Roma, 3 settembre 2024. Con l’ordinanza n. 23474, la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, ha ribadito un consolidato principio in materia probatoria civile, sancito dall’art. 2719 c.c.: le copie fotografiche e fotostatiche di un documento hanno la stessa efficacia probatoria dell’originale, a meno che non siano espressamente disconosciute dalla parte contro la quale sono prodotte.
La Suprema Corte ha precisato che il disconoscimento non richiede formule sacramentali, ma deve essere espresso in modo chiaro e specifico, tale da mettere in dubbio in modo inequivocabile l’autenticità del documento. Tale principio si applica a tutte le copie, anche quelle non formate dalla parte contro la quale sono prodotte, sebbene in quest’ultimo caso il grado di specificità richiesto nel disconoscimento possa essere leggermente inferiore.
Implicazioni della decisione
La sentenza in esame conferma l’ampia applicabilità dell’art. 2719 c.c. e offre un utile orientamento per i professionisti del diritto in merito alla valutazione della prova documentale. In particolare, la decisione sottolinea l’importanza del disconoscimento come strumento difensivo e le conseguenze che ne derivano in termini di onere della prova.
Iscriviti al canale Telegram di Servicematica
Notizie, aggiornamenti ed interruzioni. Tutto in tempo reale.
LEGGI ANCHE

Cassa Forense e nuovo servizio WhatsApp
Attivo il nuovo servizio WhatsApp per gli iscritti a Cassa forense WhatsApp e Cassa Forense: ecco il nuovo servizio attivo per tutti gli iscritti. Infatti, dalla giornata di ieri il numero call center di Cassa…

Carcere di Ariano Irpino, Nordio avvia accertamenti
Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha chiesto al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria una relazione urgente su quanto avvenuto nel carcere di Ariano Irpino, in provincia…

L’avvocato negligente ha diritto al suo compenso?
L’avvocato negligente ha diritto al suo compenso? Oppure il fatto di non aver eseguito il proprio lavoro in modo corretto, e quindi non aver raggiunto…