16 Ottobre 2019 -

Gli indirizzi PEC tratti dal registro INI-PEC sono validi ai fini delle notifiche?

Con l’ordinanza 24160 depositata il 27 settembre 2019, la Corte di Cassazione ha ripreso quanto era già stato espresso con la sentenza 3709/2019 in tema di notifiche telematiche. “…il ricorso è stato notificato a mezzo PEC […] anche all’indirizzo di posta elettronica del Protocollo del Tribunale di Firenze, estratto dall’indice nazionale degli indirizzi INI PEC,…

Con l’ordinanza 24160 depositata il 27 settembre 2019, la Corte di Cassazione ha ripreso quanto era già stato espresso con la sentenza 3709/2019 in tema di notifiche telematiche.

“…il ricorso è stato notificato a mezzo PEC […] anche all’indirizzo di posta elettronica del Protocollo del Tribunale di Firenze, estratto dall’indice nazionale degli indirizzi INI PEC, elenco che […] è stato dichiarato non attendibile da Cass. n. 3709 del giorno 8 febbraio 2019, secondo cui “per una valida notifica tramite PEC si deve estrarre l’indirizzo del destinatario solo dal pubblico registro ReGIndE e non dal pubblico registro INI-PEC”.
[…] ne consegue che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile.”

L’ordinanza ribadisce quindi che ai fini delle notifiche telematiche sono validi solo gli indirizzi PEC tratti dal Reginde, il Registro Generale degli Indirizzi Elettronici.
Ogni altro elenco è da considerarsi non idoneo, compreso il registro INI-PEC (Indice nazionale degli indirizzi delle imprese e dei professionisti).

I PUBBLICI ELENCHI DI INDIRIZZI PEC

L’art. 3 bis della Legge 53/94 impone agli avvocati di procedere alle notifiche tramite PEC solo verso indirizzi di posta elettronica certificata presenti nei pubblici elenchi.

I pubblici elenchi previsti dalla legge (Codice dell’Amministrazione Digitale e D.L. 179/2012) e validi per le notifiche PEC sono:

  • il registro PP.AA
  • il Registro Imprese
  • il Reginde
  • l’INI-PEC

REGINDE E INI-PEC

Il portale dei servizi telematici del ministero della Giustizia indica il Reginde come il registro che “contiene esclusivamente i dati identificativi nonché l’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) dei soggetti abilitati esterni”, ovvero:

  • gli appartenenti a un ente pubblico,
  • i professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge,
  • gli ausiliari del giudice non appartenenti a un ordine di categoria o che appartengono a ente/ordine professionale che non abbia ancora inviato l’albo al Ministero della giustizia

È evidente che nel REGINDE manchino molti indirizzi PEC necessari in caso di notifiche, primi fra tutti quelli delle aziende.

Di contro, il Registro INI- PEC contiene dati provenienti dal Registro Imprese, dagli Ordini e dai Collegi di appartenenza, ed è aggiornato costantemente.

IL DIFETTO DELL’ORDINANZA SULL’INVALIDITÀ DEGLI INDIRIZZI TRATTI DALL’INI-PEC

Oltre a quanto già detto, l’ordinanza contrasta anche con la pronuncia 9893/2019 emessa dalla sesta sezione della Corte di Cassazione che dichiarava la validità della notifica via PEC a un indirizzo estratto dal registro INI-PEC:

“[…] il menzionato ricorso di fallimento […] fu ritualmente notificato […] all’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) della debitrice […] risultante dall’indice nazionale degli indirizzi di Posta Elettronica Certificata (INIPEC) […]”

L’evidente incoerenza della Corte di Cassazione ha sollevato molte le perplessità, spingendo il presidente del CNF, Avv. Mascherin, a inviare una nota al Primo Presidente della Corte Suprema di Cassazione, Dott. Giovanni Mammone.
La nota sottolinea l’inadeguatezza dell’ordinanza, i problemi che questa comporterebbe alle notifiche già eseguite e invita la Cassazione a porre rimedio all’accaduto.

Vuoi un indirizzo di posta elettronica certificata? Scopri l’offerta di Servicematica.

 

———-

LEGGI ANCHE:

Corretta l’ordinanza sulla mancata validità del registro INI-PEC

Indirizzo PEC errato e notifica in rinnovazione nulla


LEGGI ANCHE

errori giudiziari ingiusta detenzione

Giustizia tributaria: +38% ricorsi nel primo trimestre 2024, PNRR non basta

Un forte aumento dei ricorsi in materia di giustizia tributaria nel primo trimestre del 2024. I dati parlano di un +38% rispetto allo stesso periodo…

magistrato peta sospeso

Il Csm sospende un giudice-poeta: aveva accumulato 858 fascicoli

La Sezione disciplinare del CSM ha sospeso il magistrato Ernesto Anastasio, sia dall’incarico che dallo stipendio. Attorno ad Anastasio, infatti, si era creato un vero…

Intelligenza Artificiale e giustizia, Del Noce (UNCC): “Normativa necessaria, ma garantire il primato della decisione umana”

Il Presidente dell’Unione Nazionale Camere Civili commenta l’approvazione del disegno di legge al Senato e richiama l’importanza del confronto tra tutti gli attori del sistema…

TORNA ALLE NOTIZIE

Iso 27017
Iso 27018
Iso 9001
Iso 27001
Iso 27003
Acn
RDP DPO
CSA STAR Registry
PPPAS
Microsoft
Apple
vmvare
Linux
veeam
0
    Prodotti nel carrello
    Il tuo carrello è vuoto