7 Maggio 2025 - Professioni

Equo compenso, l’Osservatorio torna al lavoro: attesa per la riunione del 13 maggio

Dopo mesi di silenzio, riprendono i lavori dell’organismo incaricato di monitorare l’applicazione della legge 49/2023. Sul tavolo gli aggiornamenti della relazione 2024 e il nodo delle gare pubbliche.

Dopo una lunga pausa, si riaccendono i riflettori sull’Osservatorio nazionale per il monitoraggio della legge sull’equo compenso per le prestazioni professionali. È stata infatti convocata per martedì 13 maggio la prima seduta del 2025, un appuntamento atteso tanto dalle istituzioni quanto dal mondo delle professioni autonome. A prendere parte all’incontro saranno rappresentanti del ministero della Giustizia e del Lavoro, insieme ai vertici di ordini professionali e associazioni di categoria.

All’ordine del giorno, gli aggiornamenti sulle risultanze della relazione 2024 — documento cruciale per valutare l’effettiva applicazione della normativa entrata in vigore nel maggio 2023 — e la definizione della programmazione dei lavori per l’anno in corso.

La convocazione arriva dopo mesi di attesa e di crescente insoddisfazione tra i professionisti. Diverse rappresentanze di settore avevano infatti denunciato pubblicamente la mancanza di riscontri da parte dei ministeri competenti in merito all’adeguamento dei parametri per la determinazione dei compensi minimi, nonostante fossero già state presentate proposte formali ai dicasteri di via Arenula e del made in Italy.

A riaccendere il dibattito è stata anche un’interrogazione parlamentare depositata dal deputato dem Arturo Scotto, che ha sollecitato il ministro della Giustizia Carlo Nordio a chiarire le ragioni dello stallo nelle attività dell’Osservatorio. Parallelamente, l’Autorità Antitrust ha aperto un’istruttoria in merito all’applicazione della normativa da parte del Consiglio nazionale forense, rilevando possibili criticità legate all’estensione delle disposizioni sulla giusta remunerazione previste dal nuovo codice deontologico.

Il confronto di metà maggio si preannuncia dunque carico di aspettative e decisivo per il futuro assetto della disciplina sull’equo compenso, soprattutto sul delicato tema dell’applicazione alle gare pubbliche, già indicato come priorità nella relazione inviata alle Camere a fine 2024.


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