sostituisce il MALD, che non disturba ma “finge” di essere un aereo per sviare l’attacco; a oggi non risulta un ordine italiano per il sistema americano.
Il tema si inserisce nella richiesta avanzata a marzo 2026 dal ministro della Difesa Guido Crosetto di accelerare la produzione militare nazionale, con priorità alla difesa aerea, mentre l’Italia continua a partecipare alle attività NATO di sorveglianza dello spazio aereo alleato.
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