7 Maggio 2026 - Privacy

Deepfake e tutela dei diritti: il Garante Privacy chiede poteri più incisivi

Dopo il caso che ha coinvolto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, l’Autorità invoca strumenti immediati per contrastare la diffusione di contenuti falsi generati dall’intelligenza artificiale e arginare la circolazione incontrollata di materiali lesivi della dignità personale

Il tema dei deepfake torna al centro del dibattito pubblico e istituzionale dopo la diffusione online di immagini manipolate che hanno coinvolto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. A intervenire è stato il Garante per la protezione dei dati personali, che ha rilanciato la necessità di attribuire all’Autorità strumenti più rapidi ed efficaci per contrastare la propagazione di contenuti artificiali creati tramite intelligenza artificiale.

Secondo il Garante, occorrerebbe prevedere la possibilità di bloccare dall’Italia l’accesso alle piattaforme che consentono la generazione di deepfake, soprattutto nei casi in cui tali strumenti vengano utilizzati per produrre contenuti offensivi, manipolatori o lesivi della persona. L’Autorità sottolinea come l’attuale velocità di circolazione dei materiali online renda indispensabile un intervento tempestivo, capace di interrompere la diffusione virale prima che il danno diventi irreversibile.

Particolare attenzione viene posta ai contenuti generati senza il consenso degli interessati, inclusi quelli che alterano immagini e identità personali fino a creare rappresentazioni degradanti o false. Il fenomeno, ormai sempre più diffuso grazie all’accessibilità delle tecnologie generative, pone interrogativi rilevanti non soltanto sul piano della privacy, ma anche su quello della sicurezza digitale, della reputazione individuale e della tutela dei diritti fondamentali.

L’Autorità ricorda inoltre di essere già intervenuta nei mesi scorsi con specifici provvedimenti rivolti agli utilizzatori di piattaforme basate sull’intelligenza artificiale generativa. Tra queste vengono citati servizi particolarmente noti e strumenti già finiti sotto osservazione per i possibili rischi connessi al trattamento illecito di dati personali e alla produzione di contenuti manipolati.

Articoli simili

Una PEC può costare caro: il Garante richiama gli avvocati sulla privacy digitale

E-mail inviate al destinatario sbagliato, link condivisi senza protezioni e documenti accessibili a terzi: la Relazione 2025 del Garante mette in guardia i professionisti. La…

Privacy, le iniziali non bastano: il Garante cambia le regole dell’anonimato

Una scuola sanzionata per aver reso identificabile uno studente nonostante l'uso delle sole iniziali. Il provvedimento del Garante chiarisce un principio destinato a incidere su…

Privacy e IA, il Garante alza l’attenzione: aumentano data breach, deepfake e controlli

La Relazione annuale dell'Autorità fotografa un ecosistema digitale sempre più complesso: nel 2025 notificati 2.415 data breach (+10%), oltre 37 milioni di euro di sanzioni…

TORNA ALLE NOTIZIE

Iso 27017
Iso 27018
Iso 9001
Iso 27001
Iso 27003
Acn
RDP DPO
CSA STAR Registry
PPPAS
Microsoft
Apple
vmvare
Linux
veeam
0
    Prodotti nel carrello
    Il tuo carrello è vuoto